Tra sovranità e ricattabilitàLe tre (impossibili) opzioni per superare lo stallo del voto all’unanimità nell’Ue

In sede comunitaria Polonia e l'Ungheria abusano del veto per bloccare decisioni contrarie ai propri interessi. Il Centres for European Policy (CEP) ha approfondito le possibilità esistenti per fermare questa tendenza come l’esclusione dall’Unione europea

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L’UE sta lottando per la propria sovranità in politica estera nel bel mezzo di conflitti geopolitici. Questa però dipende in modo cruciale dalla sua capacità interna di agire. Ma le aspettative degli Stati membri sono molto diverse su questioni importanti come l’immigrazione, la difesa, ecc. Inoltre, i singoli governi portano il loro populismo a Bruxelles e sfruttano deliberatamente la governance orientata all’unanimità su importanti questioni di sovranità comune, bloccando le decisioni.

La sovranità politica esterna entra così in conflitto con la governance istituzionale interna. Oltre alle cosiddette libertà di mercato, ad esempio la libera circolazione di beni e servizi, gli Stati membri hanno concordato valori come la libertà, la democrazia, l’uguaglianza e lo Stato di diritto. La garanzia di questi valori è un elemento fondamentale dell’ordinamento giuridico dell’UE. Le recenti modifiche legislative in alcuni Stati membri (ad esempio Ungheria e Polonia) sono in contrasto con questi valori, creando numerose aree di conflitto. Ciò porta a dibattiti sull’uscita e/o sull’esclusione degli Stati membri dall’UE e sulla creazione di una “UE 2.0”.

L’uscita dall’UE: nonostante la retorica politica, è attualmente improbabile che Stati membri come l’Ungheria compiano un passo del genere di propria iniziativa. L’Ungheria, ad esempio, è il terzo maggior beneficiario del bilancio dell’UE ed è strettamente legata all’UE dal punto di vista economico.

L’esclusione dall’UE: è discutibile se sia legalmente possibile escludere uno Stato membro dall’UE. Nel migliore dei casi, ciò è concepibile sulla base del diritto internazionale consuetudinario se uno Stato membro si allontana dalla democrazia o continua a non rispettare il diritto dell’UE. Prima di un’esclusione, tuttavia, dovrebbe essere eseguita una procedura ai sensi dell’art. 7 TUE e dovrebbero essere imposte delle sanzioni.

Mentre la creazione di una nuova”UE 2.0”: essa sarebbe teoricamente pensabile, però si confronta con diverse problematiche. Tra l’altro il fatto che i Trattati internazionali, per esempio quelli di libero scambio e assets del‘UE, quali proprietà ed edifici non si trasferirebbero automaticamente su una “UE 2.0“. Alla luce di tali ostacoli, anche la creazione di una “UE 2.0“ praticamente non risulta fattibile.

Continua a leggere sul sito del Cep consultando il report.

 

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