Le scale mobili nella metro di Kyjiv scorrono veloci quanto la vita degli ucraini. Passando da una stazione all’altra, vedo un uomo con le stampelle, ha una gamba amputata. Indossa i jeans e un semplice giubbotto: non so se sia un ex militare o un civile. Noto con quale difficoltà si muove e come mette il piede sulle scale mobili. Ho l’impressione che queste siano più veloci di quelle della metro di Napoli o di Milano. Quotidianamente, migliaia di persone nelle città e nei villaggi ucraini devono affrontare tante barriere fisiche. Un problema che influenza la qualità della vita.
Della ricostruzione post bellica dell’Ucraina si parla sin dall’inizio della guerra su vasta scala. La matematica è chiara: più la guerra continua, più danni ci saranno. Molte città ucraine, specialmente all’est, devono essere costruite da zero; nelle altre la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate richiede delle cifre ingenti, ma anche l’osservazione di un criterio di cui oggi non si può fare a meno: l’assenza delle barriere per le persone con disabilità fisiche.
Secondo gli ultimi dati presenti sul sito del ministero per le Politiche sociali, il numero delle persone con invalidità in Ucraina è superiore a tre milioni. Dall’inizio dell’invasione, questo dato è aumentato del dieci per cento. Tra queste persone ci sono circa cinquantamila che hanno subito delle amputazioni di uno o più arti. Va precisato, però, che sono i dati dell’anno 2024, e tenendo conto del numero dei bombardamenti avvenuti e dell’intensificazione degli scontri armati sul fronte, probabilmente queste cifre non sono più attendibili. Migliaia di persone sono costrette ad adattarsi a una nuova vita nelle città e nei villaggi non progettati per loro.
L’Ucraina ha acquisito la propria indipendenza nel 1991 ma comunque si porta dietro il passato sovietico. La maggior parte dell’infrastruttura cittadina è stata progettata e costruita ancora ai tempi dell’Urss, ma anche le costruzioni posteriori al 1991 riflettevano la mentalità del passato. In quel paese i disabili semplicemente non esistevano; non si pensava con quale difficoltà dovessero salire le scale o usare la metro o autobus le mamme con i passeggini o le persone anziane con difficoltà motorie. Tant’è vero che le stazioni della metro non erano dotate di ascensori; soltanto negli ultimi anni dodici stazioni delle cinquantadue della metro di Kyjiv sono diventate completamente senza barriere, e in tutte le stazioni si offre il sostegno del personale per gli spostamenti.
Tuttavia il cambiamento nella percezione dei disabili e l’adattamento delle infrastrutture in Ucraina va alla velocità della luce. Secondo il sondaggio di Unicef, l’ottantatré per cento dei rispondenti in Ucraina ritiene l’assenza delle barriere un nuovo valore della società. «È un dato molto alto, ma l’opinione pubblica è sicuramente più avanti rispetto all’effettiva assenza delle barriere, dunque abbiamo ancora molto da fare», ha sottolineato la first lady Olena Zelenska durante il rapporto annuale nell’ambito della partnership Biarritz, avvenuto a dicembre scorso.
A seguito del monitoraggio di cinquantaquattromila strutture, il ventidue per cento risulta essere senza barriere, tra quelle più accessibili ci sono le istituzioni mediche, si legge sul sito del Ministero dell’istruzione. Infatti la creazione degli spazi senza barriere e la trasformazione del Paese e della società per renderla più inclusiva è uno degli obbiettivi della first lady ancora dal 2019, quando Volodymyr Zelenskyy ha vinto le elezioni presidenziali. In questi anni il progresso è stato notevole: si tratta sia delle modifiche prettamente fisiche agli spazi comuni sia dell’istruzione inclusiva o della promozione della parità dei sessi.
