Mafia Capitale e quei rapporti con gli ultras romani

Mafia Capitale e quei rapporti con gli ultras romani

Politici e imprenditori, sbirri e dirigenti pubblici. La rete di Massimo Carminati è imponente almeno quanto la mole di pagine dell’ordinanza di custodia cautelare dedicata a Mafia Capitale. Tiene i contatti con il mondo di sopra e il mondo di sotto, il “Cecato” arriva ovunque nella città Eterna dove peraltro gli attribuiscono il titolo di re. Così nelle carte firmate dal gip Flavia Costantini spuntano anche nomi che a lungo sono stati espressione degli ambienti calcistici capitolini. Roma e Lazio, non c’è derby che tenga. Scrivono gli inquirenti che il sodalizio diretto da Carminati è risultato in rapporto con appartenenti alla criminalità organizzata operante nella zona di Ponte Milvio. «Una batteria particolarmente agguerrita e pericolosa con a capo Fabrizio Piscitelli alias Diabolik, unitamente ad altri soggetti di nazionalità albanese». La batteria in questione era al servizio dei “napoletani” ormai insediati a Roma Nord, tra cui i fratelli Salvatore e Genny Esposito facenti capo a Michele Senese, celebre boss della Camorra.

Fabrizio Piscitelli è uno storico capo ultrà della Curva Nord laziale. Trasferte e coreografie ma anche affari. A lui e a un manipolo di colleghi/supporters faceva riferimento una rete di merchandising biancoceleste che contava sui negozi “Original Fans” e sulla riproduzione di Mister Enrich, il fumetto inglese diventato emblema degli Irriducibili, sigla del tifo organizzato laziale. Sin dall’inizio i rapporti con Lotito sono burrascosi e arrivano in tribunale, dove Piscitelli e compagni finiscono alla sbarra con le accuse di aggiotaggio e tentata estorsione nella cosiddetta scalata alla Lazio. Parlava così Piscitelli, intercettato nel 2006: «C’ho i negozi che non comprano più, l’euforia manca, se rimane Lotito noi dovemmo comunque fà la guerra a sto bastardo». Il patron biancoceleste denunciò minacce e pressioni nei suoi confronti, assoldò dei vigilantes privati e ora gira con la scorta.

Nel 2013 Diabolik balza ancora all’onore delle cronache perchè arrestato con l’accusa di essere finanziatore e organizzatore dell’acquisto di ingenti quantitativi di hashish provenienti dalla Spagna. Droga che poi sarebbe stata smerciata nei quartieri di Roma sud. Latitante, viene rintracciato in un appartamento nella zona nord ovest di Roma dove un amico andò a trovarlo per seguire in tv una partita di Coppa tra Lazio e Apollon Limassol. Al triplice fischio fecero irruzione i finanzieri. Nel luglio scorso sono sempre gli uomini della Guardia di Finanza a sequestrare immobili, auto e partecipazioni societarie per un valore complessivo di 2,3 milioni di euro riconducibili proprio a Diabolik. Sul tifo Piscitelli aveva le idee chiare: «Non c’è più la mentalità di una volta, basta urlare “Lotito vaffa”, ma poi cosa si fa veramente per la Curva Nord e per la Lazio?». Intervistato dal sito Abitare a Roma, commentava: «Mario Corsi? Credo che meriti rispetto più il suo passato da giovane che la sua storia recente».

Classe 1958 ed ex leader dei Boys giallorossi, Mario Corsi a Roma è conosciuto come “Marione”. Conduce una delle trasmissioni radiofoniche più ascoltate in città. Si chiama “Te la do io Tokio”, una sorta di tempio sacro nell’etere romanista. Dai microfoni di Marione sono partite battaglie e campagne stampa in difesa dell’As Roma, come quella volta che invitò i tifosi a disdire gli abbonamenti tv a Sky. Guru ascoltato e venerato, personaggio temuto e discusso. Marione non è solo un protagonista della galassia giallorossa. È anche un ex militante dei Nar, i Nuclei Armati Rivoluzionari, formazione terroristica d’ispirazione fascista da cui arriva anche il boss di Mafia Capitale. Nel 1978 Corsi è indiziato proprio insieme a Carminati dell’omicidio di Fausto e Iaio, due ragazzi del centro sociale milanese Leoncavallo. Archiviato per insufficienza di prove, di lui scriveva così Corrado Zunino su La Repubblica: «In gioventù assaltatore di scuole e cinema romani, nella maturità viene arrestato insieme a sei ultra: minacciava per ottenere accessi gratis allo stadio, irrompeva nelle radio private per costringere gli speaker a leggere i suoi comunicati».

Oggi nelle carte di Mafia Capitale si legge il nome di Marione. In una conversazione con lui, Carminati spiega che occorre andare a “bussacchiare” agli uffici del Comune, per accreditarsi presso i neoeletti e garantirsi l’assegnazione di lavori. «Gli si dice che cazzo.. ora che abbiamo fatto questa cosa, teneteci presenti per i progetti che c’avete, che te serve? Che cosa posso fare? Come posso guadagnare, che te serve il movimento terra? Che ti attacco i manifesti? Che ti pulisco il culo…ecco, te lo faccio io perché se poi vengo a sapè che te lo fa un altro, capito? Allora è una cosa sgradevole». Sempre in uno stralcio delle intercettazioni, Carminati si rivolge così a un interlocutore: «Oggi ho parlato con quell’amico mio (Mario Corsi n.d.r.) per programmare qualche intervista in radio, le cose, mi ha detto che lui è a completa disposizione e, cioè, poi diglielo all’amico nostro». 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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