Al Giardino dei GiustiPerché il mondo dell’informazione deve ricordare i suoi eroi

Cercare e pubblicare notizie è ancora un mestiere pericoloso: solo nel 2020 sono stati uccisi 50 giornalisti e 4 operatori. In un’epoca di fake news e social, la garanzia della verità e la libertà di stampa non sono mai state così importanti, e si celebreranno in un appuntamento con tutti i direttori di testate giornalistiche, il 3 maggio

da Wikimedia Commons

Anche il mondo dell’informazione ha i suoi Giusti: sono i gornalisti che sono stati privati della libertà o hanno perso la vita per riferire la verità. I nomi sono parecchi: Liu Xiaobo, autore della Carta 08, imprigionato e vincitore del premo Nobel per la pace. O il blogger saudita Raif Badawi, condannato nel 2014 a mille frustate per aver difeso il dialogo tra le fedi. O ancora, Anna Politkovskaja, la reporter russa uccisa per le sue inchieste che hanno messo in imbarazzo il Cremlino di Vladimir Putin.

Per questo motivo, in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa (il 3 maggio), dedicata all’idea di informazione come Bene Pubblico, la Fondazione Gariwo, ha invitato i direttori delle testate giornalistiche italiane, insieme ai rappresentanti della Stampa Estera a Milano, per una visita guidata al Giardino dei Giusti di tutto il mondo al Monte Stella.

Sarà un’opportunità per riflettere sul ruolo dell’informazione, che si trova a operare in un contesto sempre più complesso e irto di minacce (secondo i dati di Reporters sans Frontières, dall’inizio del 2021 sono stati uccisi otto giornalisti e quattro operatori. Nel 2020 sono stati 50, e quattro gli operatori). Il tutto andrà a ribadire l’importanza della libertà di espressione per la costruzione, giorno dopo giorno, di una società più libera e consapevole.

In questa sorta di “giorno della memoria” dei giornalisti interverranno Lamberto Bertolé, presidente del Consiglio comunale di Milano e presidente del Comitato dei garanti dell’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, Gabriele Nissim, presidente della Fondazione Gariwo, la foresta dei Giusti, Alessandro Galimberti, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, e Tatjana Dordjevic Simic, consigliere delegato dell’Associazione Stampa Estera di Milano, che ha dato il patrocinio all’iniziativa.

Non solo. Per ricordare Liu Xiaobo e Raif Badawi parlerà Paolo Pobbiati, ex presidente di Amnesty International Italia. Per Samir Kassir, sarà l’editorialista del Corriere della Sera Antonio Ferrari. Su Hrank Dink, ucciso a Istanbul per avere difeso la memoria del genocidio armeno, da poco riconosciuto dallo stesso presidente americano Joe Biden, parlerà Pietro Kuciukian, Console onorario della Repubblica d’Armenia e co-fondatore di Gariwo. La giornalista Anna Zafesova rievocherà invece la battaglia e la figura di Anna Politkovskaja.

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Gli autori che hanno partecipato a questo numero con un racconto originale scritto appositamente per K sono:
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