Il primo passo del Green DealLa nuova strategia europea della Commissione per rendere i prodotti chimici sicuri e sostenibili

Dai giocattoli ai cosmetici, dai mobili al settore tessile, i consumatori e lavoratori sono costantemente esposti a sostanze inquinanti e tossiche che Bruxelles vuole eliminare dal mercato, rendendo totalmente sani i prodotti dalla produzione alla fine del loro ciclo di vita

Pixabay

La Commissione europea il 14 ottobre ha adottato, nell’ambito del Green Deal, una nuova strategia per rendere «intrinsecamente sicuri e sostenibili» i prodotti chimici, dalla produzione alla fine del loro ciclo di vita, garantendo ai cittadini un ambiente sano e aumentando così la protezione della salute. Si tratta del primo vero passo concreto del piano verde europeo.

Vizi e virtù di un prodotto controverso
Presenza costante nella vita di ogni giorno, le sostanze chimiche compongono gran parte degli oggetti a nostra disposizione. Dai giocattoli e articoli di puericultura ai materiali a contatto con gli alimenti passando per i cosmetici, i mobili e il settore tessile, consumatori e lavoratori ne sono costantemente esposti. Si tratta di sostanze che costituiscono la base anche delle nuove tecnologie a basse emissioni di carbonio, e grande efficienza energetica, che rendono società ed economia più sostenibili. Potenzialmente, però, sono nocive per la salute umana. Possono causare il cancro e compromettere i sistemi immunitario, respiratorio, endocrino, riproduttivo e cardiovascolare. Ma anche indebolire la resilienza umana, la capacità di rispondere ai vaccini e aumentare la vulnerabilità alle malattie.

Gli interferenti endocrini, ad esempio, sono sostanze chimiche – presenti in cosmetici, giocattoli e imballaggi alimentari – che alterano il funzionamento del sistema endocrino (ormonale) e incidono negativamente sulla salute riproduttiva e favoriscono lo sviluppo di tumori ormonali. Un altro problema riguarda l’inquinamento chimico, uno dei fattori chiave in grado di mettere a rischio la salubrità della vita influenzando e amplificando il cambiamento climatico, il degrado degli ecosistemi e la perdita di biodiversità.

«È particolarmente importante smettere di impiegare le sostanze chimiche più dannose per la produzione di oggetti di consumo, dai giocattoli e prodotti per l’infanzia ai tessuti e ai materiali che vengono a contatto con il nostro cibo – ha sottolineato il vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo Frans Timmermans – Dobbiamo assicurarci che questi siano prodotti e utilizzati in modo tale da non danneggiare la salute umana e l’ambiente».

L’industria chimica europea
Nel 2018, le spese globali in prodotti chimici hanno superato 3.300 miliardi di euro. L’Europa è stata il secondo produttore nel settore, coprendo il 16,9% delle vendite totali. Tuttavia la tendenza è in calo: questa quota si è dimezzata negli ultimi vent’anni e le previsioni prevedono un ulteriore ribasso entro il 2030 che vedrà l’Unione passare dalla seconda alla terza posizione, dietro Cina e Stati Uniti.

La produzione chimica rimane comunque la quarta industria più grande dell’Unione: un settore che garantisce un impiego diretto a 1,2 milioni di persone e indiretto a oltre 3,6 milioni. Si tratta di un ambito produttivo che secondo uno studio riportato dalla Commissione preoccupa l’84% degli europei per quanto riguardo l’impatto sulla salute, e il 90% dei cittadini per quanto concerne le ricadute ambientali (dati Eurostat 2020, Eurobarometro).

La legislazione europea
L’Unione dispone di una severa legislazione sul tema. Ne sono esempio il Reach – il regolamento del 2006 sulla registrazione, valutazione, autorizzazione e  restrizione delle sostanze chimiche – e il Clp, dal 2015, l’unica norma in vigore nell’Unione per la classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele chimiche.

Tuttavia, la politica dell’Europa in questa materia deve essere ulteriormente rafforzata per tenere conto delle più recenti conoscenze scientifiche e delle preoccupazioni dei cittadini. «Molte sostanze chimiche – si legge nella nuova strategia adottata – possono danneggiare l’ambiente e la salute umana, comprese le generazioni future. Studi di biomonitoraggio umano nell’Unione indicano un numero crescente di diverse sostanze chimiche pericolose nel sangue e nei tessuti del corpo umano, compresi alcuni pesticidi, biocidi, prodotti farmaceutici, metalli pesanti, plastificanti e ritardanti di fiamma. L’esposizione prenatale combinata a diverse sostanze chimiche ha portato a una riduzione della crescita fetale e a bassi tassi di natalità». Proprio per questo, la nuova strategia suggerisce di rafforzare, con revisioni mirate, entrambi i regolamenti – Reach e Clp – per garantire la diffusione di informazioni sufficienti sulle sostanze chimiche prodotte o importate nell’Unione, e identificare rapidamente quelle che destano maggiore preoccupazione.

«La nostra salute ha, sempre e comunque, la precedenza – ha sottolineato il commissario per la salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides – Questo è esattamente ciò che abbiamo assicurato in questa iniziativa faro della Commissione come la strategia chimica. I prodotti chimici sono essenziali per la nostra società e devono essere prodotti in modo sicuro e sostenibile. Ma dobbiamo essere protetti dalle sostanze nocive che ci circondano. Questa strategia mostra il nostro alto livello di impegno e la nostra determinazione a proteggere la salute dei cittadini in tutta l’Unione europea».

Gli obiettivi della strategia
Per raggiungere gli obiettivi di tutela della saluta umana e dell’ambiente, le iniziative suggerite dalla nuova strategia prevedono di eliminare progressivamente – «a meno che il loro uso non sia dimostrato essenziale per la società e non vi sono alternative» – dai prodotti di consumo, come giocattoli, articoli per l’infanzia, cosmetici, detergenti, materiali a contatto con gli alimenti e tessuti, le sostanze più nocive come gli interferenti endocrini, le sostanze chimiche che influenzano il sistema immunitario e respiratorio e quelle persistenti come i polifluoroalchiliche (Pfas). Inoltre, la nuova strategia si impegna a garantire che produttori e consumatori abbiano accesso alle informazioni sul contenuto chimico e sull’uso sicuro dei prodotti, introducendo requisiti in materia di informazione nel contesto della Sustainable Product Policy Initiative.

Secondo il commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevicius, bisogna ricordare che l’attuale benessere e gli standard di vita elevati sono da ricondurre alle sostanze chimiche inventate negli ultimi 100 anni. «Abbiamo fatto molta strada nella regolamentazione delle sostanze chimiche nell’Unione europea e con questa strategia vogliamo basarci sui nostri risultati e andare oltre per impedire che le sostanze chimiche più pericolose entrino nell’ambiente e nel nostro corpo, e colpiscano soprattutto le categorie più fragili e vulnerabili».

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