Chi può aver abbattuto l’aereo malese nei cieli ucraini

Chi può aver abbattuto l’aereo malese nei cieli ucraini

Dopo l’abbattimento del Boeing 777 della Malaysia Airlines colpito il 17 luglio nei cieli dell’Ucraina orientale, molti sono i dubbi riguardo alle dinamiche e alle responsabilità della vicenda. Per cercare di fare chiarezza abbiamo intervistato Gianandrea Gaiani, direttore responsabile di Analisi Difesa ed esperto di analisi storico-strategiche e studio dei conflitti.

Come giudica l’ipotesi, al momento più accreditata, di un missile lanciato da terra?
È un’opzione possibile in quanto esistono missili terra-aria in grado di colpire anche ad altezze superiori ai 10.000 piedi, ovvero la quota di crociera di un aereo passeggeri. Anche qualora questa dovesse essere confermata come la ricostruzione corretta della vicenda, resta comunque aperto l’interrogativo su chi abbia lanciato il missile. Sia l’aviazione russa che quella ucraina dispongono, infatti, di batterie di missili S300 o Buk in grado di colpire a quote così elevate. Inoltre, anche i ribelli filorussi, seppure abbiano sempre usato finora missili a corto raggio tipo SA-14, SA-16 e SA-18 efficaci tra i 3 e i 4mila metri, non si può escludere che si siano impossessati di alcune batterie di missili S300 o Buk quando hanno preso possesso di alcune basi di difesa aerea ucraina nella regione di Donetsk. 

Anche qualora i ribelli dispongano di questi missili, bisogna chiedersi se siano anche in grado di utilizzare questa tecnologia. Non vi sono certezze ma è possibile che tra i molti militari ucraini che nel corso degli ultimi mesi sono passati nelle fila dei separatisti, vi siano anche tecnici specializzati in questo genere di lanci. Subito dopo l’abbattimento, l’intelligence ucraina ha annunciato di avere alcune intercettazioni delle comunicazioni in cui i ribelli ammettono di aver colpito un velivolo civile. Tuttavia, la posizione del Boeing della Malaysia Airlines al momento dell’impatto potrebbe in parte assolvere i filorussi. Il velivolo si trovava, infatti, a circa cinquanta chilometri da Donetsk, una distanza eccessiva per un sistema in grado di ingaggiare bersagli fino a trentacinque chilometri nella versione equipaggiata con missili SA-11 e al limite per la versione più moderna con gli SA-17. Il velivolo malese, quando è stato colpito, era quindi più “a tiro” delle batterie di Buk ucraini che non a eventuali batterie analoghe dei separatisti collocate a Donetsk.

È possibile invece che sia il risultato di un missile aria-aria lanciato da un caccia?
Non scarterei questa ipotesi anche perché ieri, prima del fatto in questione, l’Ucraina aveva denunciato l’abbattimento di un suo cacciabombardiere Su-25 da parte dell’aviazione russa. Ricostruzione respinta da Mosca negando che vi fossero aerei russi in volo nei pressi del confine ucraino. Tuttavia, ciò dimostra che nei cieli sopra Donetsk era in corso uno scontro aereo e il Boeing malese potrebbe essersi trovato coinvolto in questa battaglia oppure la sua traccia radar potrebbe essere stata confusa con quella di un aereo cargo o di un velivolo radar o da spionaggio elettronico russo.

Perché non si è provveduto prima a chiudere lo spazio aereo sopra l’Est ucraino?
L’8 luglio l’Ucraina aveva dichiarato lo spazio aereo del Donbass non sorvolabile se non a quote superiori ai 7.900 metri, due mila in meno della quota del Boeing malese. Molte compagnie aeree internazionali avevano quindi deciso di cambiare le proprie rotte ma nei fatti l’autorità dell’aviazione civile ucraina ha consentito anche nei giorni successivi il sorvolo dell’area. Un aspetto questo ancora inspiegabile se si pensa che nella zona del Donbass fossero presenti da mesi scontri tra contraerea e aerei e circa una ventina di jet militari ucraina erano già stati abbattuti dai separatisti filorussi dall’inizio delle ostilità.

I separatisti filorussi hanno acconsentito a dare accesso all’area a ispettori internazionali probabilmente dell’Osce. Quali saranno i prossimi passi?
Già nelle prossime ore è probabile che siano inviati nell’area interessata alcuni periti aeronautici internazionali che, per prima cosa, dovranno capire che tipo di missile è stato usato e, quindi avanzare, delle ipotesi su chi può averlo lanciato. Oltre a queste perizie tecniche dovrebbero essere analizzati anche i tracciati radar. Mentre per le rilevazioni sul campo ci vorranno almeno un paio di settimane, i tracciati radar potrebbero essere disponibili in poche ore ma non è detto che le autorità ucraine e russe vogliano condividere queste informazioni.

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