La forza del PaeseI sindaci dell’Emilia-Romagna sono la migliore risposta all’emergenza climatica e democratica

I primi cittadini delle zone colpite stanno lavorando indefessamente per affrontare le conseguenze dell’alluvione. Una rete istituzionale robusta anche grazie al sistema elettorale che permette di avere stabilità politica durante le crisi

LaPresse

I nomi non li conosciamo e non li ricordiamo tutti. Quindi si perdonino le assenze. Ma abbiamo visto in questi giorni alcuni di loro. I sindaci della Romagna soprattutto, anche emiliani. Sono gli anelli della più forte infrastruttura istituzionale del Paese, i primi cittadini delle città, dei paesi, dei villaggi di questa Italia piena di magagne, troppo spesso massacrata e automassacrata. Alla rinfusa: Michele De Pascale, sindaco di Ravenna; Enzo Lattuca, sindaco di Cesena; Gian Luca Zattini, sindaco di Forlì; Davide Ranalli, sindaco di Lugo; Massimo Isola, sindaco di Faenza; Marco Panieri, sindaco di Imola; Isabella Conti, sindaca di San Lazzaro di Savena; Paola Pula, sindaca di Conselice; Daniela Angelini, sindaca di Riccione; Luca Della Godenza, sindaco di Castel Bolognese; Matteo Gozzoli, sindaco di Cesenatico; Ivan Mantovani, sindaco di Monterenzio; e tantissimi altri – decine e decine – che in questi giorni si stanno ammazzando di lavoro per affrontare le conseguenze dell’alluvione, primi cittadini delle celebri località sul mare o dei paesini dell’entroterra assediati dal fango, di perle come Ravenna o Faenza. Non abbiamo scritto accanto ai loro nomi di quale partito siano e non è stata una dimenticanza: loro sono i sindaci, rappresentano tutte le loro comunità.

C’è qui un’intelligenza del popolo nel sapere indirizzare le sue scelte, il più delle volte, su figure che nei momenti difficili e difficilissimi riescono davvero a essere come i fratelli maggiori delle persone colpite da un dramma, sul serio dirigono lo Stato, raccordano le istituzioni con il popolo, e lo fanno con una capacità e una dignità veramente ammirevoli.

Sanno bene che in frangenti come questi è il sindaco la figura più prossima, è lui il medico, l’operaio, l’ingegnere, l’avvocato tutto insieme, la gente sa che può contarci anche sotto l’aspetto morale, umano. Anche perché lui sa di aver ricevuto un mandato preciso, quello di governare per cinque anni senza temere pastrocchi, imboscate, inciuci (come avviene a Roma), e il sindaco/sindaca da parte sua sa che questa, per cinque anni, è la sua missione, non si scappa, anima e corpo al servizio dei cittadini che lo hanno eletto: anche quelli che non lo hanno votato.

Si può pensare ciò che si vuole sul dibattito istituzionale che si è aperto ma è un dato inoppugnabile che l’elezione diretta del sindaco, e dunque quello di una maggioranza stabile, sia il sistema che dà più forza a chi è eletto e quindi più ampie potenzialità di governo, e non è dunque un caso se la rete dei sindaci è quella istituzionalmente e concretamente più robusta tra tutti i livelli dello Stato, e fortunatamente anche la trasposizione a livello regionale di questo modello ha portato a Governatori forti e stabili, e lo vediamo in questi giorni con l’azione politica di Stefano Bonaccini, il quale tra l’altro è chiamato a svolgere una decisiva funzione di raccordo con il governo centrale in una “trattativa” che lo vede fortissimo anche perché eletto direttamente.

Loro, i sindaci e il Governatore e tutti gli altri soggetti istituzionali dell’Emilia-Romagna stanno facendo nel miglior modo possibile quello che devono fare, e anche di più. Vanno ringraziati, i sindaci. Tutti. Spesso sono la saggezza del Paese perché del Paese sono i rappresentanti molecolari, il primo gradino della scala democratica.

La parola da oggi è a palazzo Chigi. Le premesse politiche (si invoca un clima da unità nazionale) vanno nella giusta direzione. Speriamo, ma qualche dubbio è lecito visti i pasticci che stanno combinando sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (con un ministro, Raffaele Fitto, che non sembra avere le idee chiare) che anche nell’azione pratica, cioè per quel che riguarda i finanziamenti per questo pezzo d’Italia così flagellato il governo Meloni sia all’altezza dei sindaci emiliani e romagnoli. La forza del Paese.

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