ArmonieDesign e cibo: binomio di buon gusto

Una linea che disegna, un contenuto che appaga. Incontro intrigante di mondi diversi ma affini, che parla una lingua emozionale oltre ogni limitazione e cliché

Sempre più spesso percorriamo viaggi attraverso collaborazioni che sembrano inconsuete e che proprio per questo meritano attenta lettura e regalano inaspettate sorprese.

Non ci sono dubbi, qualsiasi espressione artistica e creativa porta scritta nella propria essenza il non avere confini, il poter essere trasversale a mondi e immaginari, proprio perché diretta alla sfera sensoriale, totalmente incapace di staticismo.

Pensiamo al ruolo fondamentale che la musica ha sempre avuto nel cinema e nel teatro, al dialogo tra arte e moda. Stoffe e decori che si fondono in un linguaggio, colori che divengono veicoli di psicologia. Profumi che rimangono nella storia attraverso le icone del mondo dello spettacolo che rappresentano, e ancora, bottiglie d’autore per pregiati elisir. Infinite contaminazioni che rendono ricco ed esaltante il panorama da cui possiamo attingere stimoli e provocazioni.

Incuriosisce la scoperta di come sempre più frequente sia l’incontro tra il design e il cibo, il  mondo dello stile e della progettazione che tende la mano all’universo enogastronomico e viceversa. Il cibo è racconto, è persone e territorio, storia e futuro, eccellenza, lavoro e dedizione, fantasia. È molto più di quello che arriva in un piatto o in un bicchiere. E sempre più diversificati diventano gli strumenti che accompagnano la sua via espressiva e che danno valore ad ogni sfaccettatura.

In questo particolare periodo dell’anno, in prossimità del Natale, uno sguardo attento ed entusiasta va dato al mondo del panettone, icona di gioia, morbido e profumato dolce che diviene simbolo della magia di questa festa. Una fetta, alveolata e soffice, con il profumo di burro e agrumi, rappresenta un confortante momento di felicità, legato in maniera indissolubile all’evento. Il panettone è il Natale. Un dolce tipicamente milanese, che oggi varca i confini meneghini e percorre l’Italia da Nord a Sud, in un tripudio di variegate ricette. E varca anche i confini del tempo, perché piace sempre più degustarlo non solo a Natale.

Di grande impatto il racconto 2020 di Molino Pasini, che passa attraverso la celebrazione dell’arte e della farina con le firme di Piero Lissoni e Andrea Tortora. Una latta da collezionare firmata dal celebre architetto e designer milanese, che con uno schizzo a mano rende omaggio alla linearità delle architetture di Milano e al grande impatto visivo dei luoghi più iconici della città. Eccelso contenitore per un panettone d’autore, quello realizzato dal pastry chef Andrea Tortora, in una versione tradizionale in cui canditi e uvette, burro di latteria, vaniglia Bourbon e agrumi del Sud sono lavorati con maestria e sapienza. Realizzato con Riposata Grande Cuvée, farina Molino Pasini che riposa quattro settimane aggiuntiva, oltre alle abituali, chiave di morbidezza e leggerezza del panettone. Una limited edition, resa ancora più preziosa dalla scelta dell’azienda di donare all’Ospedale Sacco di Milano i proventi della vendita, un segnale di valore in questo momento così complicato.

Altro importante inno alla città, è il panettone Fornasetti, nato dalla collaborazione tra due storiche eccellenze milanesi: l’atelier Fornasetti e il panificio di Davide Longoni. Un panettone reso particolare attraverso l’uso dello zafferano, abbinato per l’occasione a gustose pesche candite.

Ma al di là degli ingredienti, è la filosofia comune ai due marchi che rende questo progetto speciale. Dall’idea iniziale della ricetta al prodotto sfornato, infatti, tutto è frutto della capacità di recuperare il patrimonio della tradizione per reinterpretarlo in chiave innovativa.

