Le modifiche al Green PassA fine mese la capienza di cinema e teatri potrebbe salire al 75-80%

Mattarella ha firmato il decreto sul certificato verde: nel testo definitivo è saltato il passaggio per cui dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso. Mentre il sottosegretario Costa annuncia novità per il mondo dello spettacolo e delle discoteche

LaPresse

Prima di arrivare al Quirinale per la firma del Presidente della Repubblica e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto che impone il Green Pass a 23 milioni di lavoratori è stato modificato. Il governo ha deciso di cancellare un aspetto che aveva fatto molto discutere: la sospensione dei dipendenti pubblici e privati sprovvisti del certificazione verde.

Le modifiche 
L’assenza ingiustificata resta, così come la perdita dello stipendio fino a quando il lavoratore senza pass non si mette in regola. Ma nel testo definitivo è saltato il passaggio per cui «a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso fino alla presentazione della certificazione» – come spiega il Corriere. È una delle novità del provvedimento che ha già fatto aumentare le prenotazioni delle vaccinazioni. Il decreto entra in vigore il 15 ottobre, ma alcune importanti decisioni sono già prese.

La circolare che il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà entro venerdì stabilisce che da ottobre si parte con la somministrazione delle terze dosi nelle Rsa. Si comincia dalle persone più anziane e anche per il personale sanitario si procede per fasce d’età. A partire da novembre si passerà alle altre categorie tenendo conto, come dice il ministro, che «per avere la terza dose dovranno essere passati sei mesi dalla seconda».

All’articolo 1 comma 5 del decreto è previsto che il governo scriva delle linee guida per chiarire alcuni aspetti del provvedimento, a cominciare dalle modalità di verifica del green pass per i lavoratori della Pubblica amministrazione. A questo sta lavorando il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che con Speranza sta decidendo con quali modalità e con quali strumenti avverrà il controllo a partire dal 15 ottobre. Alla fine di questo mese, quando il testo sarà pronto, dovrà essere firmato dal premier Draghi.

I ministri dell’Interno e della Salute hanno messo a punto anche il protocollo per le amministrative. Al primo turno – il 3 e il 4 ottobre – nessuno sarà obbligato ad avere il Green Pass per votare. Ai ballottaggi la regola cambierà, perché il secondo turno elettorale sarà domenica 18 e lunedì 19 ottobre, con il decreto già in vigore. I cittadini saranno sempre esentati, mentre presidenti di seggio e scrutatori dovranno presentare il certificato. Si tratta di personale che riceve un compenso dallo Stato e dunque in quella mansione è equiparato ai dipendenti pubblici.

Anche gli uffici pubblici, come già le scuole, saranno dotati di una piattaforma informatica messa a punto da Sogei, la società controllata dal ministero dell’Economia per verificare i certificati. La singola amministrazione inserirà nel dispositivo il codice fiscale dei lavoratori e al momento dell’accesso la piattaforma incrocerà i dati anagrafici con quelli sanitari: chi ha il green pass avrà il bollino verde e potrà entrare, chi non sarà in regola verrà identificato da un segnale rosso sul video. E non potrà entrare. Tutti i dipendenti pubblici dovranno avere il certificato verde, perché nessuno è in smart working al 100%. I controlli potranno essere effettuati a campione, anche dopo l’ingresso in sede.

Nuove regole per teatri e cinema
Intanto, la risposta che impresari, artisti e lavoratori aspettano da tempo sarebbe in arrivo: entro fine mese il governo deciderà se cinema e teatri potranno tornare a riempire le loro platee, o almeno non più solo a metà. E, nella previsione del sottosegretario alla Salute, Enrico Costa, ci sarà una risposta positiva. «Credo che ci saranno le condizioni per un’estensione a tappe della capienza: immediatamente al 75-80 per cento, dopo qualche settimana anche al 100 per cento», spiega Costa al Corriere.

Merito del Green Pass ormai nelle mani di milioni di italiani, spiega. E in più «nella valutazione che il governo si è impegnato a fare a fine mese potrebbe essere considerata anche la riapertura delle discoteche che fanno parte di quelle attività ludiche alle quali si fa cenno nel decreto. Si tratta di un comparto produttivo come gli altri, purtroppo fermo da un anno e mezzo. Sono fiducioso, avranno indicazioni».

Le discoteche riaprirebbero inizialmente limitando gli accessi («magari al 75%», dice Costa) e naturalmente solo per chi sia in possesso del Green Pass. Mentre sull’obbligo di indossare la mascherina anche in pista, dice: «È una valutazione che spetta al Cts». Una condizione, però, considerata irricevibile da gestori e rappresentanti sindacali che sostengono che il ballo, assimilabile a un’attività sportiva, sia incompatibile con la mascherina.