«Milano: cultura e sport devono diventare il linguaggio comune delle nostre periferie»

Parla Roberta Guaineri, candidata al Comune di Milano per la Lista Sala: «Prendiamo a esempio Londra per promuovere la nostra eccellenza nel mondo»

«Io sono avvocato penalista, mi occupo di legalità. La mia vita privata è invece ricca di sport e cultura. Candidandomi, ho provato a coniugare professione e passione: perché sono convinta che sport e cultura possano essere un enorme veicolo per promuovere la cultura della legalità». A parlare è Roberta Guaineri, classe 1967, candidata per la Lista Sala alle prossime elezioni comunali, in ticket con Piero Maranghi.

La sua è una Milano senza barriere: «L’integrazione delle persone passa anche e soprattutto dalla socialità e dalle iniziative che concorrono a generarla – spiega -. Se crei occasioni di incontro, iniziative culturali e sportive, offri alle persone un motivo per amare il loro quartiere. E possono dare a chi vive in centro, o in altri quartieri, l’occasione per conoscere le periferie».

Gli esempi non mancano: «Pianocity, Bookcity, il Salone del Mobile sono eventi che già oggi hanno la caratteristica di essere diffusi in tutta la città, una caratteristica che costituisce la cifra del loro successo – riflette la Guaineri -. Questo tipo valorizzazione crea legalità, integrazione, rispetto reciproco, diritti e doveri. Tanto più se sono eventi internazionali, senza barriere, né di genere, né di etnia».

«Milano non ha ghetti perché i quartieri condividono molteplici culture al loro interno – . Non è solo questione di telecamere, o di polizia in strada. Cultura e sport devono diventare il linguaggio comune delle nostre periferie»

Le periferie milanesi, peraltro, si prestano a questo tipo di discorso: «Condivido l’idea di Gianni Biondino secondo cui Milano non ha ghetti perché i quartieri condividono molteplici culture al loro interno – racconta – . Non è solo questione di telecamere, o di polizia in strada. Dobbiamo sfruttare questa situazione per coinvolgere persone di diverse culture. Cultura e sport devono diventare il linguaggio comune delle nostre periferie».

Non solo ricreazione: un altro linguaggio di integrazione è quello dell’economia e dello sviluppo di piccole realtà imprenditoriali. Uno sviluppo che, secondo la Guaineri, necessità di una promozione sistemica di tali realtà attraverso un veicolo societario delle eccellenze milanesi: «È un’idea che abbiamo scoperto di avere in comune, io e Beppe Sala – spiega -. Sala dice sempre che Milano ha le migliori università in Italia, le più importanti case moda, le migliori imprese di design, i migliori ristoranti. Peccato che la promozione avvenga singolarmente».

Il modello? È London & Partners, la official promotional company della capitale britannica: «Tutti riconosciamo Londra come riferimento culturale, qualità della vita – racconta la Guaineri -: perché non prenderla a modello anche per la promozione delle eccellenze locali. Poi, sia chiaro, ognuno è libero di promuoversi anche da solo. Ma una realtà che racconti in modo brillante la storia delle eccellenze milanesi credo sia fondamentale».

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