E-commerce: con le app il portafoglio si svuota

E-commerce: con le app il portafoglio si svuota

Agli italiani piace farlo con le app. Che lo shopping fosse una tra le nostre attività preferite non è mai stato un mistero, che adesso per farlo si usano sempre più spesso le applicazioni sembra essere la naturale espressione del cambiamento dei tempi. Negli ultimi sei mesi — secondo i dati rilevati da una ricerca realizzata da Netcomm dal titolo “Net retail, il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani” — la quota di acquirenti online che ha effettuato acquisti da applicazioni su un dispositivo mobile è del 23%. E Nonostante tre acquirenti online su quattro, così come riporta la ricerca, hanno comprato in Rete utilizzando esclusivamente il sito web, va sempre più consolidandosi quella che può essere considerata una nuova modalità di acquisto a distanza, proprio grazie ad un’applicazione su dispositivi mobili.

I numeri in questo senso parlano chiaro, tra i sedici milioni di acquirenti online degli ultimi tre mesi, è stato rilevato come il 18% ha fatto almeno un’esperienza di acquisto utilizzando le applicazioni su smartphone, mentre l’11% almeno un acquisto utilizzando il tablet. In totale 21,8 milioni di italiani hanno comprato online almeno una volta nella vita, e di questi 10 milioni sono acquirenti online abituali, che cioè comprano in Rete almeno una volta al mese. Inoltre si prevede che da qui al termine del 2014 verranno prodotte oltre cento milioni di nuove esperienze di acquisto online. Il segnale di una crescita esponenziale di questo settore non è una novità per gli addetti ai lavori, e la notizia è stata lanciata non più tardi di qualche settimana fa dall’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano in collaborazione proprio con Netcomm. Nella ricerca in questione balzava all’occhio l’aumento del 100% di acquisti effettuati da smartphone nel 2014.

Ma qual è il profilo di colui che acquista online tramite app in Italia? Innanzitutto si tratta di soggetti con età media molto più giovane della media della popolazione italiana, i frequentatori più assidui di negozi online si concentrano nella fascia di età tra i 25 e i 44 anni, solo il 12,4 per cento degli acquirenti abituali poi ha più di 54 anni (contro il 38,1 per cento della popolazione italiana). E sempre tra gli acquirenti abituali, dato particolarmente interessante, la concentrazione di laureati è quasi tre volte superiore alla media della popolazione. Il percorso effettuato verso un nuovo acquisto di solito prende il via dalla conoscenza o dall’esperienza già acquisita dal soggetto. Più sono noti infatti i marchi di riferimento, maggiore è la propensione all’acquisto da parte del consumatore digitale: per fare ancora riferimento a qualche dato, il 56% degli intervistati dichiara di aver effettuato acquisti online da un sito che già conoscevano, mentre solo l’11,7 per cento chi acquista dichiara di averlo fatto su un sito che già conoscevano già ma sul quale non avevano mai ancora fatto acquisti.

Sul fronte delle tipologie di acquisto ci si trova di fronte ad una distribuzione concentrata in poche categorie: a guidare la classifica degli acquisti online ci sono i prodotti di viaggi e turismo, segue a ruota il settore dell’elettronica, vengono poi servizi assicurativi e per finire abbigliamento e accessori. Va detto che su queste rilevazioni pesa il periodo in cui sono state effettuate, a settembre infatti si conferma in vetta un trend già evidenziato prima dell’estate, con l’aumento dell’incidenza dei servizi turistici. Questi infatti generano ben il 41% del valore degli acquisti online solo a settembre, mentre tra i prodotti fisici a catturare l’attenzione dell’utente sono sempre di più computer, tablet e smartphone.

Non sorprendono più di tanto invece i dati relativi ai sistemi di pagamento: gli acquisti online sono per la maggior parte pagati al momento dell’ordine e soltanto nel 14% dei casi vengono saldati alla consegna. Il sistema di pagamento più utilizzato è il circuito PayPal con il 35,4%, seguono la modalità con prepagata sul sito e carta di credito. Tuttavia nelle ultime rilevazioni il ricorso a PayPal è lievemente diminuito con una flessione del 3,8%, condizione dovuta presumibilmente al fatto che aumentano gli acquisti legati a viaggi e turismo che per loro natura comportano importi elevati e quindi più adatti ad altri strumenti di pagamento. Incide ancora in maniera sostanziale la presenza di pagamenti in contanti che superano il 10% dei pagamenti.

Ruolo cruciale del processo di acquisto online è la consegna del prodotto: esso infatti determina la soddisfazione complessiva di tutta l’esperienza di acquisto a distanza. In generale e come ci si aspetta che sia la soddisfazione dell’esperienza di comprare in Rete è piuttosto elevata, ma si abbassa vistosamente nel caso in cui dovessero sorgere delle problematiche. Secondo i dati, in una scala da uno a cinque, la soddisfazione del cliente è estremamente elevate (4,6) se tutto va a buon fine, e cala (2,6) in presenza di determinati problemi (ad esempio se il cliente chiede assistenza e non l’ha ricevuta).  

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta