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Cose liete e meno liete della settimana appena trascorsa: tra Festival, notizie dal mondo, grano e farina, zone rosse e delivery. Sette giorni in stile Gastronomika

Cominciamo con le cose liete: vi abbiamo spiegato che cosa c’è sul primo numero di carta  di Gastronomika: tra l’altro, andare in edicola è una delle attività possibili anche in zona rossa. 

Venerdì e sabato abbiamo organizzato Linkiesta Festival: due giorni di incontri e riflessioni sul mondo e sulla contemporaneità. Lo potete seguire sui nostri canali e sul canale 501 di Skytg24. Apre il Festival oggi alle 15.45 un incontro di Gastronomika: vi aspettiamo. 

Cibo elettorale 

Mentre si scatena un conflitto a colpi di Borscht tra Russia e Ucraina, con la zuppa di barbabietola contesa tra i due Stati, scopriamo che possiamo seguire le ultime ore dello spoglio per le elezioni americane gustando una torta che si ispira al momento.  Per i primi americani che andavano in città dalle loro fattorie per votare, il momento era degno di una festa. Le donne, a cui all’epoca era stato negato il voto, fornivano ristoro agli elettori sotto forma di una torta densa e burrosa, ricca di uvette e bagnata con molto alcol, esercitando il loro diritto politico nell’unico modo consentito. Siamo sicuri che sia servito molto alcol anche questa volta, per riprendersi dalle notti elettorali più tese di sempre. 

E infatti USA Today conferma che gli ordini di cibo, alcol e marijuana sono aumentati il giorno delle elezioni mentre gli americani aspettavano i risultati nella corsa tra il presidente Donald Trump e l’ex vicepresidente Joe Biden.

Se voi preferite stare più tranquilli, vi consigliamo di buttarvi sui cupcake alla vaniglia di Bobbie Lloyd, Chief baking officer della celebre pasticceria newyorkese Magnolia Bakery: ci ha svelato i segreti delle proprie creazioni in un libro di ricette orgogliosamente americane.

Che cosa è successo questa settimana 

Un’altra settimana convulsa e incerta, per il mondo del cibo. L’abbiamo seguita da vicino con Coprifuoco, alle 18 sul profilo instagram di Linkiesta, con gli chef che ci raccontano come va in questo settore. 

Tra zone rosse e pensieri cupi, tra creatività e voglia di non mollare.

In Inghilterra non va molto meglio, anzi, è arrivato il momento di riflettere sui moderni epicentri della ristorazione, capendo che quello che abbiamo fatto finora, forse, non è la soluzione giusta. 

In Australia sono più vicini di noi alla liberazione, ma solo per una questione climatica: la ristorazione soffre, aspettando l’estate.

Filiera 

In Italia cresce invece il prezzo del grano: e se pensate sia solo farina, non sapete che dietro alla commodity che ha reso meno tragico il nostro primo lockdown c’è un mercato internazionale complesso, che dipende dagli equilibri tra nazioni, dal consumo di carburante mondiale e dal costo del mais. 

Per fortuna succedono anche cose più liete: e quando l’ironia sui social network incontra aziende ben disposte a giocare, il marketing diventa istantaneo e prorompente. Il tempo di cottura della pasta non sarà più nascosto, una vittoria di civiltà che dobbiamo a chi sa divertirsi in maniera costruttiva. 

Pacchetto zona rossa

Se abitate nelle regioni costrette al lockdown, abbiamo raccolto una selezione di cose gastronomicamente imperdibili. Per una settimana ad alto tasso di instabilità, via libera ai beni-buoni rifugio. Ne abbiamo scovate altre per sconfiggere la noia da coprifuoco: cose tipo guardare le creazioni in miniatura di Rebecca Ackermann, per esempio. E abbiamo fatto l’elenco di bar e i ristoranti dei film dove si può ancora andare (rimanendo sul divano). 

Non sappiamo molto altro, ma di sicuro ci attendono serate casalinghe e cene homemade: solo il cinema ci può salvare, ricordandoci quanto è bello aprire un menu e attendere che tutto accada. 

Buone notizie 

Esistono anche queste, e non vogliamo farcele sfuggire. Dalle piccole realtà ai grandi colossi, le prassi etiche e i piccoli gesti di solidarietà che fanno la differenza ci sono: pochi e distanziati, ma anche in tempo di pandemia rissosa si scovano gesti semplici  che cambiano in meglio l’umore. E forse anche le cose. 

Pare addirittura che ci sia del lavoro da fare per i cuochi in cerca di collocazione. Speriamo sia così. 

È tempo di delivery 

Abbiamo iniziato quando i ristoranti chiudevano alle 18, proseguiamo oggi, a maggior ragione. Vi raccontiamo un delivery al giorno, per cene da divano che non vi deludano. 

Dalla modella e chef con le cooking box gourmet, abbinate a video ricette, passando per la Sicilia a tavola del Moro a Monza. Dai Bao made in Hong Kong al menu tutto milanese del Nuovo Macello. Finendo con una proposta romana che vi porta a casa tutto il necessario per ricreare un ristorante tra le pareti domestiche.

Beviamoci sopra 

Non vogliamo incitarvi all’alcolismo: sappiamo dallo scorso lockdown che è un attimo perdere la testa. Ma Wine Enthusiast, magazine dedicato all’enologia tra i più conosciuti al mondo, ha premiato il Trentino come regione vinicola dell’anno: vale la pena verificare con mano brindando con vini autoctoni. Magari facendosi consigliare dal wine influencer che non teme di sporcarsi tra le vigne

A voi, come sempre, buona cucina: ci sentiamo qui settimana prossima, oggi pomeriggio per il Festival e quando volete in edicola. 

Se ci scrivete sui social network, vi consigliamo anche tweetricette a prova di lockdown. 

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