Vaccini in vacanza e terza doseIl Cts sconsiglia AstraZeneca per gli adolescenti

In arrivo una «rafforzata raccomandazione» a non usare il farmaco di Oxford sui più giovani. Ci si potrà vaccinare anche in ferie, ma solo fornendo un adeguato preavviso, durante soggiorni di almeno 14 giorni. Intanto il governo prepara il nuovo piano di immunizzazione dei più fragili con il siero Pfizer

(LaPresse)

Dietrofront sul vaccino AstraZeneca ai più giovani. Oggi gli esperti del Comitato tecnico scientifico emetteranno la sentenza dopo aver consultato già da ieri dati e pubblicazioni scientifiche in materia. E, anticipa La Stampa, come al solito alla fine non ci sarà nessun diktat ma solo una «rafforzata raccomandazione» a non utilizzare il farmaco di Oxford per ragazzi e adolescenti.

Non perché sia più pericoloso di quel che si pensasse. Il rapporto sulla farmacovigilanza che l’Aifa dovrebbe pubblicare oggi parla infatti di un evento trombotico ogni 100mila somministrazioni. Le autorità regolatorie classificano un evento avverso come «molto raro» quando questo si verifica ogni 10mila somministrazioni di un farmaco. Ma ora il quadro complessivo è cambiato, perché in Italia il virus circola molto meno e il rischio di finire in ospedale, o peggio di morire, si è molto ridotto, soprattutto tra i giovani.

Le tabelle mostrano che, con meno di 50 contagi settimanali ogni 100mila abitanti, il rapporto tra benefici e rischi con AstraZeneca non è più favorevole sotto i 40 anni. Del resto i britannici, che non si sono fatti scrupolo a usare il loro vaccino su quasi tutta la popolazione con una sola dose per fermare l’ecatombe che era arrivata far contare 1.700 morti in un giorno, ora hanno alzato il limite d’età da 30 a 40 anni, stabilendo che sotto quella soglia non va somministrato.

Ieri l’Aifa ha recapitato al Cts un parere in cui si ribadisce che sotto i 60 anni l’antidoto anglo-svedese è meglio non somministrarlo. Ora gli esperti del comitato difficilmente si spingeranno a indicare una soglia di età precisa, ma faranno magari parlare studi scientifici e tabelle dell’Ema, che il limite dei 40 anni lo indicano per le donne, visto che il rischio per gli uomini si riduce. In Italia oggi il farmaco è «raccomandato» per gli over 60, anche se molte regioni negli ultimi giorni lo stanno offrendo a giovani e giovanissimi con la formula degli Open day.

Poi sarà il ministro Speranza a dover trarre le conclusioni. E il pallino passa alle Regioni. Che ora avranno anche un’altra questione da affrontare: quella dei vaccini in vacanza. Il commissario Francesco Figliuolo, in una lettera alle regioni, ha aperto infatti alla possibilità di completare la vaccinazione anche in ferie. La seconda dose sarà somministrata in una regione diversa a chi soggiornerà per lunghi periodi, di almeno 14 giorni, in un luogo differente dalla propria residenza e anticiperà per tempo alle istituzioni locali la richiesta, in modo che le dosi potranno essere «bilanciate».

Il ministero alla Salute intanto ha iniziato a lavorare anche al piano per la terza dose del vaccino anti Covid, come racconta Repubblica. L’idea è che bisogna uscire dalla logica dell’emergenza e passare a quella della programmazione, prendendo spunto dalla campagna contro l’influenza. Si punta sul vaccino Pfizer, da somministrare dal medico di famiglia. La Commissione europea ha già detto di non voler confermare per l’anno prossimo i contratti con chi produce quelli a vettore virale, in particolare AstraZeneca, e ha trovato un accordo per l’acquisto di 900 milioni di dosi di Pfizer.

Al momento l’idea è che la terza dose vada fatta almeno a coloro che rischiano di più se si ammalano di Covid e quindi gli anziani, dai 60-65 in su, e ai fragili per motivi di salute. Poi ci sono gli operatori sanitari e coloro che svolgono lavori essenziali come le forze dell’ordine. C’è però il problema dei tempi, perché novembre sarebbe troppo presto per fare la terza dose. Il green pass è valido fino a nove mesi dopo la chiusura del ciclo vaccinale, ma ormai è certo che la copertura duri almeno un anno. Visto che le prime persone hanno fatto il vaccino a gennaio, la campagna per la terza dose potrebbe partire con il nuovo anno.

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