Post AzzolinaIl programma del ministro dell’Istruzione Bianchi: decidere subito sulla maturità, poi rientro a scuola in presenza

Nel tomo per la ripartenza consegnato la scorsa estate all’ex ministra e mai discusso, scrisse che c’era bisogno di 120mila nuovi docenti. In settimana la scelta sulla maturità. Dopodiché «riporteremo i ragazzi in classe con la giusta cautela», dice a Repubblica

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

«Ci siamo messi a lavorare subito. Abbiamo acceso i pc e, con i dirigenti, avviato videoconferenze. Ho chiesto le piante organiche, le ramificazioni periferiche. Il materiale me lo sono portato a casa e lo sto studiando», dice il neo ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in un’intervista a Repubblica. «Il lavoro è tanto e bisogna farlo in fretta», ammette. «Bisogna dare certezze agli studenti, ai docenti. La mole un po’ mi spaventa. Non sono abituato, arrivato a quasi 69 anni, a vivere lontano da casa tutta la settimana. Sarà un’esperienza stancante. Una cosa è certa, però: comunicheremo le cose quando avremo raggiunto un risultato e il risultato lo raggiungeremo studiando».

Ci sono questioni da decidere subito, come l’esame di Stato: «In settimana decidiamo, ho ben presente il bisogno di informazione sulla Maturità… I ragazzi stiano tranquilli».

E poi «riporteremo gli studenti in classe, come abbiamo riaperto le scuole in Emilia dopo il terremoto del 2012. Gli istituti a pezzi erano centinaia, allora. La sicurezza delle scuole, sia pandemica che strutturale, sarà un punto forte del mio mandato. Riporteremo i ragazzi in classe con la giusta cautela e gli investimenti del Recovery Fund».

Nel famoso tomo per la ripartenza consegnato la scorsa estate all’ex ministra Lucia Azzolina e mai discusso, Patrizio Bianchi scrisse che l’istruzione italiana aveva bisogno di 120mila nuovi docenti. «Conosco la questione sull’arruolamento, con le carte in mano arriveremo presto a formulare atti», assicura il neoministro. Sui sottosegretari all’Istruzione, invece, deciderà Draghi: «Ha le idee chiare», dice.

Gli investimenti, dice Bianchi da economista, «sono importanti. Più importante è rimettere la scuola al centro dello sviluppo italiano». Il neo ministro che «docenti e studenti nel 2020 hanno lavorato tanto, questo va riconosciuto. E diciamo, poi, che i ritardi e le mancanze sono diversi, a seconda delle aree, delle scuole. Ecco, dovremo intervenire su quella fascia che ha sofferto la didattica a distanza, in particolare gli adolescenti del Sud e delle aree interne. La pandemia ha messo a nudo i divari e le disuguaglianze esistenti nel nostro Paese. Chi era già in condizione di svantaggio per situazione personale o sociale, si è impoverito ancora di più. Dobbiamo sempre ricordare che ogni macrointervento riguarderà, alla fine, le singole persone».

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