L’interpretazione dei segniLe insegne nei bagni pubblici possono aiutarci a vedere com’è il mondo

La distinzione in base al sesso dei servizi igienici dimostrana che certi simboli e usi linguistici fanno parte di discorsi piú grandi e influenzano il modo in cui troviamo un nostro senso nella realtà. Lo scrivono Angela Goddard e Neil Carey ne “Il discorso” (Einaudi)

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La natura «separatista» delle insegne piú comunemente associate alle toilette pubbliche si riflette anche a livello materiale, dato che la maggior parte dei servizi igienici prevede una rigida separazione dei sessi. Si tratta di una consuetudine comunemente accettata in diverse culture. In particolare, le insegne rafforzano una credenza ideologica secondo cui le differenze tra i sessi sono molto piú importanti di tutte le loro similarità.

L’ideologia è un concetto controverso per gli analisti del discorso, ma è considerata da molti un elemento essenziale per comprendere come il significato venga mediato dai segni e altre pratiche comunicative. Per gli analisti del discorso, l’ideologia è inestricabilmente legata a concetti di potere, e si ricollega alle teorie di Marx (1818-1883) sui modi in cui la maggioranza è controllata tramite una serie di idee che servono esclusivamente gli interessi dell’élite dominante.

Le idee di Marx sulla falsa coscienza, per cui le persone credono erroneamente che ciò che dicono e fanno sia nel loro interesse, sono state liquidate come apertamente deterministiche. Teorici piú recenti continuano a lavorare con il concetto di ideologia, riconoscendone il legame con il potere, ma adottano un’interpretazione piú sfumata di tali concetti.

L’ideologia non è piú vista come il contrario di una qualche verità custodita da un’élite: secondo questi approcci, infatti, non esiste una sola «verità» e quindi non esiste nemmeno un’ideologia che possa essere identificata; piuttosto, l’ideologia è una costellazione frammentaria e spesso contraddittoria di credenze che di solito sono spacciate per «senso comune» e che guidano le convinzioni e le attività di gruppi/culture, dando forma in tal modo a un interminabile gioco di potere dentro e tra gruppi/culture.

Molti analisti del discorso – e in particolare coloro che si riconoscono nell’Analisi critica del discorso – adottano e adattano un approccio foucaultiano per cui il potere è indissolubilmente legato alla conoscenza. Tale concezione è spesso rappresentata dal binomio «potere/sapere». Qui il potere non è necessariamente qualcosa che si esercita sugli altri, cioè non è necessariamente coercitivo. E non è neppure a somma zero, nel senso che se tu sei piú potente allora io lo sono meno.

Piuttosto, il potere opera in molteplici modi, ha molteplici effetti ed è sempre in gioco nell’uso della lingua e di altri sistemi di segni attraverso cui si comunica senso. Uno dei principali obiettivi dell’analisi del discorso è cercare di identificare le particolari disposizioni di potere insite negli atti di comunicazione. In questo caso l’analista del discorso è interessato a come i segni esercitino effetti di potere nella cultura, facendo soprattutto attenzione a chi beneficia di tali effetti.

Tornando alla distinzione in base al sesso dei servizi igienici indicata dalle insegne maschi/femmine, potreste tentare un esperimento mentale per capire come siete implicati e soggetti all’ideologia della separazione sessuale esemplificata da tali insegne. Pensate all’impegno che mettete per usare il bagno destinato al sesso con cui vi identificate quando siete in uno spazio pubblico. Dopodiché, immaginate di trovarvi nel bagno designato per l’altro sesso e pensate alle possibili conseguenze.

Poi, pensate alle vostre esperienze quando avete usato delle toilette indicate come unisex, cioè utilizzabili da donne e uomini. Ora pensate a come potreste sentirvi, o come vi siete sentiti in queste situazioni. Cosa vi sembra «giusto» o «sbagliato» in questa esperienza? Quali sforzi avete fatto consapevolmente per sentirvi a vostro agio in tali spazi? O, in alternativa, pensate alla posta in gioco se trasgrediste attivamente il sistema di senso insito nelle insegne «separatiste» ed entraste nella toilette destinata all’altro sesso. In certi casi sono previste delle sanzioni penali per chi usa i servizi igienici destinati all’altro sesso: questo succede piú in certi contesti culturali che in altri.

Tuttavia, potrebbe anche capitare che altri utenti «vigilino» sulla separazione e, cosa altrettanto importante, che voi stessi, con il vostro utilizzo, contribuiate attivamente a far rispettare le convenzioni culturali rappresentate dalla separazione in base al sesso delle toilette pubbliche. Nel pensare alle situazioni descritte, provate ad andare oltre un’analisi secondo cui ci sarebbe qualcosa di «naturale» nella separazione in base al sesso dei servizi igienici. Anzi, nella vostra analisi adottate un approccio critico: se ancora non l’avete fatto, immaginate di optare, nelle vostre riflessioni, per una posizione di lettura «oppositiva», come definita da Hall. L’esplorazione delle insegne delle toilette dimostra come certi simboli e usi linguistici quotidiani rientrino in discorsi piú grandi e come si conformino e si allineino a tali discorsi; suggerisce inoltre che queste rappresentazioni, in quanto significanti di discorsi piú ampi, possono aiutarci a vedere com’è strutturato il nostro mondo – spesso in modi dati molto per scontati – e come quei discorsi influenzano il modo in cui troviamo un nostro senso nel mondo.

Angela Goddard, Neil Carey, Il discorso. Un’introduzione, Einaudi, 224 pagine, 22 euro

© 2017 Angela Goddard and Neil Carey. All Rights Reserved
© 2023 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino
Authorised translation from the English language edition published by Routledge,
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