Droni di fine annoLa Russia ha schierato i missili nucleari in Bielorussia

L’annuncio del ministero della Difesa russo arriva dopo accuse a Kyjiv su un presunto attacco con droni alla villa di Putin. L’Ucraina respinge le accuse e rilancia il coordinamento con gli alleati con un vertice il 6 gennaio in Francia

LaPresse

Il ministero della Difesa russo ha dichiarato operativi in Bielorussia i missili Oreshnik con capacità nucleare. L’annuncio arriva poche ore dopo le accuse di Mosca a Kiev per un presunto attacco con droni alla residenza privata del presidente Vladimir Putin nella regione di Novgorod. Mosca sostiene che l’episodio rappresenti una grave provocazione e ha avvertito che la propria posizione nei negoziati si irrigidirà. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che la Russia non ha fornito prove plausibili e che l’attacco non sarebbe mai avvenuto. 

Nella notte, a Odessa, nel sud dell’Ucraina, droni russi hanno colpito edifici residenziali e infrastrutture energetiche e logistiche. Le autorità locali hanno riferito di almeno quattro feriti, tra cui tre bambini, un neonato di sette mesi e due minori di otto e quattordici anni. Sono stati segnalati incendi in appartamenti e magazzini e interruzioni di elettricità, acqua e riscaldamento in alcune zone della città.

Mosca ha affermato di aver intercettato e distrutto 86 droni ucraini durante la notte. Il Ministero della Difesa russo ha indicato il Mar Nero e varie regioni del Paese, tra cui Bryansk, Lipetsk e Krasnodar, oltre alla Crimea, annessa dalla Russia nel 2014. Nella città portuale di Tuapse, sul Mar Nero, un attacco di droni ha danneggiato infrastrutture portuali, un gasdotto in un’area residenziale e alcune abitazioni. Le autorità regionali hanno parlato di due feriti.

Nonostante il clima di forte tensione, i contatti diplomatici proseguono. Zelensky ha annunciato una serie di incontri con i Paesi che sostengono Kyjiv: una riunione dei consiglieri per la sicurezza nazionale prevista nei prossimi giorni in Ucraina e un vertice dei leader fissato per il 6 gennaio in Francia. L’obiettivo dichiarato è coordinare le posizioni e discutere le garanzie di sicurezza per l’Ucraina.

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