In miniatura Giro d’Italia in sette bellezze dolci

Che siano meraviglie naturali o forgiate da artisti indimenticabili, in Italia non mancano certo i capolavori, che per la loro eccezionalità hanno trovato posto anche in pasticceria, dove compaiono in formato mignon e destinati a durare molto meno

«Mamma, guarda! Il Colosseo!». Turisti su una botticella trainata da un cavallo per le vie di Roma? Stranieri che attraversano la Capitale su un autobus turistico a due piani, fotocamera in mano? No. La scena è il divano di casa, e il Colosseo è tutto di cioccolato fondente. E non è l’unico scorcio emblematico del Bel Paese a essersi trasformato in una dolce bontà: cattedrali e castelli, torri e piazze, persino il Vesuvio. Tutto ha trovato una nuova vita nelle mani di pasticcieri e artigiani, capaci di dare gusto alla bellezza.

Il Vesuvio

È il simbolo di Napoli, e si trasforma in una scultura di finissimo cioccolato: il Vesuvio della storica Fabbrica del Cioccolato Gay-Odin è un omaggio alla città di Napoli lavorato interamente a mano. Una splendida opera d’arte disponibile in varie misure: chi pensa in grande, e vuole regalare o esporre il Vesuvio Gay-Odin per una grande occasione, può scegliere le varianti da 400 grammi o da 1 chilo realizzate con deliziosa crema gianduia. Prodotti raffinati, perfetti per donare un tocco di eleganza tutta partenopea in occasione di eventi speciali. Caratterizzati da un sapore più deciso e persistente al palato sono invece i Vesuvietti da 50 e 100 grammi realizzati in cioccolato fondente e impreziositi con l’aggiunta di nocciole, mandorle e caffè. Un dono di fine artigianato pensato per chi vuole regalare una golosa “cartolina” di Napoli.

Santa Maria del Fiore (e il Duomo di Milano)

Sembra di essere davvero a Firenze guardando il capolavoro di Elisabetta Corneo: 12 chilogrammi di pastafrolla modellati a riprodurre nei minimi dettagli la splendida cattedrale fiorentina. Un lavoro da artista, e non certo l’unico: architetto e appassionata di cucina, Elisabetta con le sue artefrolle colleziona successi in saloni e concorsi di pasticceria. Tra le sue opere, in questo dolce itinerario tra le bellezze italiane, merita un posto d’onore anche il Duomo di Milano, così realistico che trasporta chi lo guarda ai piedi della Madonnina.

L’Arena di Verona

Veronese nella forma e nella sostanza. In occasione del suo centenario, Paluani dedica alla sua città natale l’Offella Fior di Burro, a forma di Arena. L’Offella è un dolce tipico della tradizione veronese: per realizzarla, Paluani rispolvera uno stampo “vintage”, risalente agli anni ’90 e crea una dolcissima Arena di Verona, soffice e profumata. Una delizia che scrive la storia dell’azienda e della città. Il soffice impasto, ricchissimo di burro fresco, richiede 40 ore di lievitazione naturale. Tocco finale, la croccante granella di mandorle e lo spolvero di zucchero a velo.

Il Colosseo

Ma anche le torri di Bologna, il Duomo di Milano, il Ponte di Rialto… L’Officina del Cioccolato della Pasticceria Grandazzi realizza dei kit “weekend” di puro cioccolato con i simboli delle località più visitate d’Italia, da Firenze all’Umbria a Verona. Come i magneti da attaccare al frigorifero, questi souvenir diventano una vera e propria collezione. Il tutto realizzato con materie prime di qualità e con maestria artigianale, interamente a mano.

E ancora il Colosseo

Questa volta in versione gourmet. È quello proposto da Daniel Canzian, un piccolo capolavoro fatto di panna cotta, gelatina di albicocche, granita di melograno e Campari e sorbetto al dragoncello. Il tutto nell’abbraccio di una fragrante cialda a forma di anfiteatro. Bellissimo e delizioso.

Castel del Monte

Il “Castellotto” dello chef Giuseppe Cialdella della Locanda dei Duchi è una cartolina del castello di Federico II e una dedica a quest’angolo di Puglia: semola di grano duro, mandorla Tuono, olio extra vergine d’oliva o burro, ma non d’alpeggio, bensì proveniente da una masseria dell’agro di Andria. Prodotti del territorio, che si fondono prendendo l’aspetto della fortezza. Per gustare (e ammirare) questo piccolo capolavoro di arte dolciaria, per ora non c’è altro modo che recarsi di persona alla Locanda.

La Basilica di Collemaggio

Il suo rosone, la facciata, il forte spagnolo, la Basilica di San Bernardino, i mascheroni delle 99 cannelle, e tante altre bellezze dell’Aquila trasformate in stampini per biscotti. L’idea e la realizzazione sono di Andrea Aghili, giovane designer abruzzese. Chi vuole, può realizzare con le sue formine biscotti e dolcetti. Chi al fai da te preferisce la degustazione può acquistare i ravioli dolci a forma di rosone dal pastificio Pasta e Dintorni.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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