Kaspersky lancia la sfida a cyberbullismo e privacy

Kaspersky lancia la sfida a cyberbullismo e privacy

L’enorme diffusione dei dispositivi mobili degli ultimi anni è stata accompagnata dalla crescita dell’istanza di protezione della privacy, e dei propri dati in generale, da parte della maggior parte degli utenti. È su questi due pilastri che Kaspersky, la nota azienda russa che si occupa della realizzazione di software antivirus, si è mossa per mettere sul mercato la nuova linea di prodotti per utenti privati, presentati il 3 settembre a Milano. Tre tipologie di antivirus volte a soddisfare le diverse esigenze degli utenti, ma con un occhio di riguardo alla protezione di più dispositivi contemporaneamente, e soprattutto alla gestione della prevenzione per quanto riguarda l’accesso alla Rete da parte dei più piccoli.

Una formula che nasce dalla ricerca condotta da Kaspersky Lab e B2B International sulle preoccupazioni degli utenti. Ne è venuto fuori che la maggior parte di coloro che si connettono a Internet temono innanzitutto violazioni che riguardano la privacy, i dati personali e il denaro senza dimenticare la sicurezza dei propri figli. Secondo i dati della ricerca poi, il 77% delle persone che utilizzano dispositivi basati su diverse piattaforme, è interessato a soluzioni di sicurezza multipiattaforma. «La maggior parte degli utenti raramente accede ad Internet da un unico dispositivo — sostiene Morthen Lenh, Managing Director di Kaspersky Lab Italia, intervenuto alla conferenza — ecco perché è indispensabile essere consapevoli della varietà di minacce presenti online e sapere come fronteggiarle».

Basti pensare che ogni giorno, sono sempre i dati della ricerca a dirlo, compaiono oltre trecentomila nuovi esempi di software dannosi. Le minacce cosiddette “multi-device” sono costantemente in crescita, così come la percentuale degli utenti che archiviano dati sensibili sui propri dispositivi. Come si può notare dall’infografica in basso prendendo in esame solo i dati contenuti su smartphone, il 91% degli utenti archiviano file privati, il 31% dettagli degli account, il 19% dati finanziari. Di questi poi il 43% riceve minacce a carattere finanziario, il 41% è sottoposto ad attacchi malware, mentre l’11% ha perduto o ha subito un furto dei propri dati. A cadere poi è anche il mito secondo cui il sistema operativo di Apple sia esente da attacchi informatici: falso, perché gli hacker ormai da tempo non sono più esclusivamente concentrati su dispositivi Windows, ma hanno voltato lo sguardo verso nuove frontiere che rispondono al nome di Mac e device mobili sia con sistema operativo iOS che Android.

Grande risalto è stato dato poi al problema delle cyber minacce nei confronti di bambini e adolescenti che spesso possono sfociare in episodi di cyber bullismo. La diffusione di smartphone e tablet e la facilità del loro utilizzo, ha generato un aumento di accesso alla Rete da parte dei più piccoli sia per giocare che per cercare informazioni. Ecco perché i genitori sentono l’esigenza di essere consapevoli dei rischi che i loro figli corrono e capire quali strumenti utilizzarli per proteggerli. Secondo i dati di Kaspersky Lab il 23% dei genitori si preoccupa del fatto che i figli siano esposti a rischi online, di questi poi il 12% ha affermato che i propri figli hanno visionato contenuti inappropriati in Rete, mentre l’8% che hanno comunicato con sconosciuti. Non viene sottovalutato poi il problema (a sollevarlo è il 32% degli intervistati) secondo cui i figli possano spendere denaro online a loro insaputa, condizione che avviene molto spesso quando si ha a che fare con delle applicazioni legate ai giochi.

Dalla ricerca in questione risulta che il problema del cyber bullismo sia molto diffuso tra i genitori, il 45% degli intervistati ha infatti ammesso che i propri figli sono stati minacciati o offesi online, ad esempio in chat o sui social media. Se tra questi poi il 34% dichiara di non aver compreso l’esistenza di un problema per un lungo periodo di tempo, si capisce quanto il tema sia delicato. Anche perché secondo un altro 34% degli intervistati i fenomeni di bullismo multimediale passano dall’online all’offline. Kaspersky sta lavorando in questa direzione anche a seguito di uno studio in collaborazione con l’Università di Wurzburg, da cui è venuto fuori che i cyber bulli sono più difficili da individuare; su Internet le informazioni umilianti sono potenzialmente accessibili sempre; oltre al fatto che le vittime molto spesso non si confidano.

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