Mediazione sul certificato verdeGreen Pass in due fasi e tampone gratis a chi aspetta il vaccino

Il governo lavora a un accordo nella maggioranza: domani la decisione. Ad agosto la certificazione varrà per bar e ristoranti al chiuso, da settembre anche nei trasporti. La zona gialla scatterà con il 5% di posti in terapia intensiva occupati

(LaPresse)

Con la Lega contraria al Green Pass alla francese e Matteo Salvini che dice che «per i giovani il vaccino non serve», il clima nella maggioranza di governo è infuocato. Il governo discuterà delle nuove regole nel corso della riunione della cabina di regia prevista per le prossime ore. E l’ipotesi che avanza è quella di concedere la certificazione con una dose di vaccino per andare al ristorante al chiuso, mentre per i luoghi più affollati servirà la doppia dose.

L’obiettivo del governo – come spiega il Corriere – è lasciare l’Italia in fascia bianca almeno fino al 15 agosto e dunque, oltre alla modifica dei parametri per la classificazione delle aree di rischio, si studiano anche misure che possano contribuire a frenare la corsa della variante Delta. E questo passa inevitabilmente per avere il maggior numero di persone vaccinate.

La conferenza delle Regioni è stata convocata per oggi, domani ci sarà la riunione con il governo, il Consiglio dei ministri si riunirà quindi entro giovedì in modo da far entrare in vigore il decreto il 26 luglio. E così prorogare anche lo stato di emergenza – che scade il 31 luglio – per almeno tre mesi.

Green Pass a due livelli
Fino alla firma del provvedimento la mediazione è comunque in corso. I dettagli saranno messi a punto anche grazie al confronto con i presidenti di Regione, ma la linea di Palazzo Chigi è quella di lasciare aperte il più possibile le attività e soprattutto evitare che dove la curva epidemiologica sale si vada in fascia gialla. Ecco perché è stato deciso di far «pesare» sulla classificazione delle aree di rischio, anche il numero di persone ricoverate in area medica e in terapia intensiva e non soltanto l’incidenza dei nuovi positivi ogni settimana su centomila abitanti. E dunque si andrà in zona gialla se l’occupazione dei reparti ordinari supera il 10 % dei posti letto a disposizione e quella delle terapie intensive va oltre il 5%.

Il Green Pass dovrebbe entrare in vigore a inizio agosto. Ma c’è un problema: dare il tempo ai non vaccinati di non restare esclusi da alcuni servizi essenziali, come i trasporti. È possibile dunque – come spiega Repubblica – che si vari un primo uso del Green Pass per agosto, con regole dure per eventi e ristoranti al chiuso, e un secondo Green Pass per settembre, più restrittivo, che vieti o limiti ogni tipo di trasporto a chi non è vaccinato. Dando il tempo a chi non si è adeguato di farlo entro agosto.

Oggi il Green Pass viene riconosciuto a chi ha fatto un tampone nelle ultime 48 ore, a chi ha avuto la malattia nei sei mesi precedenti e a chi ha fatto la prima dose del vaccino da almeno 15 giorni. È questo il punto critico, visto che ormai è stato chiarito che una somministrazione non protegge dalla variante Delta. Si pensa di copiare il Green Pass europeo che viene rilasciato a 15 giorni dalla seconda dose. Ci sono però circa 9 milioni di italiani in attesa del richiamo. E buona parte di loro ha scaricato il certificato.

Si tenderà quindi a diversificare i luoghi dove più alto è il rischio di contagiarsi prevedendo un doppio livello di obbligo del Green Pass. E dunque in questa prima fase di applicazione del decreto potrebbe essere sufficiente una sola dose di vaccino (ma anche un tampone negativo, oppure il certificato di guarigione nei sei mesi precedenti) per andare nei ristoranti al chiuso e in tutti gli altri luoghi dove i protocolli già prevedono regole di distanziamento. Una doppia dose sarebbe invece obbligatoria per i luoghi affollati, dove alto è il rischio di assembramento. L’elenco dovrebbe prevedere stadi, concerti, convegni, eventi, luoghi dello spettacolo, palestre. E consentire, ma sempre con la doppia dose di vaccino, di poter ballare nelle discoteche all’aperto. Per i ristoranti all’aperto non sarebbe invece prevista alcuna limitazione.

Tamponi gratis a chi aspetta il vaccino
Tra le ipotesi, anche la possibilità – come racconta La Stampa – di offrire gratis il tampone a chi si è già prenotato per il vaccino, per respingere l’accusa di discriminazione. Soprattutto perché chiedere a un giovane di spendere 20/30 euro per un tampone prima di andare a mangiare una pizza o di sedersi al cinema significherebbe di fatto proibirglielo. Inoltre in questo modo si toglierebbe ai no vax ogni tentazione di rifiutare il vaccino facendo tamponi a volontà, visto che oramai le prenotazioni sono aperte da tempo anche ai ragazzi.

Stato d’emergenza
Nel decreto sarà prevista la proroga dello stato di emergenza che scade il 31 luglio. Finora il governo guidato da Draghi ha sempre previsto l’allungamento di massimo tre mesi, ma la presenza delle varianti che potrebbe segnare anche l’avvio della scuola e le elezioni amministrative previste per ottobre, potrebbe convincere sull’opportunità di arrivare alla fine dell’anno. Vuol dire che sarà ancora possibile lo smart working al 50% e la semplificazione di alcune procedure. In questo modo rimane in capo al commissario Francesco Paolo Figliuolo la gestione della campagna vaccinale.

Scuola
Sul fronte della scuola, invece, il governo aspetterà una decina di giorni prima di decidere se procedere con l’obbligo vaccinale per il personale scolastico. Per adesso, ha ricevuto almeno una dose l’85% dei dipendenti della scuola. Si punta ad arrivare al 93-94%. E, soprattutto, non si tollereranno regioni con una copertura tra il 60 e il 70%. Se questi due obiettivi non saranno raggiunti, potrebbe scattare l’obbligo.