Buon compleanno, Lupo Alberto!

Anniversario

Era un mondo in bianco e nero, quello di quarant’anni fa, che alcuni ricordano per i mondiali in Germania, con Cruijff e Beckenbauer, altri per lo scandalo Watergate; Corrado presentava Sanremo e a scuola si andava con il diario Vitt in cartella o sotto il banco. L’unico Lupo Alberto fino ad allora era l’attore Alberto Lupo, aveva cinquant’anni ed era il divo degli sceneggiati in tivù, medico della Cittadella e compare di Mina a cantar parole, parole, parole…

Il giovane Guido, poco più che ventenne, disegnava a matita e a colori nella banda dei fumetti in tivù di Supergulp!, collaborando a lasciare il segno nel torpore dei pomeriggi e nell’immaginario di noi, ragazzi di allora.

La prima striscia, comparsa sul Corriere dei Ragazzi nel 1974

In tutto questo tempo che fu, un qualche giorno di febbraio del 1974, un Lupo e una Marta se ne fuggono dalla fattoria dei McKenzie e, raggiunto un luogo lontano da occhi indiscreti, riprendono fiato e convengono che no, non è il caso di continuare a vedersi in quel modo.

Era la vignetta in cui nasceva Lupo Alberto, concepita un po’ di tempo prima, come tutte le belle idee e le fughe d’amore, che richiedono il loro tempo per esplodere. E per noi esplose quel dì, sulle pagine del Corriere dei Ragazzi.

Era in bianco e nero, il primoLupo Alberto, come quegli anni lì, e quando si trattò di passare al colore non fu il blu la prima scelta. L’idea era di qualcosa di simile al lupo siberiano, ma quel grigio strano variava troppo, a seconda della stampa e del supporto, quindi si finì per scegliere il blu: 60% ciano, per la precisione. Da allora, per tutti, per fortuna è così.

È sempre stato nero, invece, il lupo delle favole, da Cappuccetto Rosso ai Tre Porcellini. Nero e cattivo. Il lupo cattivo è nero, cattivo e mangia i polli. Ma da quel febbraio del Settantaquattro c’è un lupo in più.

Silver asssieme a Lupo Alberto

Il blu di Lupo Alberto è inconfondibilmente blu. Ed oltre a essere blu, Lupo è fondamentalmente buono. E, come tutti i buoni, è pure un po’ sfigato e, come tutti i buoni e sfigati, è irrimediabilmente simpatico. È blu, sfigato, e dei polli si innamora, questo lupo delle fiabe alla rovescia: nessun dubbio che proprio questo suo rovesciamento è il miglior regalo che Lupo ci ha fatto per quarant’anni di fila.

Che poi, a voler essere pignoli e rigorosi, quarant’anni li compie anche la gallina Marta, fuggita quel giorno con Lupo e nata con lui, dalla stessa matita tra i polpastrelli di Guido, sulla stessa vignetta e oggi tiene botta e mantiene il suo fascino di pollastra.

Da allora Lupo è con noi, basta guardarsi intorno. C’è chi ha un righello nell’astuccio o ha ricevuto un biglietto d’auguri, chi indossa una maglietta o sfoglia un libro; ne guardiamo le avventure in tivù o le leggiamo sulle pagine del suo giornaletto, che sono basse e larghe ad assecondare il formato delle strisce. Senza accorgercene lo troviamo anche dentro di noi, Alberto, con Marta, Mosé, Enrico, Cesira, Alcide e la fattoria tutta. Nemmeno lo sapevamo, di avere una fattoria dentro di noi, invece…

Il luogo dove forse Lupo Alberto, più che altrove, è diventato il nostro amico Lupo è probabilmente proprio qui, dentro di noi, dove si è infilato zitto zitto per non andarsene più. Ci parla, ci scrive e noi scriviamo a lui.

Son quarant’anni che la posta di Lupo Alberto è un rifugio, un luogo dove prendere fiato, dove trascorrere un quarto d’ora o due settimane. Se non è il posto più bello del mondo, forse lo è del suo, di mondo: blu e a mille colori. E chi gli scrive, imbusta, affranca e spedisce, lo fa sapendo che è un lupo di carta, quello lì, e per questo si fida di più.

È su quelle pagine che si parla di ogni cosa: amore e amicizia, famiglia e famiglie, sesso e sessi, sensi e sensazioni, scuola, futuro, visioni e quello che vuoi. Hai un dubbio? C’è posto anche per quello e per te.

Così accade che Lupo Alberto ci fa sorridere e sospirare da quarant’anni, senza per altro alcun superpotere o pozione magica, se non il colore.

Un omaggio per Linkiesta, da parte di Silver

«L’umorismo è come sollevare le sottane della normalità.» Svela Guido, ormai diventato per tutti Silver, e a te non serve altro per capire. Sbirciare le mutande è un modo irriverente per stare al mondo senza prendersi troppo sul serio, né farsi travolgere da tutto quello che accade là fuori. E alla fine a ridere si è in due: chi sbircia e chi è sbirciato. Anzi, con Lupo si è addirittura in tre: lui, le mutande e tu.

Allora ogni tanto ti senti osservato, a leggere i fumetti di Silver. Ti pare quasi che sia Lupo a leggere te, che stia parlando di te, che ti conosca, che ti sorprenda in mutande. Ti imbarazzi un po’, però leggi avanti, vignetta dopo vignetta, e finisci per trovarti a tuo agio, nel tuo cantuccio alla fattoria, che in fondo Lupo Alberto, davvero, sei un poco anche tu.

Tanti auguri a te, allora, vecchio Lupo. Tanti auguri a Marta e, per questi quarant’anni trascorsi insieme, tanti auguri anche a noi.

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