La libertà di ridere, per Stéphane Charbonnier

La libertà di ridere, per Stéphane Charbonnier

Non è la prima volta che il settimanale Charlie Hebdo viene attaccato o minacciato da estremisti islamici. Uno dei momenti più tesi in questo senso è stato vissuto due anni fa, quando proprio Charlie Hebdo aveva deciso di pubblicare delle vignette molto forti su Maometto. Era l’ottobre del 2012, e Charb, ovvero Stèphane Charbonnier, il direttore di Charlie Hebdo (che sarebbe rimasto ucciso nell’attacco terroristico alla sede del settimanale) scrisse un breve editoriale per ribadire la propria libertà di ridere di qualsiasi cosa. 

Questo è il testo dell’editoriale di Charb, intitolato in francese Rire, bordel de dieu:

Dipingi un Maometto glorioso, e muori.

Disegna un Maometto divertente, e muori.

Scarabocchia un Maometto ingobile, e muori.

Gira un film di merda su Maometto, e muori.

Resisti al terrorismo religioso, e muori.

Lecca il culo agli integralisti, e muori.

Prendi un oscurantista per un coglione, e muori.

Cerca di discutere con un oscurantista, e muori.

Non c’è niente da negoziare con i fascisti.

La libertà di ridere senza alcun ritegno la legge ce la dà già, la violenza sistematica degli estremisti ce la rinnova.

Grazie, banda di imbecilli.

Qui il testo originale, pubblicato su Charlie Hebdo il 15 ottobre 2012:

Peins un Mahomet glorieux, tu meurs.

Dessine un Mahomet rigolo, tu meurs.

Gribouille un Mahomet ignoble, tu meurs.

Réalise un film de merde sur Mahomet, tu meurs.

Tu résistes à la terreur religieuse, tu meurs.

Tu lèches le cul aux intégristes, tu meurs.

Pends un obscurantiste pour un abruti, tu meurs.

Essaie de débattre avec un obscurantiste, tu meurs.

Il n’y a rien à négocier avec les fascistes. 

La liberté de nous marrer sans aucune retenue, la loi nous la donnait déjà, la violence systématique des extrémistes nous la donne aussi.

Merci, bande de cons.