Calderoli e trans, così Salvini vuole legalizzare la prostituzione

Calderoli e trans, così Salvini vuole legalizzare la prostituzione

Un piccolo presidio con tavolini, bandiere e vessilli della Lega in via Francesco Pecorari alle spalle degli uffici comunali di Milano, a due passi dal Duomo. Comincia da qui l’ultima campagna di raccolta firme della Lega Nord per il referendum a favore dell’abrogazione della legge Merlin. «Vogliamo togliere la prostituzione dalle strade e tassarla — ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini — copiamo quello che fanno Paesi come Svizzera, Belgio, Olanda e Austria e riapriamo le case chiuse». Chi vorrà firmare la petizione per il referendum potrà farlo a Milano, o in tutti i comuni d’Italia, compilando i moduli presenti in tutti gli uffici comunali a partire dal 5 maggio.

Secondo Salvini gli introiti nelle casse dello Stato, dovuti ad un eventuale tassazione della prostituzione già in occasione di Expo (periodo in cui il fenomeno della prostituzione subirà un incremento sostanziale), sarebbero di circa due miliardi di euro. Cifra che potrebbe essere utilizzata, sempre secondo Salvini, per mandare all’asilo nido gratis i bambini da nord al sud Italia. Un appuntamento a cui hanno partecipato volti noti dello spettacolo, come Efe Bal (che da anni si batte a favore del pagamento delle tasse da parte delle prostitute), o il giornalista Giuseppe Cruciani. Sul fronte politico presente anche il vice presidente del Senato Roberto Calderoli.

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A chi ci tiene a sapere se è mai stato con una prostituta Salvini risponde con un secco no. Ma poi aggiunge: «non do giudizi morali su chi va a prostitute né chi fa quel lavoro lì, anzi mi piacerebbe che queste persone avessero gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri lavoratori, quindi garanzie, tutele ma anche la possibilità di pagare le tasse». Immancabile poi un commento sull’Italicum, la nuova legge elettorale, in vigore da luglio 2016, che ha avuto il sì definitivo dalla Camera meno di 24 ore fa. «Renzi che ha insultato l’Italia — sottolinea Salvini — occupando il parlamento con una legge elettorale pessima, sarà mandato a casa proprio da questa legge elettorale, e sarà la Lega a vincere». Sulla possibilità di creare una lista unica del centro destra Salvini rimanda tutto al post elezioni regionali quando, dice, «cambieranno molte cose. Prima occupiamoci di vincere le elezioni regionali e penseremo a mandare a casa Renzi e Alfano».

Tornando al discorso referendum, dopo le foto di rito davanti ai manifesti che riportavano la scritta “Liberiamo le strade delle nostre città” Salvini si è diretto, insieme a qualche decina di sostenitori, all’interno degli uffici comunali. Qui dopo aver firmato i moduli, e invitato tutti i presenti a farlo, ha lasciato il posto all’ex ministro Calderoli prima e al giornalista Giuseppe Cruciani poi. Nessuna firma, almeno per il momento, per la trans Efe Bal che era sprovvista di documento d’identità necessario per il riconoscimento e la firma dei moduli.