Sul tema della crisi europea sollevato dal documento strategico della Casa Bianca, secondo cui l’Ue nutrirebbe aspettative irrealistiche sulla guerra in Ucraina, motivo per cui non farebbe abbastanza per sostenere gli sforzi di pace trumpiani, e soprattutto rischierebbe di veder scomparire la sua civiltà per la presenza di troppi immigrati (sottinteso: non bianchi né cristiani), mi sembrano degne di nota le prese di posizione di due tra i massimi intellettuali sovranisti del nostro paese: Giuseppe Conte e Marcello Pera. L’ex presidente del Consiglio, in un post su Facebook, pur non citando il documento americano, scrive infatti che l’Europa è in crisi perché pensa solo a «programmi per rafforzare fondi e velocizzare procedure a favore dell’industria militare».
L’ex presidente del Senato, sul Foglio, ricorda invece la strenua battaglia di Benedetto XVI sulle radici giudaico-cristiane dell’Europa, mettendo così il sigillo papale anche sul delirio etno-nazionalista del documento strategico americano. Io, nonostante tutto, penso però che l’Europa non sia messa poi tanto male, e di sicuro comunque meglio dell’Italia, che ha avuto un simile presidente del Consiglio e un simile presidente del Senato.