Il risultato finale è un prodotto di qualità, reso ancora più esclusivo dalla scatola che lo contiene, impreziosita con alcuni tra i decori fornasettiani più iconici: il tema architettonico e parte del volto di Lina Cavalieri. Un frutto dell’ingegno e della creatività di due innovatori, Barnaba Fornasetti e Davide Longoni.

Rappresentante di un atelier di design e arti decorative oggi riconosciuto internazionalmente il primo, creatore di una vera e propria retroinnovazione nel settore della panificazione il secondo. Sublime esperienza.

Da Milano voliamo virtualmente in terra sicula, dove la storica pasticceria Fiasconaro incontra da qualche anno Dolce&Gabbana, in una comune celebrazione del dolce natalizio milanese rivisitato con i sapori della Sicilia. Un progetto che diviene inno al “Made in Italy” e che mette insieme il mondo dell’alta moda con quello della pasticceria. Un dolce tipicamente simbolo del nord contaminato con i caldi sapori del sud, la maestria pasticcera di Fiasconaro si amalgama con la moda di Dolce&Gabbana creando sapori straordinari, che raccontano italianità, eccellenza e passione.

Preziosi involucri di questi panettoni sono le scatole di latta, realizzate da celebri botteghe artistiche siciliane con colori vivaci che s’ispirano ai motivi decorativi del carretto e ai personaggi dell’Opera dei Pupi. Un tripudio di bellezza e di gusto.

Cambiando completamente panorama, scopriamo un’altra preziosa simbiosi tra design e food, che ritroviamo nel mondo del caffè. Impossibile non lasciarsi travolgere dalle note del suo aroma e del suo gusto. Una bevanda che diviene quotidiano rito e che cela infinite e mirabolanti declinazioni. E l’espresso è un rito nel rito, tutto italiano, che quest’anno si svela in una veste innovativa e sofisticata, con Lavazza A Modo Mio SMEG. Una macchina che veicola un’esperienza intensa, attraverso la sapienza Lavazza nel mondo dell’espresso e lo stile raffinato SMEG che ne disegna i tratti. Un connubio di saperi italiani. Nelle case dunque la magia di un caffè da bar, eseguito a regola d’arte,  quasi a esorcizzare il senso di isolamento di questo inconsueto periodo, attraverso la semplicità di un gesto. Gli appassionati seriali  la sceglieranno come oggetto di design, elegante e distintivo, per impreziosire un angolo della propria dimora e sapranno districare le sensazioni del palato tra miscele pregiate. Perché quello che si cela dentro una tazzina è un viaggio. Che porta lontano senza spostarsi dal proprio sofà e che rende ogni sorso una piccola celebrazione.

E ancora una volta torniamo in Sicilia, nella famosa cantina Donnafugata, da cui nascono  piccole produzioni di pregio, da territori e vitigni unici. Un’azienda autentica, attenta all’ambiente, familiare e sostenibile. Vini bianchi, rossi e rosati, dallo stile particolare e riconoscibile. Uno stile che la famiglia ha voluto anche nell’estetica delle bottiglie, tutte caratterizzate da etichette d’autore. Realizzate da Stefano Vitale, celebre illustratore con formazione e carriera americane, portano i colori della Sicilia nella comunicazione del vino. Sono vere opere d’arte, capaci di comunicare la terra e il vino attraverso un linguaggio fiabesco e femminile. Gabriella Rallo, fondatrice dell’azienda insieme al marito Giacomo, ne è l’assoluta ispiratrice. Etichette piccole e coloratissime, immense nella storia che narrano. Arte e vino, sublimazione del piacere.

Tanti e variegati gli itinerari da percorrere in questo lungo viaggio.

Storie che uniscono estetica e sostanza, bellezza e gusto e che fanno comprendere quanto importante sia lasciare che ambiti differenti possano entrare in contatto ed elaborare messaggi nuovi ed incisivi, con un linguaggio che crea valore. Il cibo è veicolo ormai indiscusso di cultura, di territorio e di umanità. E qualunque disciplina lo voglia elevare, attraverso i propri canoni, rappresenta una ricchezza imprescindibile nel panorama contemporaneo.

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