Investire in euro o in dollari? Istruzioni per gestire il rischio valutario

Data la natura ambivalente del rischio valutario, la soluzione più semplice, per chi scegliesse la diversificazione globale come strada per generare profitti, è quella della proporzionalità

PHILIPPE HUGUEN / AFP

Quali sono gli effetti di mutamenti del tasso di cambio sulle valute? In altre parole, in cosa consiste il rischio valutario? Immaginate un investitore residente in Italia, che acquista quindi i propri strumenti utilizzando l’euro. Per questo investitore acquistare dei titoli statunitensi creerebbe un’esposizione considerevole rispetto al dollaro per via del grande peso che la divisa statunitense ha sui mercati globali. Ciò vuol dire che se il dollaro perde di valore nei confronti dell’euro gli investimenti in dollari perderanno di valore con esso, e viceversa, se il dollaro si rafforza si avrà un effetto positivo sulla valutazione degli strumenti in dollari. Evidentemente il rischio valutario (come ogni rischio) è un’arma a doppio taglio: esso può condizionare negativamente la performance ma può anche portare rendimento extra, a seconda della direzione in cui andrà il tasso di cambio. La sfida per l’investitore è dunque quella di trovare l’esposizione valutaria migliore per ottimizzare il rapporto rischio/rendimento del proprio investimento.

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L’esposizione valutaria è un problema di natura ambivalente o intermittente: può penalizzare l’investire, come può premiarlo. La tendenza del tasso di cambio è però quella di compensarsi nel lungo termine. Quindi? Un’opzione efficiente per l’investitore è quella della diversificazione valutaria con gli opportuni correttivi per limitare la volatilità

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