Ultima chanceSipario sulla città regina del buon cibo

A San Francisco arriva il secondo lockdown, locali chiusi e solo asporto. La chef Dominique Crenn scrive alla portavoce alla Casa Bianca, Nancy Pelosi: “Aiuti dallo Stato subito o per i locali indipendenti è la fine”

È stata la città d’America regina dei ristoranti, quella che ospitava innovazione nelle grandi cucine e anche dove in piccolissimi spazi di quartiere si sono stabiliti angoli unici ed eccellenti del buon mangiare. Il secondo lockdown a San Francisco e la chiusura al pubblico di tutti i locali a partire dallo scorso lunedì imposto dal sindaco London Breed, sta spegnendo lentamente un comparto che probabilmente non si riprenderà più: fino adesso i ristoranti sono rimasti aperti al pubblico solamente all’aperto e la maggior parte ha investito su strutture (gazebo, riscaldamenti) per adattare il proprio spazio outdoor al nuovo clima. La California non ha conosciuto il “break” dall’onda della pandemia che ha vissuto l’Europa. La città conta migliaia di ristoranti chiusi e secondo l’Independent Restaurant Coalition, una organizzazione nata per dare voce a proprietari e chef “indipendenti”, l’85 per cento dei locali è destinato a morte senza nuovi aiuti dallo Stato. “Noi rappresentiamo alcuni dei più amati ristoranti di San Francisco che rischiano di chiudere le sue porte permanentemente come risultato della crisi legata al Covid”. Dominique Crenn, chef del ristorante tre stelle Atelier Crenn, ha scritto una lettera dura e dolente alla portavoce della Casa Bianca, Nancy Pelosi. Arriveranno nuovi fondi? Dicembre è notoriamente il mese più importante dell’anno per questo comparto, e tra gli impiegati che prenderanno la cassa integrazione ci sono tanti “undocumented”, ossia lavoratori, la maggior parte dal Sud America, senza permesso di soggiorno, che riempiono le fila nel servizio di sala e nelle cucine: per loro non c’è accesso agli aiuti federali. “Nell’intera nazione, quasi una persona su quattro che ha perso il lavoro, apparteneva a questa industry”, scrive Crenn, che da mesi si è attivata per chiedere l’approvazione di una Restaurant act volta a sopportare il comparto. La lettera pubblicata dal San Francisco Chronicle è stata sottoscritta da altri 183 ristoranti cittadini. La politica localmente non ha goduto di buona luce negli ultimi mesi: prima il governatore Gavin Newsom, poi la sindaca Breed dopo aver invitato la popolazione a non uscire, sono stati a cena nel tre stelle, French Laundry, violando pubblicamente le stesse regole da loro imposte. “I ristoratori mi dicono che sono tormentati della possibilità di dover tagliare personale durante la peggiore fase della pandemia. Senza aiuti sostanziosi che aiutino il paese a sopravvivere a questo lockdown – ha scritto la critica Soleil Ho -, questa è una cattiva notizia per il ristoranti, ma soprattutto, per le persone”.