Cibo e gamificationGuarda mamma come ci si diverte (con poco)

La scatola della pizza che si trasforma in un videogioco, il ricettario di Guerre Stellari e quello ispirato alle favole di Gianni Rodari, caramelle da personalizzare, poster che strappano un sorriso ma anche una riflessione su come i nostri comportamenti quotidiani impattano sulla qualità dell’aria che respiriamo

1 Giocare a Pac-mac mangiando una pizza

Chi era ragazzo negli anni Ottanta si ricorderà di Pac-mac, uno dei videogiochi più popolari dell’epoca. L’idea venne al giapponese Tohru Iwatani dopo aver mangiato una fetta di pizza come racconta in questa intervista. «Ai tempi, nelle sale giochi, era pieno di videogame dove andavano in scena invasioni spaziali e dove si sparava a tutto e tutti. Io invece miravo a fare un gioco grazioso, semplice, che piacesse alle donne e che potesse esser giocato dalle coppie. (…) Ero uscito da solo per mangiare una cosa. Ed è stata una fortuna. Fossi stato in compagnia di fette da quella pizza ne sarebbero state tagliate diverse e io non avrei avuto quell’intuizione». Se siete stati rapiti dalla nostalgia sappiate che Pizza Hut, la compagnia americana fondata alla fine degli anni Cinquanta in Kansas, ha lanciato, purtroppo soltanto sul mercato americano, un cartone della pizza in edizione limitata che celebra il famoso videogame grazie alla realtà aumentata: basta inquadrare con la fotocamera del cellulare il codice QR per vedere materializzarsi il famoso labirinto direttamente sul cartone e tornare magicamente al tempo delle mele (dopo aver finito la pizza, si spera).

2 Arrivano le mele

A proposito di mele: il brand più noto della Val di Non ha pensato di trasformare lo spuntino dei più piccoli in un’occasione di svago. I pack di mele Isaac di Melinda diventano aeroplano, treno, autobus e sottomarino, ciascuno con colori e fantasie diverse, per un dopo merenda all’insegna del gioco. Da collezionare.

3 Pastry chef galattici

I libri di cucina mi piacciono molto soprattutto quando si lasciano contaminare da altri ambiti. Star Wars: The Official Baking Cookbook è già nella lista dei desideri. Come annuncia il titolo è un ricettario di dolci ispirato a Guerre Stellari appena uscito per Insight-editions. «Che tu stia organizzando una festa dell’orologio o ospitando membri del Senato Galattico, questo libro di cucina è un must per i fan di tutte le età» assicurano gli autori della guida ufficiale che va ad allungare la serie di pubblicazioni a tema già a catalogo. Oltre trenta ricette – dai Mustafarian Molten Lava Cakes ispirati al tortino al cioccolato dal cuore morbido ai Cloud City Marshmallows, che riproducono la città volante del pianeta Bespin – fattibili anche per chi non è pastry chef.

4 Ricette al telefono

Altro giro, altro libro. Questo non è fresco di stampa, ma in una carrellata dedicata alla creatività non può mancare “Il quaderno vegetariano con Gianni Rodari. Le ricette fantastiche dell’era ecozoica” a cura di MaVi e Stefano Panzarasa, uscito per Kellermann editore nel 2016. Le settantacinque pagine del volumetto raccolgono una serie di ricette ispirate alle favole di Rodari vergate in bella calligrafia: dal pane più grande del sole all’insalata sbagliata, dal minestrone di Cipollino al risotto del cavalier Pomodoro, fino al gelato del Palazzo di gelato con triscotti e alla torta di cioccolato dal cielo. Per bambini di tutte le età.

5 Strega tocca colore…

Diffidate sempre di chi vi offre un bicchiere di latte color puffo, a meno che non siate sul set di Star Wars e il barista non vi dica esattamente cosa c’è dentro l’intruglio colorato. In questo caso potete star sereni, Iaia Guardo, autrice dello scatto pubblicato sul suo profilo Instagram, è affidabile e non vi sta rifilando una pozione magica che vi trasformerà in una strega. Dentro il bicchiere c’è solo latte di mandorla e sciroppo di anice, una combo che fa subito drink a bordo piscina. Ben augurante…

6 Acchiappa la pasta!

Barilla ha lanciato un contest, “New Pasta Shape”, per identificare un nuovo formato in grado di offrire «un’esperienza di consumo unica e innovativa». Al progetto vincitore verrà corrisposto un premio di 4mila euro. Il bando scade il 4 giugno. Ma ad oggi qual è il formato di pasta più amato dagli italiani? Per scoprirlo un gruppo di studenti del corso di Coding del Politecnico di Milano ha ideato Pasta chute, un sondaggio che usa la gamification per raccogliere i dati. Al momento in cui scrivo sono in vantaggio le penne lisce (sì, avete letto bene) ma potete dire la vostra.

