Recovery BruxellesSchäuble chiede di dare maggiori poteri all’Europa per non sprecare il Next Generation Eu

Il presidente del Bundestag in un’intervista a Repubblica dice: «Dovremmo aver definito da un pezzo in quali settori investire quei fondi». Ma «se si prova a chiedere più nel dettaglio, cosa succederà con quei soldi, può accadere addirittura che scoppino delle crisi di governo, come in Italia»

La Presse

Wolfgang Schäuble, presidente del Bundestag, ex ministro delle Finanze e figura di spicco della Cdu, in un’intervista a Repubblica parla dei ritardi degli Stati membri sul Recovery Fund, Italia inclusa. «L’Unione europea ha poteri di intervento limitati sull’uso di quelle somme», dice. «Ma se si prova a chiedere più nel dettaglio, cosa succederà con quei soldi, può accadere addirittura che scoppino delle crisi di governo, come in Italia».

Ecco perché, ammette Schäuble, «queste difficoltà mi preoccupano. L’Ue ha trovato con il fondo di ricostruzione il rilancio giusto. Anche in Germania c’è un ampio sostegno a favore. Persino io, che durante la crisi finanziaria avevo la nomea di essere molto orientato al risparmio lo sottoscrivo in pieno. Ma sin dall’inizio ho detto: parliamo meno della grandezza e della distribuzione dei mezzi sui singoli Paesi e occupiamoci più di come verranno spesi. Ad oggi dovremmo aver definito da un pezzo in quali settori investire quei fondi. Intelligenza artificiale, digitalizzazione, protezione ambientale: sappiamo cosa devono fare urgentemente i singoli Paesi per rendere l’economia europea più innovativa, dinamica e forte nella competizione globale. Io spero che tutto proceda più velocemente: dobbiamo fare in modo che l’impulso alla ricostruzione venga sfruttato davvero».

Schäuble chiede di accelerare sulla presentazione dei programmi nazionali. «Non vedo progressi essenziali, meccanismi efficaci nell’implementazione, da parte dei Paesi membri», dice. «Spero che riusciamo ad accelerare. E spero anche, visto il colossale volume finanziario, che l’Europa si possa muovere gradualmente verso una Unione economica e finanziaria, perché solo così l’Unione monetaria potrà restare stabile. Ma per fare questo, occorre dare maggiori poteri all’Unione europea».

Ma il Next Generation Eu e i bond europei sono fatti per restare o per mettere solo le toppe alla crisi, per poi estinguersi? «Come ministro delle Finanze non ho mai detto che non ci saranno mai bond europei comuni», spiega. «Perché so esattamente che un’unione economica e monetaria ha bisogno anche di questo. Anche il cancelliere Helmut Kohl, che spingeva per l’integrazione, era scettico su un’unione politica. E la Francia non era disposta a trasferire competenze essenziali a Bruxelles. Ogni Paese ha le sue riserve e le sue differenze culturali. Ecco perché dobbiamo sempre includere i nostri partner dell’Est. L’Europa deve, se vuole convincere qualcuno, anzitutto dimostrare che può restare coesa».

E le regole del Patto di stabilità, ora sospese, andranno riformate? «Dopo la pandemia molto cose saranno completamente diverse rispetto a ora. Dipende da noi renderle migliori. Io spingevo già nel 2010 per un Fondo monetario europeo. Allora non era possibile. Se lo fosse ora, dovremmo cogliere quest’occasione».

Quanto alla strategia europea per i vaccini, dice: «Trovo assolutamente sensato che puntiamo su una soluzione europea per la strategia dei vaccini. Nell’opinione pubblica c’è qualche resistenza in merito, ma solo così facciamo in modo che tutti i Paesi membri abbiano abbastanza vaccini. Solo così l’Europa si dimostra un’unione solidale. Siamo in una fase difficile, perché i vaccini devono essere prodotti in enormi quantità. Ma la critica a una soluzione europea è sbagliata: solo insieme possiamo superare questa crisi. La Germania sta bene solo se gli altri Paesi europei stanno bene. E la Germania avrà un buon futuro soltanto in un’Europa forte e capace di guardare al futuro».

Sul fronte della politica estera dell’Ue, ribadisce la necessità della abolizione del diritto di veto e dell’introduzione del voto di maggioranza: «Senza il diritto di veto e con un voto a maggioranza, la Ue sarebbe più efficiente. Ma perché passi questo principio serve, appunto, un voto unanime. L’Europa non è facile da riformare. Ma se guardiamo a ciò che accade nel mondo è chiaro che l’Europa deve agire più velocemente, per essere efficiente e rilevante. Se non si riusciamo a cambiare velocemente i Trattati, suggerirei di andare avanti con una “coalizione dei volenterosi” che resti sempre aperta agli altri. E non solo nelle politiche economiche e finanziarie. L’Europa deve assumersi molte più responsabilità nel mondo, anche nell’ambito della sicurezza. Allo stesso tempo dovrebbe cercare un dialogo intenso con gli Stati Uniti, sui grandi dossier della politica mondiale. E dobbiamo anche accettare maggiormente la leadership americana. Il presidente Biden ha già dimostrato nel suo giorno inaugurale che confida sulle strutture multilaterali e su istituzioni e processi consolidati. È rientrato negli Accordi di Parigi e nell’Oms. Tutto ciò è un messaggio di speranza».

Sul futuro dell’Europa spiega: «La Germania e la Francia hanno responsabilità di leadership, ed è un bene che l’asse franco-tedesco si sia rafforzato, in e per l’Europa. Quando i tedeschi e i francesi non remano nella stessa direzione, l’Europa è già bloccata. Al contrario non basta se tedeschi e francesi si mettono d’accordo su qualcosa. Helmut Kohl lo aveva capito. Noi non dobbiamo mai essere percepiti dagli altri partner europei come se volessimo dominarli. E ciò presuppone una grande capacità di comprensione per le esperienze e le aspettative dei nostri vicini europei». Anche del blocco di Visegrad: «I Paesi dell’Est hanno avuto altre esperienze storiche e prendono posizioni diverse. Ma l’Europa può solo progredire se accetta queste differenze. Ma è un processo non ancora concluso», ammette.

Quanto alla firma dell’accordo tra la Ue e la Cina a dicembre, invece, «avrei apprezzato se l’Ue avesse cercato di formulare una posizione comune con gli Usa, prima di firmare», ammette Schäuble.

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