Porti minatiL’ipotesi di una flotta dell’Onu per scortare il grano ucraino

Discussa a Bruxelles anche una possibile risoluzione delle Nazioni Unite per fare da scudo alla missione nel Mar Nero con navi turche. L’ideale sarebbe l’approvazione del Consiglio di Sicurezza, Russia compresa. Ma Guterres non esclude anche solo il via libera dell’Assemblea generale, che però non sarebbe un atto giuridicamente vincolante

(AP Photo)

Non solo il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia. Nella giornata di ieri è stata discussa a Bruxelles anche una possibile risoluzione delle Nazioni Unite per fare da scudo alla missione navale nel Mar Nero che dovrà sminare le acque di Odessa e poi scortare le navi commerciali cariche di grano ucraino.

La risoluzione dovrebbe essere adottata dal Consiglio di sicurezza, dunque con il via libera della Russia, ma in alternativa anche dall’Assemblea generale – scrive La Stampa. Ieri, al termine del Consiglio europeo, il presidente Charles Michel ne ha discusso con il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. L’Ue è pronta a dare il suo sostegno all’iniziativa, anche se l’idea è di utilizzare le navi turche.

Sui dettagli del piano vige la massima riservatezza. Ma prima bisognerà convincere Vladimir Putin. Emmanuel Macron e Olaf Scholz hanno già anticipato l’iniziativa al capo del Cremlino durante la telefonata di sabato.

Il fatto di mettere in campo le navi turche potrebbe aiutare Putin ad accettare l’iniziativa Onu. Poiché la Turchia è un membro della Nato, in caso di un incidente scatterebbe l’articolo 5 e dunque gli altri Paesi dell’Alleanza verrebbero trascinati nel conflitto. Per questo l’ombrello delle Nazioni Unite diventa fondamentale.

Ma in pochi si fidano della Russia e dunque Guterres lavora anche alle opzioni alternative. Tra queste, c’è la possibilità di approvare una risoluzione all’Assemblea generale. In questo caso non si tratterebbe di un atto giuridicamente vincolate come nel caso di una approvazione del Consiglio di sicurezza, ma servirebbe per dare alla missione una sorta di mandato politico per garantire la sicurezza alimentare nei Paesi africani e in quelli del Medio Oriente. Ai sensi del diritto internazionale, però, la Russia non sarebbe obbligata a rispettare la decisione.

Al summit di ieri non ha avuto successo invece l’idea di intervenire con una missione navale Ue. La soluzione turca è certamente più digeribile per la Russia. Inoltre, ai sensi della Convenzione di Montreux, Ankara ha di fatto le chiavi del Mar Nero. E Mario Draghi ha ribadito che la Marina italiana «può offrire un contributo» per le operazioni di sminamento, per le quali il nostro Paese è tra i più esperti al mondo.

Intanto Bruxelles continua a lavorare anche sulle rotte alternative per far uscire il grano: via terra attraverso la Polonia, via fiume attraverso il Danubio e poi fino al porto romeno di Costanza, e via treno tramite la Bielorussia. La soluzione bielorussa sarebbe la migliore delle tre, ma richiede un difficile negoziato con Lukashenko.

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