Perché ai milanesi non piacciono le isole pedonali?

Perché ai milanesi non piacciono le isole pedonali?

A Milano si torna a parlare di isola pedonale. Questa volta la zona interessata è quella dei Navigli, anche se in realtà si tratta di un allargamento della pedonalizzazione già esistente, che comprenderà la chiusura al traffico di via Ascanio Sforza. Motivo per cui il Comune ha già dato mandato all’Agenzia Mobilità Ambiente Territorio per effettuare gli studi necessari a fornire tutti i dati sul traffico sia su via Ascanio Sforza che su corso San Gottardo. Un progetto che punta a riqualificare il Naviglio Pavese ma anche a trasformare in isola pedonale la parte restante di Ripa di Porta Ticinese. Assieme alla riassetto della Darsena e alla riapertura di piazza XXIV Maggio avvenuta non più tardi di qualche settimana fa, sembra prendere forma l’idea di riproporre lo scenario dei corsi d’acqua milanesi in vista dell’ormai imminente apertura di Expo2015.

Foto tratta dal sito del New York Times

D’altra parte il New York Times in un articolo del 16 Aprile ha inserito Ripa di Porta Ticinese tra le dodici strade più belle da percorre in Europa. La descrizione è quella di un luogo storico milanese che si presta a un rito ormai consolidato nelle abitudini dei cittadini, puntuali all’appuntamento con l’aperitivo pomeridiano di fronte a uno scenario caratteristico. A leggere le parole di Ingrid K. Williams verrebbe da dire che a Milano non ci possa essere niente di meglio da fare che passeggiare lungo i Navigli bevendo un drink. Un motivo in più questo per considerare il progetto del Comune sostanzialmente positivo.

Come spesso accade quando si parla di isola pedonale, sono i residenti a fare una strenua resistenza, nella speranza di evitare la chiusura al traffico della zona

Eppure c’è chi la pensa diversamente e, come spesso accade quando si parla di isola pedonale, sono i residenti a fare una strenua resistenza, nella speranza di evitare la chiusura al traffico della zona. La paure principali dei cittadini sono più o meno sempre le stesse: paura di essere ingoiati da una marea umana itinerante e dall’inquinamento acustico. Per questo c’è chi già si è attivato per raccogliere le firme contro la pedonalizzazione dell’area: Gabriella Valassina portavoce del Comitato Navigli pare abbia già raccolto oltre cinquecento firme per dire no all’isola in via Ascanio Sforza, tratto in cui, a suo dire, andrebbero verificati i flussi di traffico sul lungo periodo prima di prendere qualsiasi decisione. In passato la Valassina si era resa protagonista di alcune battaglie contro il trambusto della movida, come quando si schierò a favore dell’ordinanza del Comune di Milano sul divieto di vendita di gelati e altri prodotti dopo la mezzanotte nelle zone di Navigli, Ticinese, Corso Como e Arco della Pace.

Le visioni contrastanti sulla pedonalizzazione sembrano essere una costante che si ripete nella città in procinto di aprire le porte a Expo2015

Le visioni contrastanti quando si parla di pedonalizzazione sembrano essere una costante che si ripete nella città in procinto di aprire le porte a Expo2015. Stesso copione si era ripetuto qualche mese fa in merito all’idea di chiudere al traffico l’arteria di Corso Buenos Aires per tutte le domeniche durante l’Esposizione universale. L’idea del consiglio di Zona 3, che presentò a gennaio una delibera in tal senso, aveva diviso residenti, commercianti e rappresentanti dei consorzi di zona. A chi prospettava un aumento legato all’affluenza di turisti e visitatori, positivo per residenti e commerciati che avrebbero visto aumentare le vendite, si contrapponeva la voce di alcuni residenti, preoccupati dalla deviazione del traffico destinata ad intasare le vie parallele e aumentare l’’inquinamento acustico. Oltre al no di quei commercianti convinti, in base alle esperienze di esperimenti di pedonalizzazione della zona pregressi, della reale diminuzione di presenze e vendite di prodotti.

E che dire allora della creazione di un’isola pedonale in Piazza Castello? Nei progetti del comune l’idea era quella di realizzare una pedonalizzazione low cost, che prendesse il via in concomitanza con l’inizio di Expo, volta a favorire la mobilità e la vivibilità di tutto il centro. Alle solite proteste dei residenti legate al timore del traffico che avrebbe congestionato la zona di foro Buonaparte (tanto bastò a far presentare un documento all’amministrazione firmato da oltre mille persone), si aggiunsero la nascita di vari comitato antagonisti, oltre che numerosi dissapori sul versante politico. Per ricordarne qualche episodio, oltre all’opposizione di centrodestra da parte di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, le critiche si levarono anche dal fronte interno al Pd con Roberto Biscardini (socialista eletto con il Pd) che si era detto contrario in modo particolare alla pedonalizzazione di piazza Castello.

Guardando alla storia, però, i fatti hanno dimostrato come gli esperimenti di pedonalizzazione a Milano, anche quelli permanenti, hanno avuto sempre un discreto successo partendo da corso Vittorio Emanuele e via Dante, passando per via Paolo Sarpi e corso Como, oltre agli stessi Navigli. Resta da capire quindi se nella maggior parte dei casi le proteste non siano legate ad una piccola minoranza di residenti, spaventati più che altro dall’idea del cambiamento che dal fatto in sé, o piuttosto da ideologie che spingono sempre a schierarsi da una parte o dall’altra della scena politica a prescindere dalla bontà o meno dell‘iniziativa.

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