Nuovi europeistiSalvini sull’immigrazione chiede più controlli per chi entra, ma con le norme attuali

Il leader della Lega, in un’intervista ad Avvenire, spiega che bisogna «uniformarsi agli altri Paesi europei, ricordando che chi arriva in Italia arriva in Europa. Su espulsioni, respingimenti e controllo dei confini possiamo seguire l’esempio di Spagna, Germania o Francia che sono decisamente più severe di noi»

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse

«Non c’è niente di semplice né di scontato, ma sono fiducioso», dice Matteo Salvini in un’intervista ad Avvenire sulla formazione del governo Draghi, soprattutto dopo le provocazioni arrivate dal video di Beppe Grillo che ha detto di non volere la Lega nell’esecutivo.

La sua svolta europeista e l’apertura sul tema dei migranti hanno colpito tutti. «Come primo partito italiano ci siamo sentiti in dovere di rispondere all’appello del presidente della Repubblica: lavoriamo per risollevare l’Italia», spiega il leader del Carroccio.

Ieri gli europarlamentari leghisti hanno votato a favore del meccanismo del Next Generation Eu. Una mossa che è sembrata una mano tesa per entrare nel Ppe. «Siamo in Europa per cambiare alcune regole europee, che anche il professor Draghi ha ammesso non funzionano, non per cambiare gruppi o magliette», taglia corto il leader della Lega.

E sull’appoggio a Draghi, dice: «Non è un altro Monti: non arriva per tagliare e condannare gli italiani con leggi sbagliate come la Fornero. Ha un’idea di rilancio che ci piace, basata su investimenti, meno tasse e infrastrutture».

Quanto al suo possibile ingresso nella squadra di governo, ammette: «Non nego che mi farebbe piacere, ma lascio ad altri il toto-ministri, a me interessano i progetti concreti. Attendo le proposte del presidente Draghi».

Ma in una maggioranza così ampia, uno dei temi più divisivi può essere l’immigrazione. «Credo sia corretto uniformarsi agli altri Paesi europei», dice Salvini, «ricordando che chi arriva in Italia arriva in Europa. Su espulsioni respingimenti e controllo dei confini possiamo seguire l’esempio di Spagna, Germania o Francia che sono decisamente più severe di noi. Da ministro non solo ho difeso la sicurezza degli italiani, ma soprattutto ho salvato migliaia di vite. Ho anche aiutato i profughi veri ad avere l’accoglienza e i diritti che meritavano».

E continua: «A me basta, a legislazione vigente, una politica seria di controllo e verifica di chi entra nel Paese. Non stiamo a smontare e rimontare decreti».

Quanto al programma economico del futuro governo, Salvini spiega che difenderà quota 100 e insisterà «sugli investimenti sull’università e sulla scuola», includendo «anche le scuole paritarie». Ma il punto di convergenza in una maggioranza così composita potrebbe essere le politiche familiari: «Inserire a livello fiscale l’idea del quoziente familiare e della riduzione di tasse in base al crescente numero di figli sarebbe un investimento per il futuro del nostro Paese».

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