Il mistero dei blocchetti Tjipetir

Il mistero dei blocchetti Tjipetir

Questa storia è cominciata più o meno cento anni fa, ma ha trovato la via della chiarezza solo nel 2012 quando Tracey Williams, una cittadina britannica, ha trovato sulla spiaggia vicino alla sua casa di Newquay, in Cornovaglia, una tavoletta di materiale simile alla gomma che portava la scritta “Tjipetir”. Dopo qualche ricerca, Williams ha scoperto che tavolette simili alla sua erano state portate dalla corrente su spiagge di tutto il Regno Unito, della Spagna, della Danimarca, dell’Olanda e di varie località nel Nord Europa. È stato in quel momento che ha deciso di dedicare le sue forze a chiarire il mistero dei Tjipetir.

La leggenda attorno ai blocchetti di gomma era già abbastanza evoluta e girava attorno al Titanic e ad altri grandi naufragi, oltre che ai numerosi attacchi sottomarini che avevano interessato le due guerre mondiali. La curiosità della stampa internazionale era già alle stelle e al mistero non mancava che una soluzione. Williams ha dichiarato alla BBC di averla trovata, dopo aver appuntato per due anni i suoi progressi su una pagina Facebook.

La parola Tjipetir rimanda a una compagnia di piantagioni di gomma attiva a Giava tra la fine del Diciannovesimo e gli inizi del Ventesimo secolo e il materiale dei blocchetti sembra essere gutta-percha, una gomma proveniente da un albero diffuso in una regione della Malesia. Secondo una fonte francese, confermata dalle autorità e dai documenti di bordo, il Titanic trasportava un carico di gutta-percha e per un periodo l’ipotesi che i blocchetti venissero dal transatlantico più famoso del mondo è stata la più attendibile e la più amata dalla stampa.

Nell’estate del 2013, però, Williams ha ricevuto le informazioni che potrebbero averla portata alla soluzione definitiva: alcune fonti anonime hanno confermato il recupero di un cargo giapponese affondato durante la prima guerra mondiale, il Miyazaki Maru, e che trasportava i blocchetti Tjipetir. La nave era stata costruita a Kobe nel 1909 ed è stata affondata dal sommergibile tedesco U-88 il 31 maggio 1917 durante una traversata che da Yokohama avrebbe dovuto condurla a Londra. Trasportava merci e passeggeri, otto persone sono rimaste uccise nel naufragio.

Il luogo dell’affondamento, al largo delle isole Scilly, a circa cinquanta chilometri dalle coste della Cornovaglia, è sottoposto all’azione di correnti marine che avrebbero facilmente portato i blocchetti in tutti i punti in cui sono stati ritrovati nel corso degli ultimi novantasette anni. Il mistero sembra risolto, quindi, e si possono dormire sonni tranquilli.

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