Oggi la presentazioneCottarelli pronto a scrivere il programma del nuovo centro liberaldemocratico

«A me interessa fornire idee perché sono deluso da quel che ho visto nei partiti negli ultimi anni», dice a Repubblica. «È come se avessero difficoltà a chiarire quali sono gli ideali a cui si ispirano, quali le àncore del loro pensiero politico». Ma non è una discesa in politica, assicura

Foto Valerio Portelli/LaPresse

Economista, docente alla Bocconi, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici, consulente del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, Carlo Cottarelli è chiamato ora a un compito nuovo. Scrivere un programma per il centro liberaldemocratico che verrà. I liberali ripartono da lui. Ma a Repubblica assicura: «Questa non è una discesa in campo».

Oggi sarà presentato a Roma il nuovo comitato scientifico costituito da Azione, Più Europa, Partito repubblicano italiano, Alleanza liberaldemocratica per l’Italia e Liberali. Si chiamerà “Programma per l’Italia” e sarà presieduto da Cottarelli, che avrà il compito di elaborare proposte per risanare il Paese, coinvolgendo personalità indipendenti del mondo della cultura, dell’economia, delle professioni, del lavoro, dell’imprenditoria, del volontariato e della politica.

«L’idea è fare un comitato che possa fornire idee, un futuro programma per risanare, ridare vigore nel medio periodo al nostro Paese. Dal punto di vista economico e sociale», spiega Cottarelli. «Sono stato chiamato a presiedere questo comitato che avrà dentro una ventina di membri, ma resterà aperto a nuove associazioni che potranno unirsi in base a valori comuni».

Questi valori sono «prima di tutto la fede nella democrazia parlamentare; un ancoraggio europeo e atlantico; l’uguaglianza di possibilità, che è cardine della nostra Costituzione; il merito, la solidarietà, senza cadere nell’assistenzialismo».

Ma la sua non è una discesa in politica, assicura l’economista: «Quel che faremo invece è soltanto fornire idee che potranno essere utilizzate dalla politica. Se sono buone, possono usarle tutti. So che tanti ricameranno su questa cosa, ma non posso farci nulla».

Sembra però il germe di un’alleanza elettorale che punta a staccare il Pd dal M5S. «Bisogna capire cos’è il centrosinistra, vedere cosa succede nel Pd. Sono tanti ad auspicare che i partiti dell’area democratica si mettano insieme», dice Cottarelli. «Da cittadino, posso dirle che c’è una tradizione liberal-democratica nell’Italia unitaria che la frammentazione in atto ha un po’ oscurato, riducendone l’importanza».

«A me interessa fornire idee perché sono deluso da quel che ho visto nei partiti negli ultimi anni», continua. «È come se avessero difficoltà a chiarire quali sono gli ideali a cui si ispirano, quali le àncore del loro pensiero politico. Dicono al massimo centrodestra, centrosinistra, ma che significa?». Un esempio: «Non si comprende quale sia il concetto di giustizia sociale che intendono propugnare. Noi parliamo di “uguaglianza di possibilità”, tutti devono avere le stesse, un progetto profondamente democratico che dovrebbe essere condiviso da tutti».

In questi anni, dice Cottarelli, «si è pensato molto di più a redistribuire ricchezza che a crearla. La solidarietà è fondamentale in un Paese come il nostro, ma prima – la ricchezza – bisogna crearla. Luigi Einaudi, nel 1948, parlava di uguaglianza delle opportunità chiedendo: quanti talenti vengono sprecati perché non si dà a tutti, nei primi anni di vita, la possibilità di migliorare, di crescere? Per questo pubblica istruzione, sanità, formazione, sono capisaldi fondamentali del nostro progetto».

Ma non si potrà fare tutto con il Recovery Fund: «Parliamo di 200 miliardi in 6 anni. Sono 35 miliardi all’anno. Noi abbiamo, già adesso, una spesa pubblica di 870 miliardi l’anno».