Carmignac, quando il finanziere fa politica a mezzo stampa

Carmignac, quando il finanziere fa politica a mezzo stampa

Edouard Carmignac, fondatore del fondo di gestione francese Carmignac Gestion, attacca frontalmente François Hollande acquistando pagina 5 del Financial Times di stamattina. La critica colpisce la tassazione dei redditi elevati (annunciata al parlamento dal Primo Ministro Ayrault), la settimana lavorativa di 35 ore, il pensionamento a 60 anni. «L’adozione di una fiscalità confiscatoria decapiterebbe gli organi direttivi delle nostre imprese, accelerando l’esodo dei dirigenti e gelando al tempo stesso gli investimenti nelle Pmi» scrive il gestore, e prosegue: «La volontà di salassare l’insieme del Paese allo scopo di mantenere in vita un modello sociale obsoleto è un progetto votato al fallimento».

Perché il fondatore e capo di un fondo gestione da 45,8 miliardi di euro partecipa all’arena politica sui principali quotidiani finanziari europei, tra cui Il Sole 24 Ore? E quanto gli è costato esprimere la loro opinione? Linkiesta ha girato la domanda ai diretti interessati, che però non hanno risposto. 

In realtà, non è la prima volta che Edouard Carmignac compra le pagine di un giornale per criticare o elogiare protagonisti della realtà politica ed economica europea: l’esordio è con Trichet, alla vigilia della fine del suo mandato come Presidente della Bce, poi l’abitudine si è consolidata con Draghi e, ora, con Hollande.

«Addio, di certo non ci mancherà» esordiva la lettera indirizzata all’ex numero uno di Eurotower il 5 ottobre scorso, attaccando la sua scelta di lasciare alti i tassi di sconto e la sottovalutazione dell’impatto della crisi sul Continente. Consigliando – all’opposto –  un taglio dei tassi a quota zero e una dichiarazione d’intenti per l’acquisto del debito sovrano degli stati. Ben altri toni sono rivolti a Draghi nell’editoriale del primo trimestre 2012: alle congratulazioni per il taglio dei tassi e la facilitazione dell’accesso alla moneta da parte delle banche, si aggiunge la spinta verso il risanamento dei conti pubblici e l’attuazione di profonde riforme strutturali.

Che Carmignac non apprezzasse Hollande era già noto prima di stamattina: il 5 maggio, il quotidiano tedesco Die Welt ne sottolineava i timori ancor prima di essere eletto al soglio presidenziale, definendolo ben più prossimo alle politiche economiche della Cancelliera Merkel. E proprio sulla Germania si gioca il confronto e la critica. «Perché [i tedeschi, ndr] dovrebbero accettare di contribuire al finanziamento della pensione a 60 anni in Francia, quando in Germania l’età della pensione è appena stata portata a 67 anni?» spiega puntando il dito sulla retromarcia dai 62 anni dell’era Sarkozy ai 60 oggi proposti. E non sarebbe la sola intenzione del nuovo esecutivo francese: aliquote al 75% per i redditi che sforano il milione di euro, salari minimi di 1.700 euro contro i 1.400 stabiliti precedentemente, revoca dell’aumento dell’Iva. La lettera di Carmignac è quindi l’espressione di un timore di possibile fuga dei capitali dalla Francia, che probabilmente troverebbero un «tappeto rosso» steso da Cameron nel Regno Unito? È questa la domanda che rimbalza tra gli operatori del settore. 

Timori o no, le questioni sulla scelta di comunicazione di Edouard Carmignac rimangono aperte. Perché comprare una pagina sul FT per criticare il Presidente francese? Semplici ragioni di marketing legate all’andamento dei fondi da lui gestiti o una reale presa di coscienza politica?

Carmignac non è l’unico rappresentante di fondi di gestione e investimento che lancia appelli ai propri governanti: tra i più celebri, c’è il leggendario George Soros, che con i suoi editoriali su giornali come lo stesso Financial Times o lo Spiegel ha più volte dato l’ultimatum a Bruxelles per risolvere la crisi dei debiti sovrani più in fretta possibile. Soprattutto, ovviamente, nell’interesse dei gestori stessi. 

Aggiornamento alle 11.30 del 5 luglio. Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Carmignac:

“Edouard Carmignac ha la possibilità, in quanto fondatore di una società totalmente indipendente, di esprimere le proprie opinioni liberamente, cosa che solo poche grandi compagnie di gestione possono permettersi di fare. In quanto tale, di tanto in tanto, egli utilizzala la libertà di parola di cui gode per difendere gli interessi dei clienti di Carmignac Gestion, che sono per lo più risparmiatori privati in Francia e in Europa.

Nella sua ultima lettera, Edouard Carmignac sottolinea il fatto che la
Francia è uno dei pochissimi paesi d’Europa i cui leader non hanno ancora avuto nemmeno il coraggio di avviare gli adeguamenti necessari agli enormi squilibri fiscali ed esterni che affliggono l’economia nazionale. La posta in gioco non è solo la crescita economica francese, ma anche soprattutto il benessere delle generazioni future e l’ulteriore costruzione dell’Unione europea. Il neo eletto Presidente François Hollande, che gode di un forte sostegno politico nel paese, ha l’occasione storica di prendere le decisioni giuste. Edouard Carmignac lo esorta ad abbandonare qualsiasi posizione ideologica alla base della sua elezione, e ad essere all’altezza della sfida.”

Twitter: @AlessioMazzucco

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