Nel 2020 su iniziativa di Olena Zelenskaè stata approvata dal governo ucraino la strategia nazionale di assenza delle barriere che ha visto la sua attuazione attraverso le nuove norme sulla costruzione degli edifici, le norme sull’inclusività delle scuole e asili, la digitalizzazione dei servizi pubblici. Tra l’altro l’aumento del livello di inclusività fa parte del disegno di legge sui principi della ricostruzione dell’Ucraina. Sempre nell’ambito di questa iniziativa è stata stilata una “guida all’assenza delle barriere” dalla quale si possono apprendere una serie di nozioni su come comportarsi in maniera non pregiudizievole nei confronti di altri, cosa significa la tolleranza e la parità dei sessi, cosa significa essere disabile e come interagire con queste persone, l’assenza delle barriere in senso lato, l’apertura verso tutte le categorie sociali, la terminologia consigliabile da utilizzare e quale, invece, andrebbe evitata, come comportarsi e supportare una persona sotto stress. Insomma è un vero e proprio manuale che aiuta le persone a imparare ed essere parte di una società più inclusiva e aperta.
Oltre alle iniziative e azioni governative a livello nazionale, ma anche provenienti dagli enti locali, tante imprese si sono unite alla realizzazione di spazi adatti a tutti, è un importante segnale che conferma la maturità della società. Ad esempio Ukrzalisnytsia (l’azienda statale delle Ferrovie ucraine) sta facendo la ricostruzione delle stazioni di Kyjiv e di Lviv, ma anche delle carrozze dei treni. La NovaPoshta, la principale azienda di spedizioni private ucraina, ha aperto il primo punto totalmente inclusivo, privo di barriere fisiche, con delle piastrelle tattili e l’assistente digitale.
Le più grandi aziende da settori di commercio, energetico o della ristorazione si sono riunite nell’associazione “Imprese senza barriere” e stanno implementando le innovazioni anche per poter consentire la reintegrazione dei veterani nella società e sul posto di lavoro. Tra queste aziende c’è l’organizzazione no-profit Lun che ha sviluppato e continua ad ampliare una serie di mappe riguardanti i luoghi come stazioni, locali, o, ad esempio, le banche a oggi prive di barriere. Le informazioni vengono raccolte attraverso delle check-list create in collaborazione a un’altra associazione no profit, “Bezbariernist”, che è di fatto la promotrice dell’iniziativa di Zelenska.
La mappa contiene più di ottomilasettecento punti in tutta l’Ucraina accessibili anche a persone con difficoltà o genitori con i passeggini, o anziani. Perché spesso le barriere fisiche sono un impedimento anche per le categorie di persone fisicamente sane. L’organizzazione ha sviluppato anche la mappa delle stazioni ferroviarie. Cliccando sulla stazione scelta si può leggere delle informazioni dettagliate sull’ingresso, le sue dimensioni, l’illuminazione, la possibilità di accedere ai binari, alle biglietterie e se è necessario anche l’aiuto di un assistente presente in stazione, ma anche la presenza di un rifugio, luogo a oggi indispensabile, visti i continui bombardamenti.
Sono dei risultati indubbiamente importanti, ma è altrettanto importante il coinvolgimento di ogni cittadino nel voler migliorare le proprie città. Oleksandr Teren, veterano della guerra russo-ucraina, ha perso entrambe le gambe. Dopo aver adottato delle protesi e la riabilitazione l’ex militare può camminare, tuttavia ce ne sono tanti come lui che non hanno avuto la possibilità di avere le protesi e sono costretti a spostarsi sulla sedia a rotelle.
Insieme a diversi ucraini famosi come cantanti, blogger o attori con sostegno dell’associazione “Imprese senza barriere” Oleksandr ha aperto un canale Youtube in cui racconta dell’accessibilità o dell’impossibilità di accedere agli spazi comuni, viaggiando in tutta l’Ucraina, visitando delle caffetterie, ristoranti, spiagge, musei, parcheggi e tutti i luoghi possibili in cui può andare una persona. Tutto questo è condito con humor e interviste a coloro che hanno investito nella modernizzazione di questi spazi o ai rappresentanti delle amministrazioni locali e varie associazioni promotori dell’inclusività.
Uno spettacolo divertente, utile innanzitutto socialmente, è diventato una specie di cartina tornasole che rivela quanto lavoro ci sia ancora da fare. La guerra russa all’Ucraina continua a mietere vittime e distruggere le infrastrutture. Nonostante ciò la società ucraina diventa sempre più matura e il valore della persona e dell’essere umani ne rimane un punto focale, al di là di tutto il dolore che questa guerra sta procurando agli ucraini.