L’anno che verrà: il campionato 2015-2016

L’anno che verrà: il campionato 2015-2016

I.  

La scena più bella è quella che vede i tifosi del Carpi festeggiare lo scudetto, in un campo di graminacee, mentre i corvi fremono al sole di maggio senza che questo sorprenda nessuno. Nessuno degli addetti ai lavori e nessuno degli addetti ai bar frequentati dagli addetti ai lavori, che ordinano caffè senza pagarli e senza berli. Centinaia, migliaia di tazzine vengono posate sui banconi, caffè che fumano indisturbati, mentre gli avventori distratti, disperati, fumano dentro i bar andando incontro a contravvenzioni, sanzioni penali, disciplinari, due, tre giornate di squalifica dal bar. Il feroce tintinnio dei cucchiaini seppellisce ogni polemica sui gol fantasma, ormai ridotti a fatterelli di cronaca, relegati nelle ultime pagine delle edizioni locali.

II.

Il Frosinone non ce l’ha fatta, troppe zanzare, troppi acquitrini, troppi telegiornali. La vita reale, la resistenza di Kobane, la battaglia nazista che si svolge nel cuore dell’Ucraina e la relativa ambigua posizione dei centri di potere europei, gli interessi strategici e militari in Libia, il razzismo dilagante, lo svuotamento dei valori della scuola pubblica hanno distratto l’allenatore Stellone e i suoi ragazzi dal loro lavoro.

Avrebbero dovuto prenderlo sul serio, allenarsi, giocare a viso aperto contro tutti. E invece sin dalla prima domenica hanno iniziato a snobbare il rettangolo di gioco. Entravano in campo svogliati, svagati, con la testa altrove, alcuni con il telefono in mano, molti chiedevano anche un cambio per potersi sedere in panchina e leggere il proprio giornale. Stellone si sgolava, amareggiato, dicendo che “no, ragazzi, più di tre non si può, sono le regole”. I suoi ragazzi passavano la settimana a informarsi,  partecipando a incontri e dibattiti. E hanno perso per un punto lo scudetto.

In realtà, hanno perso solo un punto. Ma era il punto-scudetto, sancito improvvisamente dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio ad aprile, per decidere la vittoria del campionato. L’invenzione dei dirigenti federali era piaciuta a tutti, uomini e donne. Basta classifiche, domenica si gioca Carpi-Frosinone all’aperto, ai Giardini Margherita di Bologna. Chi vince ottiene il punto scudetto. E a maggio si festeggia.

Ma il Frosinone e tutta la città di Frosinone erano troppo impegnati a ritenere ingiusto il trattamento che la Turchia riserva ai Curdi. Il Medio Oriente ormai è un argomento superato, perché il nuovo scacchiere geopolitico richiede una maggiore capacità di analisi, una più ampia critica…”che non è qui la sede di approfondire”, apostrofano bonariamente i vertici della FIGC, osservando tuttavia compiaciuti l’accrescimento della consapevolezza sociale e politica dei calciatori e dei tifosi nei confronti della vita reale. Le riforme hanno funzionato. Il calcio ora non è più un luogo malato, non è più l’oppio dei popoli, non è più qualcosa di cui di fatto ci si dovrebbe vergognare.

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