Taglio e caffèL’accoglienza dove non te l’aspetti

Un salone di bellezza che attende la fine della pandemia e una titolare che non smette di investire nelle proprie idee, sono questi gli ingredienti che hanno reso la storia di Chiara Robecchi un racconto esemplare, che ci fa intravedere la luce in fondo al tunnel

Si scrive sempre più spesso di come investire nell’accoglienza sia una delle risposte più adeguate per uscire dalla crisi che stiamo attraversando.

Una crisi che sta colpendo duramente tutti i settori, in particolar modo gli esercizi pubblici e che, al di là della retorica, si fa veramente fatica a vedere come possa essere un’opportunità da cogliere.

Una notizia colta dalle cronache locali, però, ci offre una storia esemplare di come, a volte, sia possibile sfruttare, con efficacia, creatività e spirito imprenditoriale, nonché strumenti amministrativi messi a disposizione da istituzioni attente e lungimiranti, non solo per ripartire, ma per migliorare la propria offerta.

A Rho, nell’hinterland milanese, il centro estetico Maison, che genericamente definiremmo un salone di bellezza, si è trasformato anche in un salone di bontà, ma, forse, è più corretto dire un centro benessere a tutto tondo.

Chiara Robecchi, la titolare del Maison, quando a marzo, come è successo per quasi tutti i lavoratori, durante la prima fase di quarantena, si è ritrovata a dover sospendere il proprio lavoro. Rimasta casa, non si è persa d’animo e, complice l’opportunità offerta dal Comune di Rho di accedere a un bando per la ripresa delle attività, ha studiato come rendere ancora più accogliente il suo salone.

Da queste riflessioni è nata una nuova attività che unisce la bellezza al gusto facendone sortire un nuovo modello che ha al centro il benessere sotto tutti gli aspetti.

Alla quota di fondi ricevuti Robecchi ha aggiunto altrettanto, per operare una ristrutturazione finalizzata a inserire negli spazi del salone un angolo caffè, un’idea certamente non nuova, specie all’estero, che, però, in Italia non aveva prima d’ora.

Siamo abituati a vedere tanti film americano dove il servizio di caffetteria è spesso integrato a parrucchieri e centri estetici. Da noi l’usanza di offrire un caffè alla clientela, acquistandolo dal bar più vicino è già nelle corde di molti saloni. Ebbene Chiara Robecchi ha pensato che fosse venuto il momento di unire le due cose, certa che 1+1 farà molto più di 2.

L'immagine può contenere: fiore e spazio al chiuso

Oggi, così, la clientela del salone Maison, nelle corso delle più o meno lunghe sedute di bellezza, oltre a leggere una rivista, potrà fare salotto concedendosi una bevanda e un dolce in compagnia, trasformando l’esperienza in sedute di benessere.

Torniamo, dunque, all’incipit, a quanto sia importante in ogni attività aperta al pubblico, non solo fornire un servizio inappuntabile, ma trasformare un taglio di capelli o una seduta di estetica, in un’esperienza che produca piacere non solo perché stiamo facendo bene al nostro copro, ma, soprattutto, perché stiamo facendo bene al nostro spirito che ha bisogno ogni giorno di piccole dosi di attenzione e di tanta convivialità.

L’insegnamento di Chiara, infine, è importante, perché mostra non solo che è sempre possibile trovare degli sbocchi prima impensabili alla propria attività, mettendo al centro la dignità del lavoro, ma anche che l’accoglienza è uno degli acceleratori di impresa migliori.

 

 

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta