Milano zero stelle: la Bedori si ritira e i grillini perdono prima di cominciare

Freddezza, prese di distanza pubbliche come quella di Dario Fo. Così la candidatura della casalinga che aveva vinto le primarie è tramontata tre mesi prima del voto. E ora?

Lanciatissimi a Roma e Torino, i 5 Stelle rischiano un doloroso atterraggio a Milano. Patrizia Bedori, la candidata sindaco eletta alle controverse Comunarie di novembre, potrebbe ritirarsi nelle prossime ore, riaprendo una partita tutta interna al movimento. È stata lei stessa a mettere a disposizione il suo incarico, dopo aver subito l’ennesimo processo da parte della base milanese. Troppo lenta, troppo silenziosa e poco incisiva, è sempre apparsa ai più la Bedori, che vinse a sorpresa con poche centinaia di voti quelle primarie fisiche (e non online), con soli 8 candidati, che delusero molti attivisti (i più nemmeno andarono a votare) che avrebbero voluto una consultazione più aperta. A Milano, i grillini potrebbero così scoprirsi vulnerabili come gli altri partiti sul fronte delle correnti che iniziano a emergere qua e là. Uno scenario talmente inaspettato da ritrovarsi, se la Bedori confermerà il ritiro, a cercare un piano b che nessuno ha ancora deciso quale sia. Nuove primarie sul modello di Roma o passaggio del testimone ai concorrenti della Bedori sconfitti?

Il fatto è che la candidata milanese sconta molte debolezze oggettive rispetto a Virginia Raggi e Chiara Appendino, che corrono per la carica di sindaco a Roma e a Torino. Prima di tutto, la Bedori non era la candidata caldeggiata dai vertici del Movimento, che se la sono quindi ritrovata da gestire con non poca diffidenza. Poi si deve aggiungere che a Milano il M5S parte molto svantaggiato. In pochi, sondaggi alla mano, credono che sia possibile arrivare a un ballotaggio, vista la forza anche mediatica di Giuseppe Sala (centrosinistra) e Stefano Parisi (centrodestra). La prestazione di Matteo Calise, giovanissimo unico consigliere comunale uscente, che ha deciso di non ricandidarsi per terminare gli studi, non rappresenta del resto un’eredita’ solida per costruire i prossimi cinque anni. Oltretutto, in confronto alla realtà romana, a Milano i temi forti della campagna grillina – questione morale e degrado urbano – non sono a disposizione. Persino l’argomento Expo è debolissimo: il movimento aveva scommesso sul suo totale fallimento.

Alla grillina milanese, casalinga di 52 anni dal sorriso largo e i modi semplici, non è riuscito sul piano personale di crearsi il fisico della candidata perfetta, nonostante i mesi di vantaggio sugli altri competitori. E ha capito che nel movimento in pochi sono pronti a sostenerla

Alla Bedori, passata in poche ore da sconosciuta consigliera di zona a candidato sindaco in una sfida dai risvolti nazionali, sembra mancare dunque l’estro per riuscire a emergere ugualmente nel dibattito cittadino, a farsi conoscere e riconoscere. Insomma, alla grillina milanese, casalinga di 52 anni dal sorriso largo e i modi semplici, non è riuscito sul piano personale di crearsi il fisico della candidata perfetta, nonostante i mesi di vantaggio sugli altri competitori. E ha capito che nel movimento in pochi sono pronti a sostenerla. Partita rivendicando pubblicamente di non essere mai stata alla Casaleggio, la Bedori ha preso a frequentarla assiduamente in questi mesi. I vertici del movimento pare le abbiano chiesto più volte di farsi da parte, persino Dario Fo l’ha criticata in pubblico. Ma lei ha sempre tirato dritto. Fino a ieri, quando ha capito di essere praticamente da sola.

E ora che faranno Grillo, Casaleggio e il Direttorio, a Milano? Prima opzione, limitare i danni, per concentrarsi sulle città in cui il M5S può vincere. Significa stabilire che, via la Bedori, si candida il secondo (Livio Lo Verso) o, in caso di probabile rinuncia di questi, il terzo (Gianluca Corrado), che era il favorito della vigilia. Comunque nomi sconosciuti ai più. Seconda opzioni, rilanciare. Significa convocare nuove primarie ma sul modello di quelle di Roma: online e aperte a tutta la base grillina milanese, cercando di ridare motivazione. C’è anche una terza opzione, ovviamente, ed è che Patrizia Bedori decida di rimanere e di essere affiancata da qualcuno di più energico. In questo caso però, dopo la crisi delle ultime ore, si tratterebbe di una candidatura dimezzata.

Twitter: @ilbrontolo

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