Il referendum di Freccero & Co. La ministra Bonetti dice che le famiglie dovranno sospendere le colf senza Green Pass

In vari hub italiani si segnala un’accelerazione delle vaccinazioni. Ora si attendono le linee guida del governo sui controlli. Intanto l’ex direttore di Rai2 spiega le ragioni della raccolta firme contro il certificato verde: è «l’embrione della futura tessera di identificazione digitale a cui mira il “Grande Reset”», scrive

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse

Dopo l’estensione dell’obbligo del Green pass a tutti i lavoratori, in vari hub italiani si segnala un’accelerazione delle vaccinazioni. Ma nel decreto varato la scorsa settimana, che riguarda circa 20 milioni di lavoratori, si attendono chiarimenti su molti aspetti. In primis, su come controllare il certificato digitale e come comportarsi se il dipendente non lo ha: domanda che vale nel settore pubblico, nelle piccole e grandi aziende private, nonché nelle famiglie.

Attese le linee guida 
Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, prevista oggi, sono attese le linee guida del governo. Per i dipendenti vige la regola dell’obbligo di controllo a carico del datore di lavoro, mentre per le prestazioni occasionali, come l’idraulico o l’elettricista, il cliente dovrebbe poter chiedere di esibire il pass.

Le famiglie dovranno controllare (e sospendere) colf e badanti
E lo stesso vale per colf, baby sitter e collaboratrici domestiche, come spiega la ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti in un’intervista al Messaggero: «La famiglia dovrà comportarsi come qualsiasi altro datore di lavoro. Entro il 15 ottobre ha l’obbligo di farsi carico di verificare che la persona che lavora in casa sia dotata di Green Pass. Si tratta di una misura di protezione e di tutela nei confronti dei familiari e degli stessi lavoratori. Usciranno a riguardo delle linee guida, ma è chiaro che in casa valgono le stesse regole degli altri luoghi di lavoro. Nel caso ci sia un rifiuto di ottemperare al Green Pass, la famiglia ha lo strumento per poter sospendere il collaboratore domestico, la badante o la baby-sitter, come è previsto per tutti gli altri lavoratori». E per i genitori costretti a restare a casa con i figli, saranno reintrodotti «i congedi Covid straordinari per madri e padri con figli fino ai 14 anni retribuiti al 50%. Si tratta di definire la formulazione tecnica e la copertura finanziaria».

Un problema di non poco conto, visto che – come scrive Il Sole 24 Ore oggi in prima pagina – potrebbero essere 600mila i lavoratori domestici non vaccinati. O addirittura 1 milione, secondo le stime di Assindatcolf. Per i controlli che dovranno effettuare le famiglie, dovrebbe essere usata la app Verifica C19, ma resta il nodo dei lavoratori in nero – che in questo settore non sono pochi – per i quali sarà quasi impossibile far funzionare il sistema del Green Pass.

Freccero spiega il referendum contro il Green Pass
E intanto, ora spunta pure il referendum per abrogare l’obbligo del Green Pass. Tra i garanti del comitato organizzativo, c’è anche l’ex direttore di Rai2 Carlo Freccero, che oggi spiega le sue ragioni in una lettera alla Stampa.

«A persuadermi e coinvolgermi è stato il ragionamento dell’avvocato Paolo Sceusa, che ha lanciato un accorato appello al diritto internazionale prima di denunciare il comportamento del nostro governo, oltremodo scorretto nell’incrinare il patto di lealtà tra istituzioni e popolo», scrive. Questo anche perché «l’attuale normativa sul Green Pass ignora totalmente l’appello a evitare discriminazioni», dice.

«Il mio ruolo è quello di esperto della comunicazione e, in quanto tale, non ho potuto fare a meno di rilevare la massiccia campagna di propaganda e disinformazione condotta dai media mainstream con un’unanimità che non ha precedenti nella storia del paese. Il referendum è un’occasione per avere accesso a spazi istituzionali e per fare arrivare i nostri argomenti all’elettorato. Dopodiché i cittadini decideranno liberamente e non sotto la pressione della paura innescata dalla pandemia.

Freccero parla di «un vaccino privo di autorizzazione e giustificato solo dall’emergenza». E dice che «dietro il Green Pass in realtà, c’è molto di più». Spiegando così la sua tesi: «L’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato in questi giorni il prototipo di tessera vaccinale da adottare da parte degli Stati. Il Green Pass è destinato a diventare l’embrione della futura tessera di identificazione digitale a cui mira il “Grande Reset” in via di attuazione. Per chi non sapesse di cosa si tratta, rimando a due libri dell’economista Klaus Schwab “Covid 19 The Great Reset” e “Quarta rivoluzione digitale”. Secondo Schwab la pandemia è un’occasione irripetibile per conseguire il “Grande Reset” già illustrato nel saggio “La quarta rivoluzione industriale”. Tutto ciò è confermato dal progetto di Recovery Fund, che si pone come obiettivo lo stesso obiettivo del “Grande Reset”. Credo che la nuova normalità in cui stiamo vivendo non finirà coi vaccini, ma continuerà nel tempo, con la rivoluzione digitale e la rivoluzione verde. Diciamo la verità: non è la pandemia ad avere causato la crisi economica. E piuttosto la crisi economica ad avere causato la pandemia, o quanto meno, ad averla amplificata al fine di ultimare il «Grande Reset».

E conclude: «È giusto che il popolo, l’oggetto di quanto è in divenire, possa, come accade in tutte le democrazie, farsi soggetto e decidere se desidera o meno proseguire per la strada tracciata dalle élite. La risposta verrà dopo. Nella mia testa i referendum sono destinati ad aprire finalmente un dibattito ampio su tutti questi quesiti aperti».