«Il problema non è il nome della persona. E io l’ho anche detto a questa persona. Il punto è cosa vuole fare e con chi». Il leader della Lega Matteo Salvini in un’intervista al Corriere spiega che aspetterà di capire cosa Mario Draghi vorrà fare prima di decidere se dare o meno la fiducia al nuovo governo tecnico.
Se l’ex capo della Bce accetterà l’incarico, l’ostacolo successivo per la nascita di un governo tecnico saranno i numeri in Parlamento. Il capo politico del Movimento Cinque Stelle, Vito Crimi, ha già fatto sapere che il M5S non voterà la fiducia a un governo non politico.
E ieri, dopo aver ascoltato il presidente della Camera Roberto Fico dal Quirinale, Matteo Salvini ha postato l’articolo 1 della Costituzione sui social: «L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo…». Un promemoria sulla necessità di andare al voto.
«Noi abbiamo cinque priorità e su queste decideremo», spiega il leader del Carroccio al Corriere. «È lui che ci deve dire cosa intende fare. Per noi, si possono approvare rapidamente i decreti su queste priorità e poi andare al voto a maggio o giugno. Entro l’11 aprile si può concludere il lavoro di approvazione delle misure urgenti per il Paese».
A Mario Draghi la Lega chiederà «un impegno a non aumentare in alcun modo le tasse. No alla patrimoniale, no agli aumenti dell’Imu» e poi «flat tax al 15 per cento e pace fiscale sulle cartelle esattoriali». Le parole chiave sono: «Lavoro, tasse e pensioni. No assoluto alla fine di quota cento. Qui rischiano di saltare due milioni di posti di lavoro, non si può pensare di tornare alla Fornero. Infine un piano di apertura dei cantieri e un piano di rilancio delle infrastrutture che noi abbiamo dettagliato nel nostro Recovery Plan» e «un serio piano salute. Con Domenico Arcuri che va a raccogliere le margherite e della salute si occupano persone valide».
Salvini assicura che «il centrodestra si muoverà compatto, siamo già d’accordo. Non andremo in ordine sparso e sceglieremo il meglio per gli italiani. Ma sia chiaro che per ragionare con chiunque non firmeremo una cambiale in bianco».
Ma tutto questo con con un termine: «Io vorrei festeggiare il primo maggio con un governo che lavora per cinque anni». Anche perché, ricorsa Salvini, si andrà a elezioni in Calabria. E andranno al voto anche 1.300 comuni, tra cui grandi città come Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna: «Saranno chiamati alle urne 20 milioni di italiani. Se possono essere 20 milioni, io credo che possano essere anche sessanta». Il punto è che «prima si vota e meglio è. Ti garantisci cinque anni di tranquillità».