L’Europa si sta allontanando dai suoi valori fondamentali. Il vicepresidente statunitense J.D. Vance molto critico nei confronti dei Paesi europei, ne denuncia la perdita della retta via, lo smarrimento dei principi cardine. Alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, Vance ha costruito il suo discorso su guerra culturale populismo, accusando i governi europei e l’Unione di comportarsi come «commissari», più interessati a soffocare la libertà di parola che a garantire la sicurezza dei cittadini. Poi ha criticato l’elevato flusso migratorio, toccando temi simili a quelli che animavano il ritorno di Donald Trump, e ha espresso solidarietà alle vittime dell’attacco di giovedì a Monaco, in cui un migrante ha investito una folla ferendo quindici persone. «Non si possono obbligare le persone a pensare, a sentire o a credere in un certo modo. Purtroppo, osservando l’Europa di oggi, a volte non è chiaro cosa sia accaduto ad alcuni dei vincitori della Guerra Fredda», ha aggiunto.
Il vicepresidente ha anche accusato gli «entusiasti» commenti sulle elezioni in Romania, considerando il loro annullamento un attacco alla libertà del popolo rumeno di decidere per sé, e anche l’introduzione di meccanismi di moderazione dei contenuti in Germania e Svezia, definendo queste dichiarazioni «scioccanti per le orecchie americane».
Parlando di immigrazione ha poi aggiunto: «Quante volte dobbiamo subire questi terribili contraccolpi prima di cambiare rotta e indirizzare la nostra civiltà in una direzione diversa? Non esiste sicurezza se si ha paura delle voci, delle opinioni e della coscienza che guidano il proprio popolo». Con i suoi commenti, Vance ha voluto fare un chiaro riferimento all’AfD, il partito di estrema destra tedesca che già diverse settimane fa ha incassato l’endorsement di Elon Musk. Non è un caso: il prossimo 23 febbraio in Germania ci saranno le elezioni. Proprio per incursioni come quelle di Musk, e per allusioni come quelle di Vance, Markus Söder, presidente della Baviera, ha lanciato un chiaro ammonimento agli americani, esortandoli a non intromettersi nelle elezioni federali tedesche. Dichiarando come «negli ultimi anni alcuni americani non abbiano gradito le opinioni espresse su quale dovesse essere l’esito delle elezioni statunitensi. Tuttavia, vi chiedo di avere pazienza e di capire che per la Germania vale il viceversa: siamo noi a decidere in quali coalizioni entrare dopo le elezioni». E il Presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha affermato che la politica estera e di sicurezza della Germania rimarrà «europea, transatlantica e multilaterale» anche dopo le elezioni. Ha sottolineato però, in modo particolare, che il prossimo governo federale «deve condurre il suo lavoro in maniera da rispettare e promuovere un’unità europea». Ha anche aggiunto, riferendosi probabilmente a Musk: «Mi preoccupa profondamente constatare come un piccolo gruppo elitario di imprenditori non solo possieda i mezzi, ma anche il desiderio di riscrivere una parte significativa del manuale della democrazia liberale e, inoltre, come alcuni di questi imprenditori esprimano apertamente il loro disprezzo per le istituzioni e le norme democratiche».
La risposta dell’Unione europea si legge nelle dichiarazioni di Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione ha portato il focus sui temi della politica commerciale e sicurezza, affermando con decisione che «nessuno vince con i dazi, l’Unione risponderà». Von der Leyen ha ribadito l’impegno del blocco a contrastare misure protezionistiche che minacciano il mercato unico, e ha annunciato l’intenzione di «intensificare il nostro lavoro per accelerare il processo di adesione dell’Ucraina all’Unione», precisando che «sono già stati fatti progressi significativi». Ha infine sottolineato che l’Unione deve «spostare le montagne» per adattarsi alla nuova realtà geopolitica e «mantenere la promessa duratura di pace», evidenziando così l’impegno a un futuro di sicurezza e cooperazione condivisa forse mai visto prima. Vance, invece, di Ucraina ha parlato poco, limitandosi a un debole «possiamo giungere a una soluzione ragionevole tra Russia e Ucraina».
Von der Leyen ha detto anche che proporrà di attivare la clausola di salvaguardia per gli investimenti nella Difesa: «Ci sono chiari tentativi da parte di alcuni Stati di creare sfere di influenza. Durante la pandemia abbiamo attivato la clausola di salvaguardia perché ci trovavamo nel bel mezzo di una crisi. E ritengo che adesso ci troviamo in un altro periodo di crisi: l‘Europa deve essere intelligente in questi tempi, rispondere alle sfide dei nostri confini e della nostra sicurezza».