7 Plastic is in the air

A volte non ci rendiamo conto che gesti minimi come scartare una caramella o ordinare il cibo da asporto producono una miriade di microplastiche talmente piccole da risultare invisibili a occhio nudo. Non si tratta di fare battaglie di retroguardia ma cercare, nel limite del possibile, di essere rispettosi del pianeta di cui siamo ospiti. In occasione della giornata mondiale della terra, lo studio Pentagram ha ideato Plastic Air, un’esperienza interattiva che vivifica un tipo di inquinamento – la deposizione di microplastiche nell’aria – che la maggior parte delle persone non sa nemmeno che esista. Il lavoro, commissionato da Google Arts & Culture, consente di navigare tra le particelle di plastica disperse nell’atmosfera che ci circonda e considerare l’impatto che stanno avendo sull’ambiente e sulla nostra salute. Per farlo i designer hanno inserito varie modalità di interazione per spingere gli utenti a trascorrere un po’ di tempo all’interno dell’esperienza e magari condividerla con gli amici. Cliccando su ciascuna particella è possibile vedere la sua composizione chimica e da quale oggetto domestico forse proveniva originariamente (ad esempio, una tenda da doccia, un piatto di plastica, una borsa della spesa, una maglietta, etc.) oppure si possono far esplodere gli oggetti per “inquinare” il cielo e regolare fattori come la posizione (città, campagna) e le condizioni meteorologiche per vedere come queste influenzano i modelli di dispersione.

8 Il piccolo chimico

Ho scoperto che gli agretti non hanno soltanto un uso culinario. In passato venivano utilizzati per ottenere la soda caustica, ovvero il carbonato di sodio estratto dalle ceneri prodotte dalla loro combustione. Le piante di questa specie tendono ad accumulare sodio in presenza di suoli ricchi di sali minerali; quando la pianta viene bruciata, l’anidride carbonica reagisce con il sodio e forma il bicarbonato. A Venezia c’erano vaste piantagioni e il carbonato di sodio prodotto veniva utilizzato nelle fornaci di Murano per le creazioni artistiche. D’ora in poi li guarderò con occhi diversi.

9 Le caramelle su misura

La stampa digitale applicata alle confezioni dei prodotti consente ormai di stampare immagini diverse su ogni singolo pack. Un’opportunità che molti brand stanno cogliendo, lanciando campagne promozionali ad hoc. L’idea di vedere la mia faccia sulla scatola delle merendine o sull’etichetta di qualche crema spalmabile (vi ricordate l’operazione Nutella con i nomi delle persone?) non mi fa impazzire però ho fatto una eccezione e ho provato il nuovo servizio di personalizzazione delle caramelle M&M’s. Il configuratore è intuitivo e in pochi click è possibile scegliere i colori (massimo due) dei bon bon, scrivere un paio di parole, applicare un simbolo e stampare la proprio foto in primo piano. Quasi un peccato mangiarle.

10 Guarda che buono

Metto o non metto un quadro in cucina? Io sono del team decor ma spesso trovare qualcosa di intonato – per stile, budget, dimensioni – non è facilissimo. Questo store online è specializzato in stampe e poster dedicati al mondo del cibo. Il menu è ricco, con tante proposte poetiche o un tantino irriverenti in stile millennial pop: ci sono i maccheroni alla Norma di Michele Mancaniello, laureato in disegno industriale con una tesi dal titolo “Fooddesign, la cultura del progetto in tavola”, e i supplì al telefono di Giulia Belcastro, grafica e illustratrice romana; gli aperitivi decisamente vintage dell’illustratore Luigi Leuce e le uova all’occhio di bue di Cinzia Franceschini che «quando non disegna legge, si immerge sott’acqua e inforna biscotti al burro». I prezzi partono da 17 euro. Vale la pena ogni tanto fare un giro per vedere le new entry perché ogni settimana c’è un poster esclusivo in tiratura limitata; la spedizione è gratuita con l’acquisto di almeno due stampe. Buon divertimento!

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K - Linkiesta FictionPreordina qui il nuovo numero di K, la rivista letteraria de Linkiesta

Ci siamo: il nuovo numero di K, la rivista letteraria de Linkiesta curata da Nadia Terranova, è in stampa e sarà in distribuzione dal 15 maggio nelle migliori librerie indipendenti di tutta Italia (ecco l’elenco), oltre che direttamente qui sul sito de Linkiesta.

Il tema del secondo numero di K è la Memoria.

Gli autori che hanno partecipato a questo numero con un racconto originale scritto appositamente per K sono:
Viola Ardone, Stefania Auci, Silvia Avallone, Annalena Benini, Giulia Caminito, Donatella Di Pietrantonio, Davide Enia, Lisa Ginzburg, Wlodek Goldkorn, Loredana Lipperini, Pasquale Panella, Francesco Piccolo, Alberto Schiavone, Simonetta Sciandivasci, Andrea Tarabbia, Alessandro Zaccuri.

C’è anche l’anteprima dei romanzi di Karl Ove Knausgård e di Ali Smith, entrambi in uscita in Italia nei prossimi mesi.
Il volume ospita anche tre mini racconti di Stefania Auci, Rosella Postorino e Nadia Terranova.

Preordina K – Memoria sul sito de Linkiesta a 20 euro più 5 di spese postali. Il volume sarà spedito dal 17 maggio e arriverà in due giorni in tutta Italia. Oppure compralo a 20 euro nelle migliori librerie indipendenti di tutta Italia (ecco l’elenco).

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