Andiam, andiamLà dove si estraeva l’argento adesso riposa il Gewürztraminer

Una cantina altoatesina ha messo le sue bottiglie più preziose ad affinare in una ex miniera e oggi possiamo goderci le nuove annate di questo vino così inconsueto

Il viaggio comincia da lontano, salendo sopra Bolzano in direzione Austria. Vipiteno e poi il crinale che separa la Val Ridanna dalla Val Passiria, poi in autobus piccoli fino all’imbocco della miniera di argento, zinco e piombo che ha iniziato a dare vita a questo paesino a 2000 metri fin nel medioevo. Qui si scavava sdraiati per terra, immersi nell’acqua: l’umidità è al 95% e la temperatura costante a 11 gradi, inverno ed estate. Infilati a 4 km nella roccia, non c’è differenza che tiri il vento o splenda il sole. Percorrere questa strada ci permette di rifare il viaggio dei minatori, e ci dà l’idea, seppur vaga, di quanta fatica ci fosse nel fare questo lavoro. Oggi il percorso lo compiamo per diletto, e per svago prendiamo questo trenino per arrivare in fondo ai cunicoli scavati nella montagna, dove c’è un nuovo tesoro ad aspettarci. È qui infatti che riposa un particolare vino della Cantina Tramin, una realtà enologica altoatesina che ha nella condivisione la sua forza, rappresentata dal lavoro in vigna di oltre 180 famiglie proprietarie, che coltivano la propria terra da generazioni con grande rispetto e massima cura, a stretto contatto con un enologo che è uno di loro, e con loro ha instaurato un profondo rapporto umano oltre che professionale. Ciò si traduce in una continua, virtuosa comunicazione tra vigna e cantina, e oggi trova in questa miniera un completamento del lavoro su una delle etichette di punta, l’Epokale.

Torniamo verso valle, dopo quest’esperienza intensa, con la promessa di assaggiare questo vino che ha un affinamento così particolare. Tenerlo qui è un esercizio di stile enologico, sicuramente, ma anche un bel modo di fare economia di scala: si usa un luogo abbandonato e si sfrutta la sua naturale predisposizione per fare un processo che normalmente richiederebbe un dispendio energetico notevole.

«Abbiamo fatto questa scelta per dimostrare la potenzialità dell’invecchiamento del Gewürztraminer» ci racconta l’enologo dell’azienda, da più di trent’anni al timone della cantina, Willi Stürz. Che prosegue: «Abbiamo deciso di cercare un posto dove Epokale potesse invecchiare al meglio e in cantina non c’era lo spazio ideale. Qui in miniera abbiamo trovato il clima perfetto, con umidità e temperatura costanti. In generale in altitudine il vino invecchia meglio: avevamo pensato al Passo Stelvio dove avevamo trovato un posto idoneo, ma che avremmo dovuto scaldare durante l’inverno. Poi abbiamo trovato questa miniera e ci siamo decisi, anche per sostenere quest’idea del direttore che ha dato avvio a un museo proprio qui». Il vino è partito dalla cantina a Termeno e ha viaggiato fino a qui, e all’imbocco della galleria è stato trasportato con i carretti usati dai minatori. Rimane qui sei o sette anni ad invecchiare, e a seconda del risultato ritorna in cantina per la vendita ai clienti.  

Questo sistema di affinamento risponde a molte esigenze: sicuramente a quella di spazio, visto che qui ce n’è in abbondanza ed è inutilizzato. Ma anche in termini di energia c’è un grande risparmio: questo ambiente è naturalmente climatizzato e umido, non c’è dispendio energetico ed è bastata una giornata di lavoro per concludere il lavoro di trasporto e stoccaggio. Adesso la pancia della miniera custodisce 4000 bottiglie, che man mano vengono rese disponibili per la vendita: la prossima è la 2015, che sarà pronta per il mercato a settembre.

Ma non è solo una questione di risparmio e di organizzazione, come sottolinea il tecnico dell’azienda: «Questo affinamento ha spostato questo vino a livello stilistico, oggi dopo tanti anni di prove possiamo dirlo con certezza». Il riposo qui ci regala un vino diverso, piacevolissimo, che ha anche una storia esclusiva da raccontare a chi lo berrà. 

Perché proprio questo vitigno è al centro di questo così particolare procedimento? Perché Termeno, Tramin in tedesco, è l’areale che identifica le produzioni di vini bianchi aromatici e speziati (Gewürz, in tedesco) definiti proprio Gewürztraminer. Qui nascono vini di grande espressività, essenza di una terra che unisce in sé una felice combinazione di fattori e in cui risiede proprio questa Cantina, conosciuta anche come “La Casa del Gewürztraminer” per averne fatto una sua bandiera riconosciuta e affermata. La particolare posizione climatica, i venti e la composizione del terreno sono vocate alla realizzazione di questa tipologia di vini dal carattere esplosivo, minerale, carico di profumi, in grado di resistere al tempo, e di avere negli anni ancora maggiore eleganza e piacevolezza.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter