Un nuovo governo L’ipotesi di Italia Viva: Gentiloni a Palazzo Chigi e Draghi al Tesoro

Nel giorno delle consultazioni per Matteo Renzi, si gioca ancora di tatticismi e trattative con i “costruttori”. Il presidente del Consiglio potrebbe cedere su giustizia, infrastrutture e scuola, ma non sul Mes. Intanto – scrive Repubblica – i renziani lanciano l’ipotesi dell’ex capo della Bce all’Economia

Foto LaPresse - Matteo Corner

Tatticismo, conteggi, veti e accuse incrociate. Oggi sarà il giorno della verità, con la salita al Colle di Italia Viva per le consultazioni. Se oggi Matteo Renzi dovesse dire cheva bene un “Conte ter”, a patto che si ridiscuta il programma e pure la squadra di governo, allora il presidente del Consiglio potrebbe accettare di trattare. Come scrive Repubblica, ora il premier aspetta la prossima mossa del leader di Italia Viva, provando a giocarsela fino alla fine.

Anche il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti ha riaperto a Renzi. Ma a una condizione: che i numeri siano ampi e che l’ex premier non risulti determinante. E quindi, si continua a trattare con i “costruttori”. Il senatore berlusconiano Luigi Vitali ha prima annunciato di lasciare Forza Italia per passare in maggioranza, poi nella notte ci ha ripensato e ha ritirato il sostegno a Conte.

Lo schema di Palazzo Chigi è questo: trattare con Renzi, ma da una posizione di forza. Eppure, i numeri continuano a essere risicati.

Intanto Renzi, critica le mosse di Conte sui responsabili, resta in partita, ma premesse di una trattativa tra i due sono tutt’altro che positive. Anche perché le condizioni di Italia Viva restano quelle di sempre: la testa del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e quella della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, una nuova legge sulla prescrizione, il Mes, le infrastrutture, la Tav e il Ponte sullo Stretto – spiega Repubblica.

Conte potrebbe sarebbe disposto a favorire una staffetta al ministero della Giustizia tra Bonafede e Andrea Orlando. Cambierebbe inoltre la legge sulla prescrizione. Sarebbe disponibile a offrire ai renziani il ministero delle Infrastrutture. Se però Renzi decidesse di rompere, allora il terreno sarebbe sempre lo stesso: il Mes. Su quel punto l’avvocato non può cedere: il Movimento Cinque Stelle insorgerebbe.

Ma fosse Renzi a tirarsi fuori da un accordo, allora potrebbe essere Italia Viva a spaccarsi – è il ragionamento di Palazzo Chigi. Ancora tatticismi. Mentre nel quartier generale di Italia Viva – secondo quanto riporta Repubblica – continua a circolare l’ipotesi di un scambio di ruoli di altissimo livello: Paolo Gentiloni premier, Conte commissario europeo. Con Mario Draghi ministro dell’Economia.

Oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrerà il gruppo Per le autonomie (Svp-Patt, Uv) del Senato, i gruppi Misti del Senato e della Camera e il gruppo Europeisti-Maie-Cd. Poi Liberi e Uguali, Italia Viva e il Pd. Domani, la coalizione di centrodestra e il M5S.