Quello che sappiamo di “Better Call Saul”

Quello che sappiamo di “Better Call Saul”

Aggiornamento, 11 agosto 2014: il primo short teaser di Better Call Saul è stato pubblicato ieri su online, eccolo qua:

Innanzitutto, dato che è passato un po’ di tempo, di cosa si tratta: è uno (degli) spin-off di Breaking Bad, annunciato attorno al finale della serie in rincorsa dell’entusiasmo e previsione della malinconia dei fan. Racconterà della vita di Saul (Bob Odenkirk, naturalmente), viscido e codardo avvocato di bassa lega, che nel capolavoro Amc spalleggiava Walter White. Non dovrebbe esserci Bryan Cranston in un ruolo rilevante, ma le carte si sono un po’ sparigliate in questi giorni, quando, a otto episodi in fase di scrittura, Vince Gilligan e Peter Gould — gli autori — si sono finalmente decisi a rilasciare qualche dettaglio su quanto dobbiamo aspettarci da Better Call Saul.

«In Breaking Bad avete avuto la prova che ci piace giocare con i piani temporali. Faremo la stessa cosa con Better Call Saul, per quanto ci sarà possibile» ha dichiarato Gilligan durante una conferenza stampa. La vicenda sarà ambientata circa sei anni prima che Saul Goodman incontri Walter White, quando l’avvocato passava ancora per Jimmy McGil, e seguirà la mutazione di Jimmy in Saul. Da legale a caccia dei primi casi a capace manipolatore e feroce conoscitore del sottobosco della metanfetamina.

Gli autori nel corso del Tca Tour (Frederick M. Brown / Getty Images)

«Stiamo cercando di creare una serie che abbia una sua dignità, e che non sua soltanto un ritrno di vecchie glorie» ha continuato Gilligan, specificando però che «tutto è possibile, potremmo rivedere i personaggi di Breaking Bad ritornare in qualche cameo». Ed è forse quello che chi stava aspettando un ritorno sperava di sentirsi dire, dopo che il nome di Jonathan Banks aveva fatto il giro della rete come papabile per una riproposizione del ruolo di Mike Ehrmantraut. Intanto la produzione ritarda e la serie rimane in scaletta Amc per il 2015. «Mi prendo la piena responsabilità, sono sempre stato lentissimo a scrivere».

«È una sfida, uno slancio di fede o di stupidità. Ci affacciamo sull’ignoto e non ci resta che stare a vedere cosa succederà». È un sentimento che gli autori condividono col pubblico, forse un pelo più preparato alle delusioni in materia di spin-off. «Pensavamo che sarebbe stato facile, pensavamo di conoscere il personaggio, ma scrivendo ci siamo resi conto che non sapevamo assolutamente nulla di lui. Sappiamo qual’è il suo destino, perché lo abbiamo già visto, ma non sappiamo che cos’era prima di diventare Saul, ed è quello che ci siamo messi in testa di raccontare». Dei punti saldi ci sono, però, dettati dal destino, appunto: «Quello che sappiamo, ad esempio, è che nel primo episodio non possiamo farli perdere un braccio o un occhio», semplice, no? La serie ha l’ambizione di svolgere qualche nodo e di ridare fiato a una storia finita senza interferire e senza ricalcare quello che si è già visto. «Qualsiasi cosa succeda, sarà valsa il rischio di un fallimento imbarazzante» e per noi, non resta che aspettare fiduciosi.

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