C’è stato un tempo in cui le stazioni di servizio erano soltanto luoghi di passaggio. Il caffè preso in piedi, il panino preconfezionato, il senso di una sosta che non lasciava traccia. Oggi, invece, quel momento può diventare un gesto di memoria e di cultura. È questa la scommessa di ALT Stazione del Gusto, il format ideato da Niko Romito e cresciuto grazie alla collaborazione tra Enilive, la società di Eni dedicata alla mobilità più sostenibile e Accademia Niko Romito.
Dal 2018, anno in cui nasce a Castel di Sangro, patria dello chef tristellato, ALT ha un obiettivo chiaro: portare la cucina di qualità “su strada”, rendendola accessibile, quotidiana, condivisa. «Volevo un’offerta popolare, con piatti comprensibili e quasi domestici, ma con un approccio creativo e rigoroso» racconta Romito. La partnership con Accademia Niko Romito segna l’inizio di una nuova fase del progetto Enilive di trasformazione delle stazioni di servizio in veri e propri hub di servizi. Dopo l’apertura del primo store in una ex stazione di servizio romana nel 2023, si è arrivati nel 2025 all’espansione internazionale in Austria e Germania. L’ambizione è chiara: cento aperture in pochi anni.

Ma cosa rende davvero diverso ALT? Non solo l’ambiente, essenziale e luminoso, o la cura del servizio. Il cuore del progetto sta nel cibo, che diventa strumento di racconto e memoria. Il pollo fritto, ad esempio, non è un piatto qualsiasi: marinato, cotto al vapore e poi fritto senza panatura in olio di girasole alto oleico, diventa dorato, croccante fuori e succoso ad ogni morso, risultando più leggero. È il manifesto di una filosofia che unisce tecnica e tradizione familiare. La bomba, farcita al momento, dolce o salata, è invece l’icona del piacere puro, un morso che racchiude insieme libertà e semplicità.

Non si tratta solo di nutrimento: ogni piatto è pensato come un piccolo tassello di un racconto collettivo, che passa dalla colazione al pranzo, dalla merenda all’aperitivo fino alla cena. ALT non serve semplicemente “cibo da viaggio”, ma porta con sé un’idea di territorio: i sapori italiani, reinterpretati, diventano ambasciatori di un Paese che corre ma che sa ancora fermarsi, anche solo per pochi minuti, davanti a un gesto di gusto.
La sosta diventa così una micro-narrazione: un pollo che ricorda le cucine di casa, una “bomba” che custodisce la gioia semplice di un dolce da festa. In questo modo, l’area di servizio non è più soltanto un luogo funzionale: diventa uno spazio simbolico, dove mobilità e gastronomia si intrecciano. In un’epoca in cui il tempo sembra sempre più compresso, ALT propone una visione diversa: la qualità non rallenta la corsa, ma le dà senso. È un modo per dire che anche prima o dopo un pieno all’auto, può accadere qualcosa di memorabile. Un boccone, un profumo, una pausa che diventa esperienza.

