Italia-Francia, mai così lontane sui diritti gay

In Italia lettere ai quotidiani. Poi un 16enne gay si getta dalla finestra a Roma

«Il vero coraggio non è suicidarsi alla soglia degli ottanta anni ma sopravvivere all’adolescenza, con la consapevolezza di non aver fatto nulla di sbagliato se non seguire i propri sentimenti, senza vizi o depravazioni. Non a tutti è data la fortuna di nascere eterosessuali». Scriveva così lo scorso 25 maggio in una lettera al direttore di Repubblica Davide per commentare il suicidio a Notre Dame di un oppositore parigino alla legge francese sui matrimoni omosex. «Io sono gay, ho 17 anni e questa lettera è la mia ultima alternativa al suicidio in una società troglodita, in un mondo che non mi accetta sebbene io sia nato così».

Davide ha 17 anni. Come la maggior parte degli adolescenti vive il passaggio dall’infanzia alla maturità senza mezze misure. Tutto bianco, tutto nero. Ma Davide non sa, probabilmente, che i contrasti che vive nel suo presente sono gli stessi che sta attraversando anche il Paese. Davide è nato nel 1996. Denny Mendez, quell’anno, diventava l’unica Miss Italia di colore. Ma è solo oggi, anno 2013, che con il ministro Kyenge l’integrazione rappresentata allora da un concorso di bellezza è diventato un ragionamento politico non più posticipabile. Ed è sempre oggi che si sta consumando il divorzio tra il servizio pubblico e una kermesse simbolo (insieme ad altri) di un utilizzo sbagliato del corpo della donna.

Davide è nato nel 1996. Cinque anni dopo, l’Olanda apriva il matrimonio alle coppie gay, primo Paese in Europa a farlo. Solo pochi giorni fa l’Ilga (l’associazione lesbica e gay internazionale) ha ricordato a Laura Boldrini e ai rappresentanti dei cittadini che l’Italia è uno dei pochi Paesi che si rifiuta di fare passi avanti sul tema.

Eppure, il riconoscimento delle unioni gay pare essere uno dei pochi progetti politici trasversali dell’attuale legislatura. Tutti i partiti, tranne la Lega Nord, sono pronti a regolamentare le unioni omoaffettive. Alle parole del ministro per le Pari opportunità Josefa Idem sono seguite quelle del Pdl. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano a Che Tempo Che Fa si è detto pronto a «irrobustire» i diritti delle persone omoaffettive. Il segnale di apertura arriva dopo le dichiarazioni gay-friendly di Bondi, Galan e Cicchitto. Ma il provvedimento sulla minoranza non sarebbe promosso solo dalla strana maggioranza. Il M5s, in più occasioni, ha ribadito di essere favorevole al matrimonio per tutti. 

«Ti ringrazio Davide – scriveva Laura Boldrini a Repubblica – perché hai avuto il coraggio di chiamarci in causa, di mettere noi adulti di fronte alle nostre responsabilità. Le mie sono sì quelle di madre, ma ora soprattutto di rappresentante delle istituzioni». All’estero, i politici, si pronunciano dopo aver provato a cambiare per davvero il presente delle persone omoaffettive. Il premier inglese David Cameron, ha parlato agli adolescenti gay dopo aver promosso, con successo, il matrimonio per tutti. «Alla Camera dei Lord (che dovranno votare l’apertura del matrimonio) chiedo di pensare a tutti i ragazzi che non riescono a superare il bullismo omofobico. A loro dobbiamo far sapere che non esiste sentimento secondario. Sono uguali ai coetanei eterosessuali». «Un vero uomo – ha ribadito Obama – è il miglior marito che una donna o un uomo si augurano di incontrare».  

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