Völler e Rijkaard, guerra e pace

1988-1996, storia di una rivalità a senso unico fatta di burro, rabbia, sputi e domande.

Sono le dieci della sera del 21 giugno 1988. Un ammasso informe e arancione di tifosi olandesi impazziti di birra e gioia rischia di far crollare le gradinate dello stadio, che per il momento reggono. In mezzo al campo ci sono Frankie, che come sempre ha l’aria di uno che non ha nemmeno sudato la maglia, e Rudi, che come sempre ha l’aria di uno che è stato mandato a comprare il latte e si è trovato davanti un plotone d’esecuzione.

Per 90 minuti Frankie e Rudi si sono rincorsi, insultati e soprattutto picchiati. O meglio, Frankie ha rincorso, insultato e picchiato Rudi, che non ha fatto una piega. La partita è appena finita e Rudi sta pensando soltanto che i tifosi olandesi rischiano di farsi male se non si danno una calmata, perché sono troppi, troppo ubriachi e troppo felici. Li osserva e si guarda intorno per capire se qualcuno sta controllando, se qualcuno è pronto a intervenire.

In quel momento incrocia per caso lo sguardo di Frankie, lontano meno di cinque metri, con le braccia alzate. Per un attimo Rudi pensa che è meglio guardare altrove e ignorarlo, tornare alle preoccupazioni di prima, molto più importanti di una partita di calcio. Ma qualcosa, dentro di lui, lo convince che non può farlo, che è giusto subire l’ultimo sfottò, l’ultimo insulto. La Germania ha perso. L’Olanda aspettava questa vittoria da troppo tempo. Mentre il boato degli olandesi canta la rivincita attesa per 14 anni e sale costantemente d’intensità, Rudi decide di ricambiare lo sguardo di Frankie e aspettare l’insulto. Frankie però, invece di aprire bocca, fa soltanto un gesto con il braccio e indica qualcosa in direzione del settore occupato dai tifosi olandesi.

Per un attimo Rudi si vergogna delle sue presunzioni e si convince che anche Frankie è preoccupato per l’incolumità dei tifosi olandesi. Poi guarda meglio. Davanti al muro arancione c’è Ronald Koeman che si sta strofinando la maglia di Olaf Thon tra le chiappe, come fosse carta igienica. I tifosi sono completamente fuori controllo. Le tribune dello stadio continuano a reggere, per miracolo. Frankie ride fragorosamente e la sua risata, nella mente di Rudi, si mischia con i cori, lo scherno, la sconfitta e la speranza che nessuno si faccia male.

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