Solo su prescrizioneLuci e ombre della dieta chetogenica

Tra le numerose tecniche per perdere peso, in modo più o meno consapevole, il metodo basato su un’alimentazione a ridotto contenuto di carboidrati e alto apporto di grassi è sicuramente tra i più discussi. Cerchiamo di capirne le basi scientifiche, rischi e impieghi

Affrontare una dieta è un’attività da fare solo con l’aiuto di un dietista. Ma conoscere quelle più celebri e di tendenza ci aiuta a capire meglio perché vanno così di moda e quali errori scientifici nascondono. Iniziamo dalla dieta chetogenica, una tra le più citate e praticate in questo periodo.

Che cos’è la dieta chetogenica?

La dieta chetogenica è un particolare tipo di alimentazione a ridotto contenuto di carboidrati, modesta percentuale di proteine e alta percentuale di grassi. Nasce intorno al 1920 come terapia, nella cura dell’epilessia pediatrica resistente ai farmaci, con risultati eccellenti.

Successivamente la dieta iniziò a suscitare interesse per il suo potenziale effetto sulla diminuzione del grasso corporeo e della glicemia, che indusse ad approfondire gli studi alla base della chetosi.

Come funziona?

La premessa per l’applicazione di questa dieta nella perdita di peso è che introducendo un quantitativo ridotto di glucosio – la principale fonte di energia delle cellule di tutto il corpo che si ottiene da cibi contenenti carboidrati – vengano prodotti, a scopo energetico, corpi chetonici dal fegato a livello del tessuto adiposo.

Quando i corpi chetonici si accumulano a livello del sangue, si ha uno stato cronico noto come chetosi. Se la dieta viene accuratamente seguita, la chetosi non raggiunge livelli elevati (chetoacidosi) per cui il cervello usa i corpi chetonici come energia, e le persone in buona salute che normalmente producono insulina prevengono un’eccessiva formazione di corpi chetonici.

Una tipica dieta chetogenica

Non esiste uno standard con specifiche percentuali di nutrienti. In linea generale, i carboidrati possono stare sotto i 50 g al giorno (meno di una rosetta di pane) fino a scendere anche sotto i 20 g (neanche due mele). Generalmente, le diete chetogeniche prevedono il 5-10% di carboidrati, il 10-20% di proteine e un 70-80% di grassi.

Esistono molte versioni della dieta chetogenica ma tutte concordano sull’eliminazione dei cibi ricchi in carboidrati, per cui sono ovviamente proibiti alimenti come pane, cereali, pasta, riso, biscotti, mais e patate. Anche i legumi e molta frutta sono da eliminare.

Il programma di dieta suggerisce di seguire il percorso fino alla perdita di peso desiderata. In quel momento, per prevenire la ripresa dei chili persi, bisognerebbe continuare a seguire la dieta qualche giorno a settimana o per qualche settimana al mese, aggiungendo via via dei carboidrati.

Le certezze

Studi sulla dieta chetogenica hanno dimostrato effetti benefici a breve termine sul metabolismo; conseguentemente alla perdita di peso migliorano anche i parametri ematici associati come la pressione arteriosa, elevati livelli di colesterolo e trigliceridi, e l’insulino resistenza. Quali sono i benefici?

  • Maggior perdita di massa adiposa rispetto alla massa magra, in parte dovuta a diminuiti livelli di insulina
  • Minor sensazione di fame grazie alla presenza dei corpi chetonici
  • Diminuzione dei livelli di insulina e grelina, ormoni che stimolano l’appetito, dovuto a un minor apporto di carboidrati;
  • Effetto saziante con minore desiderio di cibo dovuto a un alimentazione ricca di grassi;
  • Aumento del dispendio energetico dovuto al metabolismo che deve convertire grassi e proteine in glucosio

Gli ostacoli

Seguire una dieta ricca di grassi e povera di carboidrati può essere veramente un’impresa. Alcuni sintomi possono durare da pochi giorni a molte settimane e includono fame, affaticamento, tristezza, irritabilità, stipsi, mal di testa e annebbiamento del pensiero.

Alcuni effetti negativi di una dieta chetogenica a lungo termine possono essere calcoli renali e osteoporosi, nonché un aumento dei livelli di acido urico nel sangue (responsabile della gotta). Le difficoltà pratiche poi sono diverse, dalla varietà dell’alimentazione alle ricette in cucina, fino alle carenze di nutrienti.

Per tutti questi motivi, seguire una dieta chetogenica deve essere fatto esclusivamente dopo un consulto medico che valuti la salute della persona e con l’assistenza di un dietista, sia nella creazione della dieta, sia nel percorso alimentare.

I dubbi

  • Quali sono gli effetti a lungo termine della dieta chetogenica?
  • La dieta chetogenica è fattibile in periodi come la gravidanza, l’allattamento o l’età evolutiva?
  • I benefici della dieta possono essere validi anche per le persone con più patologie e agli anziani?
  • Quali effetti ha la dieta chetogenica sui problemi renali e al fegato?
  • Dato l’alto consumo di lipidi, quali sono gli effetti a lungo termine di una dieta ad alto contenuto di grassi saturi e insaturi?

Tutti gli studi e le ricerche fino ad oggi evidenziano una scarsità di dati e molti hanno un numero esiguo di partecipanti, nonché una tempistica di studio breve (massimo 12 settimane). Per questo motivo sembra che, a breve termine, la dieta chetogenica possa apportare dei benefici ad alcune persone, come perdita di peso e miglioramento degli esami ematici. I risultati di questa dieta comparati con quelli di diete convenzionali per la perdita di peso non hanno trovato differenze significative.

La dieta chetogenica, così come tutte le diete prescrittive e restrittive, è da intendere come un approccio temporaneo e non sostenibile nel tempo. Può essere utile in perdite di peso rapide come ad esempio nel trattamento dietoterapico preoperatorio nei pazienti candidati a chirurgia bariatrica.

Se l’obiettivo è creare un alimentazione sana a lungo termine meglio preferire la creazione di nuove abitudini alimentari che possano aiutare ad avere una miglior organizzazione della giornata, cercando di trovare un buon rapporto ed equilibrio con il cibo.

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