Good morning, EuropaLa fortezza contro le democrature illiberali

L’8 e 9 giugno sarà necessario votare consapevolmente il numero più alto possibile di parlamentari popolari, socialisti e liberaldemocratici immuni ai ricatti russi

LaPresse

Questo è un articolo del nuovo numero di Linkiesta Magazine + New York Times Climate Forward in edicola a Milano e Roma e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia. E ordinabile qui.

Mai le elezioni europee sono state così importanti come queste dell’8 e 9 giugno 2024. Mai i cittadini europei hanno votato con una guerra in corso ai confini orientali, una guerra scatenata da un nemico dichiarato della democrazia liberale, dei diritti umani e civili, della civiltà occidentale e delle politiche di salvaguardia del pianeta di cui le istituzioni europee sono garanti.

Ma non c’è soltanto la guerra a minacciare la sicurezza europea e a qualificare il voto di giugno come esistenziale per le sorti del continente, c’è anche la possibilità che gli Stati Uniti, protettori dell’Europa in alleanza transatlantica dal secondo dopoguerra, possano abbandonarla alle mire imperialiste di Vladimir Putin nel caso il 5 novembre dovesse vincere le elezioni americane il più grande truffatore della storia, il facilitatore putiniano che vuole rifare la Russia Great Again, il primo presidente anti americano degli Stati Uniti, insomma quel farabutto, golpista e stupratore di Donald Trump.

Oggi nessuno sa chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti, quindi in linea di principio non è da escludere che dal 20 gennaio 2025 possa realizzarsi il progetto di Trump (ma più che altro di Putin) di sciogliere la Nato, di abbandonare gli ucraini e di scaricare l’Europa.

L’elettore europeo che a giugno riceverà la scheda di voto dovrà tenere conto di questo possibile scenario, e decidere di conseguenza, tanto più che l’attacco russo alla democrazia continentale non si limita al fronte ucraino, e poi anche a quello moldavo, baltico, caucasico e balcanico, ma raggiunge il cuore dell’Europa intanto senza bisogno di armi convenzionali ma con l’immissione ingegnerizzata di fake news nel dibattito pubblico, con i finanziamenti alle forze eversive di destra e di sinistra, con il conforto ai partiti nostalgici del nazifascismo, con il sostegno ai populisti, con la diffusione del caos nelle società occidentali servendosi spesso di utili idioti, di volenterosi complici e di intellettuali alla carta.

Viviamo tempi impazziti, in cui tra guerre, pandemie, pogrom antiebraico e cialtroni al potere il peggio può sempre accadere e spesso in effetti accade. Sono saltate le protezioni democratiche e razionali, a cominciare da quelle americane, e da elettori dell’8 e 9 giugno dovremo smettere di chiederci che cosa può fare l’Europa per noi, e cominciare a chiederci che cosa possiamo fare noi per la nostra Europa. Altrimenti sarà l’imperialismo russo, e poi magari quello cinese, a colmare quel vuoto e a decidere che cosa vorrà fare per noi.

In questo scenario, un’Europa democratica e liberale deve avere il compito di contrastare l’avanzata dell’autoritarismo russo. Per questo sarà necessario votare consapevolmente e mandare a Bruxelles il numero più alto possibile di parlamentari popolari, socialisti e liberaldemocratici immuni ai ricatti russi, persuasi del progetto europeo e adeguati alle questioni che si troveranno di fronte, da quella imperialista del Cremlino a quella del declino americano fino a quella climatica globale.

Questo numero di Linkiesta Magazine, con gli articoli di Climate Forward del New York Times in esclusiva per l’Italia, racconta le sfide della transizione ecologica e della salvaguardia del pianeta, con la certezza che non ci sarà nessun progresso climatico senza istituzioni europee forti e libere da condizionamenti esterni. L’Europa dovrà trasformarsi in baluardo contro le democrature illiberali, a maggior ragione se a novembre scopriremo che l’America avrà deciso di non fare più l’America.

Questo è un articolo del nuovo numero di Linkiesta Magazine + New York Times Climate Forward in edicola a Milano e Roma e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia. E ordinabile qui.

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