Forse non è la loro EuropaL’imbarazzo dei ministri di Meloni che dovranno andare al festival di Ventotene

Ogni anno sull’isola arrivano esponenti politici di ogni partito in occasione dell’evento europeista che si svolge dal 2017. Stavolta ci sono molti asterischi accanto ai nomi degli invitati, perché nessuno prima d’ora aveva messo in dubbio il contenuto del Manifesto di Spinelli come ha fatto la premier in Parlamento

Lapresse

Non sarà facile per i ministri del governo Meloni quest’anno sbarcare sull’isola di Ventotene per la nona edizione dell’“Europa Festival”, che si terrà dall’8 al 10 maggio. Sulla facciata del Municipio, non lontano dal porto, la scorsa estate è stato realizzato un murale che riporta il testo integrale del Manifesto di Ventotene. Lo stesso che la premier Giorgia Meloni ha criticato il 19 marzo nell’aula di Montecitorio. «Questa non è la mia Europa», ha detto.

Tra gli invitati al “Ventotene Europa Festival”, che dal 2017 si tiene a cavallo della festa dell’Europa del 9 maggio ospitando esponenti di governo di ogni colore politico, ci sono molti nomi del governo Meloni. Accanto ad alcuni cognomi per il momento c’è ancora l’asterisco, ma nessuno finora ha disdetto. Per l’8 maggio sono confermati anche gli interventi del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e quello della presidente della Agenzia italiana della gioventù Federica Celestini Campanari.

L’Agenzia di governo aveva promosso e organizzato l’edizione dello scorso anno, occupandosi di selezionare con una call internazionale sessanta ragazze e ragazzi (venti italiani e quaranta stranieri) chiamati a votare per la prima volta alle elezioni europee. I ragazzi arrivati da tutta Europa, dalla Francia all’Ungheria, sono stati ospitati durante il festival sull’isola dove Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni nel 1941 scrissero il “Manifesto di Ventotene” durante il confino. Nel 2023, dopo aver cambiato il nome di quella che prima si chiamava Agenzia nazionale per i giovani, il governo ha affidato il nuovo ente a Federica Celestini Campanari, figura vicinissima a Fratelli d’Italia, riscrivendo lo statuto dell’ente e assegnando all’agenzia nuovi compiti, tra cui la promozione della cittadinanza europea appunto.

Quest’anno l’Agenzia non è tra gli organizzatori. Ma l’attacco della premier contro il Manifesto di Ventotene alla Camera non c’entra. Il festival è stato ideato nel 2017 da Raffaella Rizzo, che lo dirige insieme al marito Roberto Sommella, direttore di Milano Finanza e presidente dell’associazione “La Nuova Europa”. Quest’anno i giovani partecipanti saranno tutti universitari europei e gli organizzatori hanno gestito da sé la selezione.

Da sempre gli esponenti di governo, durante il festival, fanno tappa sull’isola, almeno per un saluto di circostanza. Ma nessuno finora aveva mai messo in discussione il contenuto del manifesto fondativo dell’Europa. La stessa Giorgia Meloni lo aveva più volte elogiato, salvo poi cambiare idea.

Il Festival a Ventotene è nato nel 2017 con l’obiettivo di mettere insieme giovani di varie nazionalità per dibattere e dare forma alla fine a un documento comune con proposte concrete su cosa significa essere cittadini in Europa. Appena arrivano sull’isola, i ragazzi vengono portati in visita nei luoghi storici del confino degli antifascisti per ricordare cosa è successo a Ventotene e a Santo Stefano, l’isola di fronte, dove erano in carcere molti dei padri costituenti. L’associazione Nuova Europa si è fatta promotrice anche del murales sull’isola com il testo del Manifesto. E negli ultimi anni ne ha portato in scena il testo tra Bruxelles, Parigi, Milano e Bergamo.

Dopo che la premier ha attaccato alla Camera il contenuto del Manifesto, sul sito dell’associazione è apparso un post in cui si spiega che il Manifesto di Ventotene «è il testo fondativo del federalismo europeo. Nato in piena Seconda Guerra Mondiale invocava e evoca ancora oggi un’idea precisa d’Europa. Unita e democratica, pienamente integrata».

Per il momento nessuno degli esponenti di governo ha dato buca, dicono gli organizzatori, nella speranza che da qui a maggio la polemica si esaurisca. Ma non mancherà un certo imbarazzo nel trovarsi di fronte al murales con il testo del Manifesto di Ventotene scritto a caratteri cubitali. Quello che prima piaceva pure a Giorgia Meloni. O forse no.

X