«Compra una Porsche e sarai un cittadino modello». Sarà vero?

«Compra una Porsche e sarai un cittadino modello». Sarà vero?

La dimostrazione che Oliviero Toscani è professionalmente ancora un tipo molto sveglio e che semmai la cocaina nel suo caso farebbe benissimo (è Sgarbi ad accusarlo di farne uso, ma a sua volta il fotografo dice di lui che è impotente), la si può avere palpabilmente a pagina 18 del Corriere della Sera dove la Porsche ha comperato un’intera pagina pubblicitaria per lanciare il suo messaggio (idea appunto dell’ex creativo di Benetton).

Questo è l’imperdibile testo, composto a caratteri allegri e colorati, in cui è incastonata una vetturetta da qualche centinaio di migliaia di euro: «IL TUO SOGNO E’ POSSIBILE, NON UCCIDERLO, E’ LA COSA PIU’ IMPORTANTE PER TE. NON FARTI FRENARE DALLE TASSE SUL LUSSO. SE TI FERMANO PER UN CONTROLLO LASCIALI FARE. SE SEI IN REGOLA, ANDRANNO A CONTROLLARE QUELLI CHE NON LO SONO. SE LA TUA FANTASIA SONO IO, NON REPRIMERLA. LA VITA DEVE ESSERE VISSUTA CON PASSIONE, ALTRIMENTI COSA CI RIMANE? IL 50% DI QUELLO CHE SPENDI PER ME VA ALLO STATO CHE DOVREBBE SIMOLARE A POSSEDERMI ED ESSERTI RICONOSCENTE PERCHE’, COMPRANDOMI, CONTRIBUISCI CON CORAGGIO ALLO SVILUPPO DI CUI TUTTI PARLANO. SONO UN’EMOZIONE RAZIONALE, SONO ESSENZIALE, TECNOLOGICA E MODERNA; CON ME HAI VISSUTO I SAFARI AFRICANI, LE 24 ORE DI LE MANS E LE TUE SERATE A TEATRO. IL MIO DESIGN E’ SENZA TEMPO E GIA’ FUTURO, SONO AMATA PERCHE’ VIVO LA REALTA’ SENZA L’ECCENTRICITA’ DELLA MODA. NON SONO VELOCE…SE SI RISPETTANO I LIMITI. A QUESTA ITALIA FERMA SERVONO I CAVALLI CHE IO HO E CHE DEVI AVERE ANCHE TU. I SOGNI NON SONO UN LUSSO. IL TUO SOGNO E’ POSSIBILE!»

Ribadita l’ammirazione professionale per il vecchiaccio Toscani, è utile soffermarsi su un paio di punti distintivi del messaggio, che sembrerebbe unire – almeno in apparenza – due fondamenti della democrazia liberale come etica e sviluppo. Un assoluto inedito sotto il profilo del marketing, soprattutto perché si lega a un prodotto di altissima gamma com’è una fuoriserie.

Ci racconta, il grande Ferdinand Piech, che ciò che in Italia non è mai riuscito, neppure nella più pallida delle intenzioni, con l’acquisto di una Panamera sarebbe praticamente cosa fatta. Se poni le tue terga delicate su quel mostro di bolide «tetesco» – fa capire il presidentissimo – ti sentirai immediatamente un cittadino modello. Questo perché, come l’impiegato più sfigato a stipendiuccio fisso, le tasse ti mangeranno il 50% di quello che spendi. Con una punta di malizia, si potrebbe concludere che la patente di buoni cittadini ce la deve dare un autorevole cittadino tedesco: se lo può permettere?

Ma c’è anche di più e qui saremmo nei pressi di uno splendido paradosso: il presidente di Volskswagen vuole forse dire che chi non è un degno cittadino non è conseguentemente degno di una Porsche? Da questo messaggio parrebbe di sì e sarebbe davvero straordinario (ancorchè impudente) se un imprenditore tedesco dettasse i tempi dell’etica a noi balordi italiani che dell’etica abbiamo sempre fatto strame.

Ma temiamo che il sussulto d’orgoglio che egli intende stimolare in tutti gli italiani, nasconda in realtà una visione leggermente più commerciale e di questo in fondo siamo lieti perché se davvero ci fosse l’etica di mezzo dovremmo subito avvertirlo sui pericoli che potrebbe correre la sua azienda-Porsche. Insomma, se davvero un’equazione così concepita dovesse avere la rigida applicazione ch’egli immagina, il pericolo sarebbe uno e uno soltanto: che in Italia scomparirebbe (o quasi) la Porsche.

Lei, del resto, caro Piech, avrà certamente letto, di quei controllini natalizi che hanno occupato per giorni e giorni le pagine dei giornali e che hanno scatenato polemiche infinite sui modi e sui tempi. Ecco, quei «porschisti» lì, sembra che di tasse ne pagassero pochine, altro che 50%, e dunque non potrebbero annoverarsi tra quei buoni cittadini a cui il suo messaggio (legittimamente) si rivolge.

E comunque non si abbatta, caro presidente, noi abbiamo apprezzato le sue buone intenzioni. 

X