Caos al ministeroLe critiche di Sileri: senza piano pandemico, medici mandati allo sbaraglio

Il viceministro grillino ha chiesto le dimissioni del segretario generale di Roberto Speranza. E alla Stampa dice: «Qui c’è una sciatteria e un pressapochismo generalizzati»

(AP Photo/Andrew Medichini)

Il ministero della Salute è in subbuglio. Il viceministro Cinque Stelle Pierpaolo Sileri ha attaccato i vertici amministrativi nella trasmissione “Non è l’arena” di La7. Ma sono mesi che continua a denunciare la struttura capitanata dal ministro Roberto Speranza. E oggi torna sull’argomento in un’intervista alla Stampa. I dirigenti del suo ministero, spiega, «non applicando e aggiornando per 13 anni il piano pandemico hanno mandato allo sbaraglio medici e infermieri».

L’Italia, di fatto, ha affrontato questa pandemia senza un piano aggiornato. La responsabilità, dice Sileri, è «dei direttori della prevenzione che si sono avvicendati in questi 13 anni e hanno scritto un piano per la pandemia influenzale senza mai né applicarlo e nemmeno aggiornarlo alla luce delle epidemie che si sono succedute in tutto questo tempo, come Sars, Mers, Aviaria. Il programma Report ha puntato il dito contro l’attuale vice direttore della sezione europea dell’Oms, Ranieri Guerra. Ma qui c’è una sciatteria e un pressapochismo generalizzati, persone che hanno mandato a morire centinaia di medici e infermieri, ai quali nessuno ha mai fatto un corso ed eseguire una esercitazione».

Sileri intanto ha chiesto la testa dell’attuale segretario generale del suo ministero, Giuseppe Ruocco, già responsabile della prevenzione. «Le dimissioni e le scuse me le aspetto da tutti coloro che in questi anni il Piano se lo sono passato di mano», dice il viceministro. «Con il ministro non ne ho ancora parlato. Voglio sperare la pensi come me».

E sulla situazione epidemiologica attuale in vista del Natale, spiega: «Con tutta questa movimentazione rischiamo di ricominciare da capo proprio quando con il calo dei contagi delle ultime settimane stavamo per compiere l’ultimo miglio: raggiungere la soglia di 6-7mila casi al giorni che consente al contact tracing di tenere sotto controllo i focolai». E propone questa soluzione: «Senza arrivare a bloccare il Paese per 15 giorni credo sia sufficiente proclamare la zona rossa in tutto il Paese nei giorni più a rischio del clou delle feste».

Sul vaccino annuncia: «Spero che l’approvazione arrivi per il mezzo dosaggio che si è rivelato efficace al 90%. Ad anziani e operatori sanitari andrà somministrato quello più efficace comunque. Se poi l’approvazione dovesse in prima battuta riguardare il dosaggio pieno efficace al 62% si potrebbe pensare di iniziare con i più giovani, se questo significasse metterli al riparo da evoluzioni più insidiose della malattia».